Facciamola finita - la recensione del film di Seth Rogen con James Franco

15 luglio 2013
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Una scatenata commedia sull'Apocalisse dove i protagonisti interpretano (quasi) se stessi.

Facciamola finita - la recensione del film di Seth Rogen con James Franco

In un periodo senza più certezze né ideali, il cinema ha buon gioco nell'affrontare un argomento affascinante come la fine del mondo (quella vera, non l'apocalisse zombi). L'ha fatto col bellissimo, struggente e ansiogeno Melancholia di Lars Von Trier, e lo fa adesso con ben due commedie sul tema: Mentre aspettiamo la versione in salsa britannica di Edgar Wright, La fine del mondo appunto, ci sollazziamo con quella americana della variegata banda che ruota intorno a Seth Rogen e al suo fido cosceneggiatore Evan Goldberg, qua anche al debutto registico. Facciamola finita parte da un cortometraggio ideato e interpretato nel 2007 da Rogen e Jay Baruchel, Jay and Seth vs. The Apocalypse, che in realtà non si è mai visto, ma di cui è circolato solo il trailer da un minuto e mezzo.

Confessiamo di avere un debole per Seth Rogen, Jonah Hill e tutto quel gruppo di giovani e giovanissimi comici, che, spesso guidati da Judd Apatow, ha portato alle estreme conseguenze il gusto maschile per il politicamente scorretto, rendendo commedie all'epoca considerate audaci e volgari come la serie di Porky's degne di un pubblico di educande, come si diceva un tempo. Ci piace soprattutto il loro presentarsi senza scuse così come sono, bambini mai cresciuti, che quando sono tra di loro fanno quello che molti (tutti?) ragazzi del mondo da sempre fanno: dicono parolacce, si insultano, mangiano, parlano senza remore delle loro funzioni corporali e peggio ancora. Ci fanno ridere proprio perché è come se ci aprissero uno spioncino su una stanza privata in cui sappiamo che può succedere veramente di tutto: se decidiamo di guardare, lo facciamo a nostro rischio e pericolo. O stiamo al gioco, o è inutile recriminare in seguito.

C'è tutto questo in Facciamola finita, elevato alla massima potenza dalla cornice dell'Apocalisse (quella biblica) e dal fatto che i protagonisti interpretano una bad version di loro stessi nel ruolo dei giovani attori hollywoodiani di successo, per definizione egocentrici, immaturi, bamboccioni, primedonne, divette, viziati e viziosi. Nel loro film, Rogen e Godlberg mettono in scena il loro mondo nella versione che si aspetta chi legge le riviste di gossip. E' un mondo endogamico, dove i nuovi amici fanno blocco, e dove non solo è obbligatorio partecipare all'house warming di James Franco, ma si deve fare buon viso a cattiva sorte, anche se questa include l'assistere alle prodezze tossiche e sessuali di un repellente Michael Cera.

Ogni componente del gruppo è bravissimo nel portare alle estreme conseguenze il proprio character, in una sorta di What If che si diverte a immaginare la peggiore immagine possibile di se stessi: Jonah Hill il bonaccione troppo gentile e corretto per essere vero, Seth Rogen l'immaturo, James Franco il fighetto artista e vanitoso (con una passione quasi omoerotica per Rogen), Danny McBride lo schifoso del gruppo e così via. Quando arriva l'Apocalisse e costringe gli amici sopravvissuti a restare chiusi nella ipermoderna villa di Franco, la dura realtà prende il sopravvento e mette a nudo il peggio – e il meglio - di ognuno di loro.

Pur nella surreale, comicissima apoteosi di cattivo gusto, turpiloquio e secrezioni corporali (da applauso la spassosa, violentissima lite sulla masturbazione tra Franco e McBride), gli autori non si dimenticano mai la cornice, curando inquadrature, fotografia ed effetti speciali come in un vero exploitation horror o sci-fi. Scommessa vinta dunque per Rogen e Goldberg, e da parte nostra un po' di sana invidia per due che al primo film si possono togliere una serie di sfizi da record: combattere coi demoni, andare in Paradiso vestiti come Warren Beatty, trasformare Hermione Granger in una donna con le palle, sprofondare Rihanna all'inferno, fare di Channing Tatum un abietto schiavo sessuale e chiudere in musical su una versione live di Everybody (Backstreet's Back). Se non vi diverte questo, potete sempre aspettare la prossima fine del mondo.



  • Saggista traduttrice e critico cinematografico
  • Autrice di Ciak si trema - Guida al cinema horror e Friedkin - Il brivido dell'ambiguità
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