Easy Living - La vita facile: recensione del film sull'audace colpo per aiutare un migrante

21 settembre 2020
3.5 di 5

L'opera prima di Orso e Peter Miyakawa, Easy Living - La vita facile, è una storia di amicizia e solidarietà che affronta un tema spinoso come l'immigrazione senza creare una distanza con lo spettatore e riuscendo a intenerire.

Easy Living - La vita facile: recensione del film sull'audace colpo per aiutare un migrante

Ci sono i ricordi personali d'infanzia sul confine tra Francia e Italia in Easy Living - La vita facile, i ricordi due ragazzi con un nonno giapponese che il cinema l'hanno studiato in America ma sono tornati a farlo, da esordienti, nel nostro paese. C'è la freschezza e la gentilezza delle prime volte nella commedia malinconica che è anche un po’ favola di Peter e Orso Miyakawa, che hanno voluto cominciare con un romanzo di formazione, nella fattispecie con un adolescente, Brando, che a un certo punto corre a perdifiato come i protagonisti di un film della Nouvelle Vague e che si annoia mollemente in un tempo a volte dilatato. C'è un tema importante anche, nel film, un tema che risulta quasi sempre ostico da qualsiasi punto di vista lo si affronti, perché crea una distanza, un confine, guarda caso, fra registi e pubblico: i migranti.

Nel tempo del "Prima gli italiani", due filmmaker under 30, insieme a una troupe anch'essa under 30, decidono di cavalcare l'inasprimento delle politiche di accoglienza in Europa e questa distanza con lo spettatore la evitano, in primis perché non si mettono in cattedra e non scivolano mai nella retorica e nel buonismo. E’ chiaro che parteggiano per l'uomo senza permesso di soggiorno Elvis, che vuole passare di nascosto la frontiera per raggiungere la moglie incinta in Francia, ma la loro compassione (o pietas) è sincera tenerezza, una tenerezza che investe anche gli altri personaggi della storia, tutti pesci fuor d’acqua un po’ strampalati che hanno ciascuno un rapporto diverso con la libertà. Il maestro di Tennis Ben, per esempio, è fuggito dall'America per inseguire un sogno italiano spinto dal desiderio di mettere chilometri e chilometri fra sé e una famiglia giudicante e oppressiva, e tuttavia ne avverte ancora la morsa. Camilla, invece, è spregiudicata come un tomboy e indolente come chi dalla vita non si aspetta nulla, ma sembra non sapere che farsene del suo spirito ribelle. Elvis, infine, la libertà la considera un miraggio e intravede la possibilità di afferrarla per la coda perché per i suoi nuovi amici la solidarietà e la comunanza di intenti diventano in parte una medicina contro la solitudine e la paura di sentirsi inutili.

Ognuno combatte insomma la propria battaglia in Easy Living - La vita facile, e Peter e Orso non giudicano, anzi parteggiano proprio per il più fragile e all'apparenza meno bisognoso: il bel ragazzo che seduce le signore over cinquanta a cui insegna il dritto e il rovescio, dipinge quadri mediocri e piange un poco ogni mattina. All'inizio le stranezze di Ben & Co., che parlano fra loro in tre lingue e si annusano a lungo prima di fidarsi l'uno dell'altro, disorientano, ma poi avvicinano e appassionano, mentre il film assume i contorni di una rocambolesca avventura con un piano che dovrebbe essere infallibile, travestimenti, orologi sincronizzati e suspence. Si fa strada anche un po’ di action, dunque, nonostante il teatro dell'evoluzione e del cambiamento sia il cuore dei quattro protagonisti, che imparano il valore dell'amicizia.

E’ un film di atmosfere particolarissime Easy Living, di luoghi "straniati" e quasi sospesi come il tennis club che, in fondo, è simbolo di un’opulenza un po’ triste. Le figure di contorno che lo popolano o lo sfiorano hanno un che di rassegnato e di dolcemente triste, che gli conferisce un fascino particolarissimo. Più energetici i protagonisti, a cui James Miyakawa, Camilla Semino Favro, Alberto Boubakar Malanchino e Manoel Hudec danno il giusto spessore. La loro disavventura è un po’ affrettata nel finale del film, che però evita così lo sbrodolamento sentimentale e si conferma come spontanea e puntuale incursione nelle vite imperfette ma cariche di dignità di quattro piccoli eroi per caso, una banda degli onesti che, in un mondo spesso brutto, è portatrice di un timido sberleffo alle convenzioni e di un’assenza di pregiudizi. Queste caratteristiche ci sembrano avere molto a che fare con l’apertura mentale di Orso e Peter Miyakawa, che sono cresciuti un po’ qua e un po’ là e della nostra Italia amano e probabilmente incarnano la parte migliore.

Easy Living - La vita facile
Il Trailer Italiano Ufficiale del Film - HD


  • Giornalista specializzata in interviste
  • Appassionata di cinema italiano e commedie sentimentali
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