Ernest & Celestine - L'avventura delle 7 note, la recensione del bel film animato francese

20 dicembre 2022
4 di 5
14

Tornano Ernest & Celestine con L'avventura delle 7 note, seguito del film che li vide protagonisti dieci anni fa: nella nostra recensione vi spieghiamo perché il loro mondo mantiene inalterato il proprio fascino.

Ernest & Celestine - L'avventura delle 7 note, la recensione del bel film animato francese

Quando per errore Celestine rompe il violino di Ernest, la topolina decide di trascinare l'orso fin nella patria di quest'ultimo, dove c'è l'unico liutaio in grado di ripararlo. Ernest ha i suoi buoni motivi per non voler tornare a casa, e sembrano fondati: in città si respira un'atmosfera strana... e per qualche misteriosa ragione ogni forma di musica è stata bandita. Che ruolo avrà nel mistero la famiglia di Ernest, composta dal papà giudice, dalla mamma dottoressa del paese e dall'indipendente sorella?

Se non avete mai visto il precedente Ernest & Celestine (2012), che fu scritto da Daniel Pennac adattando i libri illustrati di Gabrielle Vincent (scomparsa vent'anni fa), dovete assolutamente recuperarlo: mentre scriviamo, è disponibile legalmente in streaming, sostenuto dalla pubblicità, su Rakuten TV. Questo sequel Ernest e Celestine - L'avventura delle 7 note riesce a ribadire dopo un decennio la stessa irresistibile poetica visiva e di contenuti che l'originale incarnò dieci anni or sono... e non c'è da stupirsi, perché come nel primo lungometraggio siamo in un mondo favolistico davvero senza tempo: si parla di temi umani universali, nella magia di un tratto manuale visibile, di fondali acquerellati incompleti e suggeriti. Un'arte che si mostra senza vergogna... e suona più vera e tangibile delle migliori simulazioni. È un po' un luogo comune, lo riconosciamo, ma tant'è.

Quali tematiche affronta questa nuova avventura dell'orso e della topolina? Se il primo capitolo era un inno alla tolleranza e alla convivenza del diverso nella società, dove il pregiudizio doveva cedere il passo alla ragione, questo seguito prosegue nella sua esplorazione dell'interazione tra dinamiche pubbliche e sentimenti privati: si presta a una lettura attenta magari dei più grandicelli, mentre i bambini rimarranno rapiti dall'armonia della grafica. È davvero difficile non vedere, in questo stato di polizia che persegue la musica e la gioia, un'eco di ciò che accade nei regimi dittatoriali (quanto attuali). La forza della sceneggiatura però, passata a Guillaume Mautalent & Sébastien Oursel (già attivi sull'ultima serie dei Puffi), è nel suo far dipendere questa deriva autoritaria da un umano terrore per l'interrompersi di una tradizione confortevole, di quella consuetudine che aiuta a non pensare... ma che impedisce anche all'esistenza di essere vissuta con creatività e appieno. È sorprendente come ancora una volta le vicissitudini di questi protagonisti passino per scene che coniugano così bene suspense e umorismo, piccoli dettagli buffi e arguti con sentimenti reali, che generano vera empatìa con lo spettatore. Trasmettere una reale tensione senza mai spaventare o angosciare, mantenendosi leggeri come una piuma: sembra facile, ma questi due film incarnano l'equilibrismo con una grazia che meriterebbe uno studio.

Colonna portante di questa grazia è la combinazione di grafica e note. Il matrimonio era già indovinato nel capitolo precedente, qui viene ribadito l'accompagnamento di Vincent Courtois, irresistibile quando aumenta d'intensità nelle situazioni più movimentate. A essere precisi, abbiamo notato nelle animazioni a mano libera meno fluidità di quella ammirata una decina d'anni fa: non escluderemmo che il budget sia stato più accorto e si sia scelto un approccio con meno disegni totali e meno "intercalatura", cioè meno fotogrammi intermedi. Non è però una differenza che pesa, perché i movimenti sono corretti e l'espressività del disegno è sempre quella, cosicché anche la regia (passata dal trio Aubier-Patar-Renner al duetto Julien Chheng & Jean-Christophe Roger) non fa fatica ad adottare un ritmo sostenuto ma mai affannoso, dove ogni scena ha i tempi necessari a favorire l'immedesimazione. Lo stile in movimento continua a sembrarci un matrimonio tra l'anime e il gusto occidentale: ci sono l'urbanistica sognante di un Miyazaki e il tratto istintivo non continuo dei Miei vicini Yamada di Isao Takahata, ma c'è anche quel più controllato antropomorfismo di marca europeo-americana, che trova nella tradizione Disney le sue radici più rappresentative.
E ancora una volta Ernest & Celestine abbracciano i bambini e soddisfano il desiderio adulto del buon cinema



  • Giornalista specializzato in audiovisivi
  • Autore di "La stirpe di Topolino"
Suggerisci una correzione per la recensione
Palinsesto di tutti i film in programmazione attualmente nei cinema, con informazioni, orari e sale.
Trova i migliori Film e Serie TV disponibili sulle principali piattaforme di streaming legale.
I Programmi in tv ora in diretta, la guida completa di tutti i canali televisi del palinsesto.
Piattaforme Streaming
lascia un commento