Fast and Furious 8: recensione del nuovo film della saga con Vin Diesel, Dwayne Johnson e Jason Statham

11 aprile 2017
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Salti mortali, tripli e carpiati, ma anche stavolta il film cade in piedi.

Fast and Furious 8: recensione del nuovo film della saga con Vin Diesel, Dwayne Johnson e Jason Statham

Essere fedeli a se stessi è la grande lezione che questa saga può impartire. Perché a dispetto di tutti quelli che aspettano al varco Vin Diesel, siamo arrivati all’ottavo capitolo e Fast & Furious si adopera in salti mortali, tripli e carpiati riuscendo, ancora una volta, a cadere in piedi. Il passo falso è rimandato e se qualcuno pensa di averlo trovato, si sbaglia. Si può arrivare alla saturazione, certo, ma questo vale per qualunque giacimento creativo in via di prosciugamento. Quello di Fast & Furious è un mondo cinematografico con un proprio centro gravitazionale, un fantasy urbano intorno al quale orbitano valori (famiglia, rispetto, lealtà) e rumori (esplosioni, motori e ossa fratturate).

Fast and Furious 8 è scandalosamente spettacolare. Non si tratta soltanto della spettacolarità delle sequenze d’azione, delle esplosioni, degli inseguimenti, dei combattimenti al testosterone. A essere incredibilmente esaltanti sono le acrobazie della trama che stavolta azzarda parecchio. Sappiamo che lo stoico Dom Toretto volta le spalle alla famiglia a causa di una donna che forse lo sta tenendo sotto scacco. Ma questa è solo la punta dell’iceberg di una serie di sorprese e di incastri degni della migliore soap opera latinoamericana. Sulle due ore e un quarto di durata, il film viaggia veloce con feroci sterzate nei rapporti tra i tanti personaggi e l’equilibrismo narrativo dello sceneggiatore Chris Morgan è impeccabile. 

Aggettivi come pacchiano, assurdo, eccessivo per i film di Fast & Furious sono decorazioni da apporre sul petto gonfio d’orgoglio. Stupiscono sempre le folli scene d’azione e al contempo ci si compiace della riuscita delle stesse, della professionalità e della serietà che c’è dietro alla realizzazione. Ci vuole l’ingegno di più teste per concepire un fantastico momento come quello delle auto zombie che mettono a soqquadro New York, per non parlare dell’intera fase finale sui ghiacci del polo con l’inseguimento tra macchine elaborate e un sottomarino (sì, è assurdo trovare queste parole in un'unica frase ma è esattamente quello che ci si aspetta e che appaga guardando il film in sala).

Vin Diesel, Dwayne Johnson e Jason Statham sono e sempre saranno i maschi alfa, con il pugno e la risposta sagace sempre pronti. Le nuove arrivate Charlize Theron e Helen Mirren interpretano donne diversamente spietate, alzano il livello artistico abbracciando la cafoneria della saga. Il regista F. Gary Gray entra in un collaudato team di lavoro mettendosi al servizio, firmando il più impersonale dei suoi film, ma assecondando lo stile del brand. E dopo il commovente tributo al compianto Paul Walker in Fast and Furious 7, anche stavolta gli autori trovano il modo di chiudere affettuosamente un altro cerchio legato all’attore e al suo personaggio Brian.



  • Giornalista cinematografico
  • Copywriter e autore di format TV/Web
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