Femmine contro maschi - la recensione del film di Fausto Brizzi

03 febbraio 2011

Il lungo sodalizio professionale tra Fausto Brizzi e Marco Martani si è consolidato negli anni con le sceneggiature dei cinepanettoni di De Laurentiis, prima che i moti rivoluzionari sancirono la fine di un altro sodalizio, quello tra De Sica e Boldi.

Femmine contro maschi - la recensione del film di Fausto Brizzi

Femmine contro maschi - la recensione

Il lungo sodalizio professionale tra Fausto Brizzi e Marco Martani si è consolidato negli anni con le sceneggiature dei cinepanettoni di De Laurentiis, prima che i moti rivoluzionari sancirono la fine di un altro sodalizio, quello tra De Sica e Boldi. Scrivere dialoghi e messa in scena di quei film che la critica ripudia e il pubblico venera è stato un ottimo allenamento per loro. In pochi anni hanno osservato mode, costumi, scandali, abitudini degli italiani traendone le debite conclusioni: non è necessario un grande sforzo narrativo per accontentare una vasta massa di pubblico, soprattutto se è già affezionato alle facce dei cantastorie.

La guerra dei sessi di Maschi contro femmine e Femmine contro maschi è una mirabile operazione di marketing che di tutta quell’esperienza ha fatto tesoro, a cominciare dalle manovre diplomatiche della produzione IIF di Fulvio Lucisano che lascia distribuire il primo film da 01 Distribution (Rai) e il secondo da Medusa (Mediaset). Gli spettatori ritrovano in sala sul grande schermo molti volti che avevano lasciato poco prima in salotto sul piccolo schermo. Questa è la garanzia di gradimento che chi paga il biglietto sa di essersi messo in tasca ancora prima di vedere il film, paganti mobilitatisi per Claudio Bisio, Ficarra e Picone, Luciana Littizzetto e, perché no, Wilma De Angelis che è tra l’altro una gradita sorpresa.

Il film, come già fu per Ex, mette in piazza le annose questioni sentimentali in un collage di episodi alternati tra loro. I numerosi personaggi si suddividono in tre storie principali dove ogni scena ha una doppia funzione, contenere una gag e predisporne la successiva. In Femmine contro maschi il forte retrogusto televisivo si avverte non solo nei volti, anche l’impianto narrativo è soggetto a quelle regole di pesca a circuizione del pubblico rimanendo, appunto, superficiale. Forse troppo, dirà qualcuno. Un tentativo per non far sembrare le commedie anni ’60 di Risi e Monicelli molto più innovative riguardo ai cliché tra uomini e donne si poteva fare, dirà qualcun altro.   

Brizzi e Martani, insieme a Massimiliano Bruno da Notte prima degli esami, hanno raggiunto uno status che consente loro di allestire operazioni cinematografiche imponenti come questa. Sarebbe auspicabile che non si limitino puramente ad intrattenere la massa, tentando una stimolazione dei recettori neuronali se non altro per tenerli in attività. È vero però che con i progetti (e i profitti) di questi film riescono a finanziare o farsi finanziare opere più intime e ricercate, come Cemento armato e il futuro Mia sorella è una foca monaca tratto dall’omonimo romanzo di Christian Frascella.



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