From Paris with Love - la recensione del film con Travolta e Rhys Meyers

14 aprile 2010
3 di 5

Dopo il pessimo Io vi troverò Pierre Morel dirige un action parigino stringato e molto funzionale, che lavora secondo le coordinate efficaci del buddy-movie e sfrutta l’alchimia sorprendente tra John Travolta e Jonathan Rhys Meyers. Spettacolo totalmente di genere, organizzato però con maggiore lucidità e senso della stilizzazione risp...

From Paris with Love - la recensione del film con Travolta e Rhys Meyers

From Paris with Love - la recensione

Rispetto alle recenti, sgangherate produzioni action francesi, tutte più o meno nate dalla penna fin troppo veloce di Luc Besson, quest’ultimo From Paris With Love possiede una dose di lucidità evidentemente superiore. La trama è organizzata secondo un paio di direttive semplici ma funzionali: prima di tutto il classico confronto che vede due protagonisti differenti tra loro scontrarsi sulle maniere più o meno consone da adoperare per venire a capo dell’intrigo proposto dalla trama: dal capostipite Buddy Buddy con Jack Lemmon e Walter Matthau fino alla celeberrima serie di Arma letale con Mel Gibson e Danny Glover, la formula è ampiamente conosciuta ma non per questo meno efficace. Anche perché John Travolta e Jonathan Rhys Meyers mostrano in maniera abbastanza sorprendente la giusta alchimia per questo tipo di produzioni: soprattutto Travolta quest’ultimo, a cui è stata ovviamente assegnata la parte più guascona ed istrionica, appare maggiormente divertente e tirato a lucido rispetto alle sue ultime uscite sul grande schermo (ed anche rispetto a quelle in TV in cui cinguetta imbarazzato con Michelle Hunziker…).

Il secondo pregio di From Paris With Love consiste nella stringatezza della sceneggiatura, che evita lungaggini non necessarie e si concentra soltanto sullo spettacolo: a parte una sequenza roboante nel pre-finale, il film mette in scena una serie di sparatorie stringate ed efficaci, che stilizzano l’azione e al rendono molto tagliente. Finalmente un action in cui non si sperperano effetti speciali ma si torna a dare importanza al gesto, all’esecuzione.

Strutturato dunque in maniera precisa, From Paris With Love riesce grazie alla velocità d’esecuzione a far passare inosservati una serie di messaggi a dir poco discutibili: alcune posizioni riguardo la lotta internazionale al terrorismo vengono inserite in alcuni snodi narrativi dal ritmo vorticoso, che non permettono o quasi allo spettatore di ragionare su quanto sta accadendo; la furbizia di tale accorgimento è piuttosto irritante, e si va ad inserire con precisione su tutto un discorso ideologico appartenente a questo filone di lungometraggi che varrebbe la pena di analizzare con attenzione e, ci permettiamo di aggiungere, una sottile inquietudine. Considerato che Pierre Morel era già al timone dello “sparatutto” Io vi troverò, col vendicatore sanguinario Liam Neeson, non appare dunque un caso se il suo cinema continua a proporre personaggi la cui ideologia sull’utilizzo della violenza e della legge del taglione fa sembrare il conservatore “Dirty Harry” Callahan di Clint Eastwood un seguace del pensiero di Martin Luther King

From Paris with Love
Il trailer del film con John Travolta e Jonathan Rhys Meyers


  • Critico cinematografico
  • Corrispondente dagli Stati Uniti
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