Gli equilibristi - la recensione del film di Ivano De Matteo con Valerio Mastandrea

30 agosto 2012
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Il film, presentato nella sezione Orizzonti del Festival di Venezia, esce sugli schermi il 14 settembre prossimo.



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La facilità di diventare poveri. Potrebbe essere una sintesi del nuovo film di Ivano De Matteo Gli equilibristi. Povero: un termine che evoca altre epoche, non ci sembra più appartenere alla nostra. Al massimo ne accantoniamo la portata, che ci spaventa come un possibile virus, dietro alle cifre, a qualche virgola, a qualche sguardo distratto dato per strada. Ma nella società dei consumi e della spinta forsennata alla crescita e al suo tremendo contrario si può finire dall'oggi al domani in una situazione di indigenza, in senso letterale, fatto soprattutto di concreta incapacità di poter far fronte alle più semplici esigenze quotidiane. Una situazione che vive Valerio Mastandrea nel film di De Matteo, che così come ne La bella gente, inedito da noi, ma apprezzato altrove, si dimostra regista “di strada”, attento al sociale, nel senso più umanistico e credibile del temine. Non attraverso tirate sociologiche, ma sporcandosi le mani e la camera nel catturare vividi personaggi credibili. Gli vuole bene e spinge anche noi a volergliene. L'equilibrista qui vuole farsi plurale e categoria nel suo raccontare come attraverso una semplice separazione dalla moglie a causa di un tradimento il protagonista non riesca più a mantenere la famiglia (con due figli) e se stesso. Ma è un'altra la portata inconcepibile di questa situazione: che possa accadere a chi ha il "Posto fisso", lavorando al comune. Insomma, non si salvano più neanche i "pubblici" da questa crisi!

Fra lavori improvvisati, frutta scaricata e i 40 anni superati (altro tema: quello di chi si deve riconvertire non più giovane) Giulio inizia a doversi dare delle risposte vere, non può più mentirsi. Con in mente la tradizione del nostro cinema, con semplicità classica De Matteo ci conduce in un percorso tanto automatico quanto inconcepibile, alle prese con le ipocrisie di una società in cui Giulio non è più bene accetto, in cui deve vivere la notte, sotto i cavalcavia o nei vicoli, come tanti equilibristi che vengono nascosti sotto il tappetto delle metropoli.

Una città che diventa fortino in cui una volta usciti dal castello della sicurezza confortevole di una casa e dei propri affetti ognuno lotta per la sopravvivenza personale e proprio solo alcuni compagni di “strada” saranno tra i pochi ad aiutare il protagonista.

Un buon film sincero, a tratti divertente e che diventa sempre più cupo, ma anche con un tono finale di speranza, con degli attori molto in parte e Valerio Mastandrea che torna a brillare a pieno in un ruolo su misura per lui. Non mancano alcuni “avvitamenti” nella parte conclusiva, ma Gli equilibristi resta un contributo interessante per conoscerci meglio, anche nell’epoca della crisi.

Gli equilibristi
Il trailer del film di Ivano De Matteo con Valerio Mastandrea e Barbora Bobulova


  • critico e giornalista cinematografico
  • intervistatore seriale non pentito
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