Fast and Furious 9: recensione del film con Vin Diesel, John Cena e Charlize Theron

29 luglio 2021
3 di 5

Il nono capitolo è un film di transizione che, nonostante la folta schiera di personaggi nuovi e vecchi, sarà ricordato come il meno significativo. A meno che il flashback della storia non trovi un'espansione futura.

Fast and Furious 9: recensione del film con Vin Diesel, John Cena e Charlize Theron

In un certo senso, il filo narrativo che lega le vicende da soap opera di Fast & Furious è l'ultima cosa rimasta che può tenere compatta l'intera saga. Dalla rinascita con il quarto capitolo Solo parti originali ad oggi con il numero 9 (e ne mancano ancora due), sembra che ci sia una gara in corso tra quale team faccia più acrobazie, se quello creativo che lavora allo script o quello tecnico che crea le sequenze d'azione. Quest'ultimo le leggi della fisica le ha già infrante molti film fa e a ruota hanno fatto seguito le capriole di scrittura per tenere in piedi le relazioni tra personaggi vecchi e nuovi, spostare continuamente alleati e nemici da una parte all'altra, colmare le lacune che inevitabilmente ne derivavano e maneggiare delicatamente la prematura morte del caro Paul Walker.
In tutto questo è importante ricordare il fondamentale ruolo di Vin Diesel come produttore che insieme a registi, sceneggiatori e gli executive della Universal ha indirizzato la saga verso un successo planetario oltremisura. Ora, però, questo possente veicolo che ha raccolto soldi in tutti i paesi del mondo sta esaurendo il carburante.

Per quanto si voglia bene a Fast & Furious, questo nono film porta con sé malauguratamente un'aura di stanchezza. Siamo probabilmente arrivati a una saturazione generale della formula sopra le righe che ha caratterizzato il piglio fiero e cafone della saga. Serve una regola anche nel non avere regole e continuare a spingere sull'acceleratore della sfacciataggine rischia di far cappottare l'abitacolo narrativo nel quale gli spettatori erano comodamente seduti fino ad ora. Se l'esagerazione diventa esasperazione, abbiamo un problema, e si inizia a rimpiangere quel tempo quando chiedersi "andranno nello spazio la prossima volta?" era solo una battuta. E, per cortesia, ora non iniziamo a scherzare con la Luna.

Molte cose accadono in Fast & Furious 9: spunta fuori dal nulla il fratello Jakob Toretto, ritorna Han dall'oltretomba, rientra nel team Mia Toretto, il Signor Nessuno è disperso e un facoltoso rampollo europeo vuole dominare il mondo mentre tiene prigioniera la terrorista informatica Cypher in una gabbia di plexigas. Eppure niente di tutto questo appare significativo, né l'ingresso nel cast di John Cena, né il ritorno di Sung Kang, né l'intera operazione per salvare il mondo che per loro è, ovviamente, una passeggiata. Sembra manchi la compattezza che lo storico sceneggiatore Chris Morgan aveva saputo dare ai film precedenti, prima di salire a bordo dello spin-off Hobbs and Shaw e lasciare il volante a Daniel Casey e al rientrato regista Justin Lin. In compenso guadagnamo citazioni di Star Wars, Top Gun e Harry Potter perché, come dimostrano gli Avengers, è cool fare riferimenti ai brand della pop culture cinematografica. I siparietti comici sono interamente affidati a Ludacris e Tyrese Gibson il quale dichiara "siamo invincibili, tutte queste missioni in giro per il mondo e non abbiamo neanche un graffio". Vorrebbe essere autoironia, ma sembra piuttosto l'ammissione del livello di tamarraggine ormai fuori controllo.

Fast & Furious 9 è un capitolo di transizione in parte vittima della sua stessa carne al fuoco, ormai sulla griglia da tanto tempo. La direzione è quella verso il gran finale, quando la famiglia allargata si troverà davanti a un barbecue a bere l'immancabile birra Corona, ma l'ideale sarebbe arrivarci senza arrancare.
Comunque ci facciamo bastare la scandalosa spettacolarità, l'essenza rocambolesca del cinema d'azione portata all'estremo che è sempre un bel vedere, direte voi. Sì e no, perché anche qui siamo in un territorio già esplorato in cui la computer grafica stavolta oscura anche le scene girate dal vero.
E allora il buono del film dove lo troviamo? Direte sempre voi.
Lo troviamo a sorpresa nel flashback con gli attori Vinnie Bennett e Finn Cole che interpretano i giovani Dom e Jakob, in una sottostoria modesta di un dramma familiare (non privo di colpi di scena, per carità) che porge al pubblico l'unica chance di connessione emotiva in un contesto finora originale per la saga.
Forse è tempo di essere meno furiosi ma più veloci e arrivare al traguardo quanto prima, anche se con questo stile di guida servono effettivamente i capitoli 10 e 11 per riuscire a chiudere gli archi della folla di personaggi che popola l'universo di Fast & Furious.



  • Giornalista cinematografico
  • Copywriter e autore di format TV/Web
Suggerisci una correzione per la recensione
Palinsesto di tutti i film in programmazione attualmente nei cinema, con informazioni, orari e sale.
Trova i migliori Film e Serie TV disponibili sulle principali piattaforme di streaming legale.
I Programmi in tv ora in diretta, la guida completa di tutti i canali televisi del palinsesto.
Piattaforme Streaming
lascia un commento