Fantastic Mr. Fox - la recensione del film animato di Wes Anderson

14 aprile 2010
4 di 5

Presentato in anteprima a Torino, fuori concorso, arriva nelle sale il nuovo, attesissimo film di Wes Anderson. Anche utilizzando la stop motion, il regista americano riesce a imprimere un marchio inconfondibile sia dal punto di vista formale che da quello contenutistico

Fantastic Mr. Fox - la recensione del film animato di Wes Anderson

Fantastic Mr. Fox - la recensione


Il signor Volpe ha da tempo rinunciato alla sua vita fatti di furti ed emozioni in nome della famiglia. Vive sereno, ma sotto la cenere covano le braci dell’insoddisfazione. Assieme all’opossum Kylie, decide quindi di compiere razzie ai danni dei tre temuti contadini della zona, mentre a casa suo figlio Ash vive il dramma della gelosia nei confronti del perfettissimo cugino Kristofferson arrivato ospite. E se le razzie di Volpe provocheranno rappresaglie che mettono a repentaglio la vita di tutti gli animali del bosco, la controreazione di quest’ultimo riuscirà attraverso mille traversie a riportare unione e serenità nella comunità e all’interno della famiglia.

Nelle mani di Wes Anderson, che vi imprime un marchio inconfondibile sia dal punto di vista formale che da quello contenutistico, la favola scritta da Roald Dahl diventa l’ennesimo, affascinante e divertente tassello di una filmografia che ha sempre al centro della sua narrazione personaggi ossessionati dal loro ruolo e dalla loro immagine (appannata), famiglie allargate e felicemente disfunzionali, dinamiche di rapporto e difficoltà di crescere indipendentemente dall’età anagrafica.

Senza dimenticare l’importanza della leggerezza e dell’umorismo, utilizzando un’insolita stop-motion con personaggi che davvero non assomigliano a nessun altro (e poco importa se Anderson abbia diretto più o meno a distanza il suo film), Fantastic Mr. Fox racconta un protagonista che è l’erede diretto di Royal Tenenbaum e di Steve Zissou (con tanto di momento catartico pre-finale con un lupo al posto dello squalo giaguaro), una famiglia che è il prototipo di quella dei Whitman (e non è un caso che Ash sia doppiato da Jason Schwartzman), una comunità che è la versione animale e terrestre dell’equipaggio della Belafonte.

Lo racconta attraverso l’oramai classico approccio visivo del regista americano, fatto di inquadrature piatte e pittoriche, carrelli cartesiani, zoomate rilassatamente aggressive, costumi sportivamente eleganti e scelte musicali classicamente spiazzanti. Ma soprattutto attraverso una capacità di raccontare i sentimenti con un’incisività che appare sempre direttamente proporzionale all’elegante disinvoltura con la quale li si presenta.

Fantastic Mr. Fox s’incentra tutto sul doppio, convergente cammino del personaggio che al film dà il titolo e di suo figlio, il non-tanto-fantastico e “diverso” Ash, protagonista quanto il padre. Perché solo quando le rispettive ansie saranno placate e rassicurate dal loro (in)volontario incontrarsi e mediarsi, i due personaggi troveranno un equilibrio che non riguarda solo le loro individualità ed il loro rapporto padre-figlio, ma che sia allarga a dismisura fino a toccare una famiglia e una comunità che, come sempre in Anderson, sono orgogliosamente ampie, aperte, allargate, non tradizionali né ancorate staticamente ai retaggi del passato, ma che trovano ragione di rilancio e compattazione nella loro fluida apertura.

Un’apertura che non è mai centrifuga e dispersiva ma sempre centripeta e costruttiva.

Fantastic Mr. Fox
Il trailer del film d'animazione diretto da Wes Anderson


  • Critico e giornalista cinematografico
  • Programmatore di festival
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