Favolacce: recensione del film dei fratelli D'Innocenzo in concorso alla Berlinale 2020

25 febbraio 2020
4.5 di 5
115

Un film fenomenale, che piazza i fratelli D'Innocenzo a pieno diritto nella ristretta cerchia degli autori italiani più originali e interessanti.

Favolacce: recensione del film dei fratelli D'Innocenzo in concorso alla Berlinale 2020

Una voce narrante. Un diario ritrovato. Una storia misteriosa che si rivela lentamente, bellissima e terribile, e che viene ripercorsa senza fretta, senza ansie, con la capacità di stare nel momento, nel tempo, tra i personaggi e dentro le loro teste, che la macchina da presa dei fratelli D’Innocenzo ritrae stando vicinissima o discretamente lontana, mettendoli nel cuore della sua inquadratura o in una zona volutamente periferica, perdendosi nei dettagli dei loro occhi, dei loro corpi, dei loro abiti, delle loro acconciature così come in quelle delle case, delle strade, delle scuole e della natura che abitano e attraversano.

Difficile parlare della trama di Favolacce senza rovinare l’esperienza della visione e le sue sorprese a chi ancora non l’abbia visto. Basti dire che si tratta una storia di ragazzini e ragazzine, preadolescenti all’inizio della scuola media, e un po’ anche delle loro famiglie, e del loro rapporto, forse inesistente. Del modo in cui i figli guardano ai padri e alle madri, a modelli osceni, decidendo di fare i conti col futuro e con quel mondo che li attende in maniera scioccante e radicale.
Una storia che parla di quel tessuto geografico e sociale che sorge nella periferia romana, e che non è più la borgata pasoliniana, ma quella Zona tarkovskiana dove l’urbanizzazione prefabbricata vive in osmosi con pratoni incolti e abbandonati a loro stessi e ai rifiuti (anche umani) che li occupano, abitata da una piccola borghesia neo-proletaria, tutta villette bifamiliari e Range Rover usate, consacrata al consumo e priva di una qualsiasi cultura, compresa quella di classe.
La Zona dove si sintetizzano e crescono mutogeni i vizi, le contraddizioni, gli errori e le evidenze più spudorate della nostra società, che i D’Innocenzo raccontano con un uso magistrale di un registro che non è mai freddo, cinico e crudele, o gratuitamente grottesco, ma caldo, curioso, partecipe e financo affettuoso. E che spesso sfiora l’iperrealismo surreale.

Sconvolgente nella sua evidenza, e nella sua prepotenza che tutto domina, il racconto di Favolacce è una cosa sola con la sua messa in scena. Il film dei D’Innocenzo è un film che, prima che di parola parlata, è fatto di atmosfere, d’immagini, di suggestioni e di allusioni, di inquadrature e di volti, volti incredibili messi insieme dai due fratelli. Un film fatto di cinema purissimo.
Un cinema che ai d’Innocenzo sgorga spontaneo dalla penna e dall’occhio, libero da condizionamenti scolastici, modelli cinefili, imperativi produttivi.

Sarebbe anche possibile fare nomi, evocare altri registi per aiutare a descrivere toni e atmosfere di Favolacce, ma farlo davvero sarebbe un’ingiustizia nei confronti dei D’Innocenzo, che con questo film non solo fanno un salto in avanti di notevole entità rispetto al precedente La terra dell’abbastanza, ma fanno piazza pulita di scorie e rimandi. Aprendo così un nuovo capitolo nella storia contemporanea del cinema italiano, mettendo in mostra senza paure ma anche senza arroganze un talento purissimo con cui tutti, ma proprio tutti, gli autori e i commentatori del cinema italiano dovranno da ora in avanti fare i conti.

Favolacce
Il Teaser Trailer Ufficiale del Film - HD


  • Critico e giornalista cinematografico
  • Programmatore di festival
Suggerisci una correzione per la recensione
Palinsesto di tutti i film in programmazione attualmente nei cinema, con informazioni, orari e sale.
Trova i migliori Film e Serie TV disponibili sulle principali piattaforme di streaming legale.
I Programmi in tv ora in diretta, la guida completa di tutti i canali televisi del palinsesto.
Piattaforme Streaming
lascia un commento