Eeb Allay Ooo!: la recensione

08 ottobre 2020
3.5 di 5

Dall'India, in concorso al Carbonia Film Festival 2020, un'opera prima che è una bizzarra commedia di satira sociale. C'entrano la disoccupazione, il lavoro e le scimmie. Il film è disponibile gratuitamente sulla piattaforma streaming online.carboniafilmfest.org dall’8 ottobre alle 12:00 al 10 ottobre alle 12:00.

Eeb Allay Ooo!: la recensione

In Italia, nelle nostre grandi e meno grandi città, ci dobbiamo a volte confrontare con ratti e gabbiani. In alcuni casi con cinghiali, volpi e cervi che, varcati i confini tra il loro habitat e la città, compaiono nei centri abitati. In India la situazione è più complessa. Ad esempio ci sono le scimmie: che, per di più, sono tradizionalmente venerate come divinità - un po’ alla stregua delle vacche - e che quindi non solo non sono state respinte ma in alcuni casi perfino nutrite e, in un certo senso, accolte.
Fatto sta che le scimmie sono invasive, proverbialmente dispettore, e fanno danni. E, per evitare che distruggano i palazzi e i luoghi del potere di Nuova Delhi, ecco che è nata una nuova professione: quella degli spaventa-scimmie, addetti a tenere lontani i fastidiosi primati da uffici, parchi, ristoranti.

È da questo spunto reale che il regista indiano Prateek Vats è partito per girare Eeb Allay Ooo!, che è anche il suo primo film di finzione, dopo un corto e un lungo documentari. Un film che parte come una commedia divertente e insolita per farsi strada facendo più amaro senza perdere mai la leggerezza, e che è una tagliente satira socio politica dell’India contemporanea.
Protagonista è Anjani (Shardul Bhardwaj, molto bravo), un ragazzo poco istruito ma sveglio che è arrivato da poco in città dalla campagna, assieme alla sorella incinta e a suo marito, e che trova lavoro proprio come spaventa scimmie, ma che pare non essere particolarmente portato per questo mestiere e che dovrà fare i conti più con colleghi e superiori che non con gli animali di cui dovrebbe liberarsi.
A questa trama principale il film associa anche quelle della sorella alle prese con una gravidanza difficile, e di suo marito - che fa la guardia in un luna park - che ha anche lui il suo bel da fare sul lavoro.

Bastano poche inquadrature e un paio di scene per capire che Eeb Allay Ooo! è girato con un occhio attento, che la composizione dell’inquadratura è studiata e precisa e in grado di raccontare con forza visiva notevole la metropoli indiana in cui è ambientato, e i suoi tanti contrasti. E che Vats non è per nulla intenzionato a fornire un’immagine folkloristica o stereotipata del suo paese (e del cinema col quale è solitamente identificato), mostrando al contrario, da documentarista qual è, una realtà più dinamica e complessa di quel che ci aspetta.
Allo stesso modo, rifugge sia gli eccessi della commedia, sia quelli del dramma, navigando con perizia le acque di un racconto che riesce a essere sempre realistico e concreto anche quando flirta in maniera abbastanza aperta con l’assurdo e il surreale.

Anjani troverà lavoro, patirà il lavoro, perderà il lavoro e lo riconquisterà per poi riperderlo. Attorno a lui e alla sua vicenda si svilupperanno gioie e dolori, esaltazioni e frustrazioni, conquiste e perdite dolorose.
Molte delle questioni affrontate da Eeb Allay Ooo! - come quella legata alla religione, al nazionalismo, alle migrazioni verso la città, a certe dinamiche sociali - possono essere solo colte superficialmente, se non si ha una conoscenza approfondita della realtà indiana.
Quello che arriva chiaro e diretto, e che è al centro del discorso di Vats, è tutto ciò che riguarda il mondo lavoro, le sue difficoltà e le sue dinamiche, che non sono affatto diverse da quelle che conosciamo bene anche noi.

Anjani lotterà contro le scimmie, verrà sconfitto dalle scimmie, si travestirà da scimmia per avere una rivincita ironica e scanzonata (ma anche sanzionata), perderà un amico e mentore per colpa delle scimmie.
Ma, come sembra suggerire in maniera piuttosto chiara il finale simbolico e potente di Eeb Allay Ooo! (che prende il titolo proprio dai tre versi base che ogni bravo spaventatore di scimmie deve saper emettere per fare il suo lavoro), in realtà in questo mondo del lavoro, che è una jungla urbanizzata e metropolitana, le scimmie siamo noi.
Scimmie costrette a danzare e agire a piacimento di chi comanda e che, sfruttando la mancanza di alternative e di possibilità di fuga, ci spaventa costantemente minacciando di toglierci quel poco che abbiamo.
Siano soldi guadagnati o dignità.

Il film è disponibile gratuitamente sulla piattaforma streaming online.carboniafilmfest.org dall’8 ottobre alle 12:00 al 10 ottobre alle 12:00.



  • Critico e giornalista cinematografico
  • Programmatore di festival
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