Elser: la recensione del film thriller storico di Oliver Hirschbiegel

12 febbraio 2015
4

Il regista de La caduta torna a parlare del nazismo alla Berlinale 2015

Elser: la recensione del film thriller storico di Oliver Hirschbiegel

La resistenza interna al nazismo è stata raccontata qualche anno fa da Brian Singer in Operazione Valchiria, versione romantica dell’attentato che un gruppo di ufficiali tedeschi tentarono, purtroppo fallendolo, il 20 luglio 1944, con l’obiettivo di uccidere Hitler. Ora l’autore del film nominato all’Oscar La caduta, sugli ultimi giorni del dittatore, porta sullo schermo un altro tentativo, decisamente più nobile, figlio di uno slancio isolato e non di gruppo, che se fosse riuscito avrebbe ucciso l’imbianchino austriaco nel 1938, quando ancora la Seconda guerra mondiale non aveva iniziato a macinare morte.

Oliver Hirschbiegel ha avuto successo con La caduta più per le valenze di politica della memoria che per il fim, piuttosto mediocre. Sullo slancio ha tentato con risultati fallimentari il salto a Hollywood con due scult disastrosi come Invasion e Diana. Ora con 13 Minutes, in tedesco Elser come il protagonista, probabilmente farà meno parlare di sé de La caduta, ma è una pellicola più riuscita: tanto quella era sovraccarica, strabordante, incapace di fermare su fotogramma la figura del fuhrer, tanto qui Hirschbiegel trova una misura solida e funzionale alla storia.

Il racconto è quello di un ingegnoso falegname della campagna del sud della Germania, di simpatie comuniste, che organizzò con abilità un attentato incendiario che fallì di non molto, per l’appunto dei tredici minuti del titolo, per uccidere Hitler durante i festeggiamenti per l’anniversario del Putsch di Monaco, fallimentare tentativo di colpo di stato compiuto l’8 novembre 1923, che dopo il trionfo nazista venne celebrato ogni anno trionfalmente.

Georg Elser, che avrebbe potuto cambiare la storia e risparmiare milioni di morti, è uno sconosciuto uomo comune che prima di (quasi) tutti intuì il pericolo mortale rappresentato da Hitler, ben prima anche di molti ufficiali e di milioni di tedeschi, che non riuscirono o non vollero vedere. Eppure il suo piano d’azione era esplicito fin dagli anni ’20, da quando scrisse il suo Mein Kampf, proprio durante la prigionia seguita al fallito colpo di stato della birreria di Monaco.

Una nota di merito al protagonista, Christian Friedel, visto ne Il nastro bianco di Haneke, che ben rende la presenza lieve, solare, ma indomita, di Elser. Ha giovato molto, poi, alla riuscita del film la sceneggiatura di Fred Breinersdorfer, che aveva già fatto un buon lavoro in un altro racconto di resistenza al nazismo, La rosa bianca - Sophie Scholl. La tensione del thriller nel film di Hirschbiegel non banalizza il dramma dei protagonisti o l’appassionante storia d’amore impossibile fra Elser e la compaesana, e sposata, Elsa.

Una storia che parte nelle idilliache montagne alpine e si conclude a Dachau, nel campo di concentramento in cui Georgie, come lo chiamavano al suo paese, venne rinchiuso. La poco conosciuta avventura di un cane sciolto - in un periodo in cui chi metteva le bombe lottava per il ritorno della libertà - tragica dimostrazione di come l’opposizione di un singolo, all’ordine costituito piuttosto che agli "ordini ricevuti”, avrebbe potuto fare grossi danni alla cieca razionalità criminale nazista, incapace di credere al gesto isolato. Il ritratto rurale, lontano dalle grandi città, di un paese in cui la metastasi della croce uncinata si allargava ogni giorno di più, inziando a colpire i tessuti sani oltre a quelli malati.



  • critico e giornalista cinematografico
  • intervistatore seriale non pentito
Suggerisci una correzione per la recensione
Palinsesto di tutti i film in programmazione attualmente nei cinema, con informazioni, orari e sale.
Trova i migliori Film e Serie TV disponibili sulle principali piattaforme di streaming legale.
I Programmi in tv ora in diretta, la guida completa di tutti i canali televisi del palinsesto.
Piattaforme Streaming
lascia un commento