Fuga in tacchi a spillo - la recensione del buddy movie con Sofia Vergara e Reese Witherspoon

16 giugno 2015
2

Le due attrici giocano sulle loro differenze fisiche e sugli stereotipi del genere.

Fuga in tacchi a spillo - la recensione del buddy movie con Sofia Vergara e Reese Witherspoon

Cooper, una poliziotta maniacale e ligia alle regole, da tempo declassata a impiegata nel deposito delle prove in seguito a un goffo incidente sul lavoro, viene incaricata dal suo capo di accompagnare un agente per scortare un testimone di giustizia a Dallas, dove dovrà deporre contro un potente boss della droga, in compagnia della moglie. Dopo un inatteso e letale scontro a fuoco, le due donne si ritrovano sole e costrette a fuggire da nemici palesi e nascosti. Mentre la prima cerca di compiere il suo dovere, la seconda, una latina esplosiva e autoritaria, pensa solo a scappare. O almeno così sembra, visto che anche lei ha un piano segreto.

Prodotto e interpretato da Reese Witherspoon con l'apporto di Sofia Vergara in entrambi i settori,  Fuga in tacchi a spillo si inserisce di diritto, declinandolo al femminile, nel lunghissimo filone della cosiddetta buddy comedy. Il copione segue alla lettera i cliché e gli stereotipi di un genere tipicamente maschile che stabilisce che i personaggi – pensiamo a film degli anni Ottanta come Un biglietto in due, In fuga per tre, Hanky Panky e a classici come La strana coppia – devono essere fisicamente e caratterialmente agli antipodi e uno dei due deve essere un nevrotico asociale con fastidiose manie. La comicità fa leva su una di queste dicotomie: alto/basso, magro/ grasso, sensibile/rozzo, bianco/nero. E' anche un genere che spesso si sposa col road movie, in cui i protagonisti, in fuga da feroci criminali o in seguito a situazioni equivoche, superano l'avversione iniziale e uniscono le forze contro i nemici, imparando strada facendo a conoscersi, rispettarsi e volersi bene. La maggior parte di questi film inizia in modo cinico e termina su una nota sentimentale.

Non è difficile vedendolo immaginare che anche questo film – scritto da due uomini, anche se dietro la macchina da presa c'è l'esperta Anne Fletcher – fosse stato inizialmente concepito per due attori e poi cambiato per l'attrice e produttrice con l'inserzione di battute e situazioni tipicamente femminili come le scarpe e le mestruazioni. Come altri generi popolari, la buddy comedy segue un canovaccio su cui gli attori più o meno bravi sono in grado di improvvisare e variare sul tema, come una moderna commedia dell’arte. Non interessa dunque alla sua protagonista scardinare le regole del genere quanto piuttosto adattarle alle proprie caratteristiche comiche, oggi che (ottimi) film come Le amiche della sposa hanno definitivamente sdoganato anche eccessi e gag fisiche di cattivo gusto, fino a ieri appannaggio del mondo maschile.

Se poi le donne in questione hanno sufficiente autoironia e capacità di scherzare sulla propria immagine, il risultato può essere più che godibile. Il problema, in questo film, è che la sceneggiatura non ha sufficiente profondità e la regia non si dimostra capace di particolari guizzi creativi: manca insomma un John Hughes dietro alla macchina da presa e una scrittura in grado di permettere allo spettatore di affezionarsi a questi personaggi e alle loro improbabili e rocambolesche avventure. In mancanza di questo, Reese Whiterspoon e Sofia Vergara ce la mettono davvero tutta e si spendono in ogni modo cercando di dare al film un ritmo comico esasperato che copra i buchi del copione.

Le due protagoniste insieme sono perfette: da un lato la star colombiana quarantatrenne, prosperosa e alta un metro e 70, che arranca per tutto il film su tacchi a spillo vertiginosi, e dall’altro la minuta Southern Belle, un metro e 55 di altezza e curve non pervenute. L’ottanta per cento della comicità della loro interazione è affidata a una comicità fisica e verbale basata su questo contrasto mentre il resto dovrebbe scaturire dalle situazioni in cui si trovano. Però, per quanto brave e simpatiche, Sofia e Reese non possono fare tutto da sole e quello che ne esce è un prodotto di entertainment leggero e innocuo che corre veloce nei novanta minuti di durata senza lasciare molte tracce di sé. Ove possibile è consigliata la visione in versione originale, data la differenza linguistica tra le attrici, mantenuta ma attutita dal doppiaggio.



  • Saggista traduttrice e critico cinematografico
  • Autrice di Ciak si trema - Guida al cinema horror e Friedkin - Il brivido dell'ambiguità
Suggerisci una correzione per la recensione
Palinsesto di tutti i film in programmazione attualmente nei cinema, con informazioni, orari e sale.
Trova i migliori Film e Serie TV disponibili sulle principali piattaforme di streaming legale.
I Programmi in tv ora in diretta, la guida completa di tutti i canali televisi del palinsesto.
Piattaforme Streaming
lascia un commento