...E fuori nevica! - recensione della commedia di Vincenzo Salemme

09 ottobre 2014
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Salemme fa morire dal ridere con il suo gruppo storico ma lascia in secondo piano la regia.

...E fuori nevica! - recensione della commedia di Vincenzo Salemme

Enzo canta piuttosto male su una nave da crociera ed è pieno di debiti, Stefano è un ex agente di cambio che ha perso il lavoro e sogna di sposare una donna irraggiungibile, Cico vive in un mondo tutto suo, a metà fra ragione ed esuberante follia. Si ritrovano a convivere nella vecchia casa di famiglia e a condividere manie compulsive, fughe nell'immaginazione e tormenti amorosi.

Questa buffa storia con un substrato malinconico l'ha pensata per primo Enzo Iacchetti, poi Vincenzo Salemme l'ha scritta e portata a a teatro nel 1994 sotto forma di una commedia intitolata "...E fuori nevica!" e da lui stesso interpretata insieme a Carlo Buccirosso, Nando Paone e Maurizio Casagrande.
A vent'anni da quel glorioso momento, che ha significato grande successo su diversi palcoscenici e un fortunato passaggio in televisione, eccola tornare al cinema, in un film girato, per così dire, con la mano sinistra: nel bene e nel male.
Nel bene perché quella stessa travolgente energia che sprigionava dalla pièce, e che nasceva dalla miracolosa armonia di voci comiche ognuna così particolare, la ritroviamo anche sullo schermo, amplificata dal ritmo veloce che il linguaggio cinematografico naturalmente possiede. Nel male perché Vincenzo Salemme si è appoggiato troppo al testo di base, dimenticando di organizzare un materiale narrativo articolato in scene e numeri in un racconto organico nel quale gli eventi si succedano con naturalezza.

Alcune modifiche rispetto all'originale effettivamente ci sono, ma il puro divertimento di ritrovare l'amata compagnia di un tempo e forse un po' di autocompiacimento nel pronunciare battute di sicuro impatto, sembrano impedire al film l'approfondimento dei temi forti dello spettacolo, che scaturiscono da una riflessione per nulla superficiale sulle ipocrisie sociali e familiari.
Nella commedia teatrale, così come nel film, sono quasi tutte racchiuse nel picchiatello che Nando Paone straordinariamente interpreta con il viso e con il corpo, senza mai esagerare né “ricorrere al pilota automatico”. Il suo inarrestabile “fool” è un bellissimo personaggio, che sembra portarsi dietro tutta la storia della drammaturgia, a cominciare da Shakespeare. Salemme lo sa, e gli lascia spazio mettendosi quasi in disparte, come se, tra un lazzo e un ammiccamento, gli premesse sottolineare come in due decenni lo spaesamento di Cico sia diventato patrimonio dell'umanità intera.

Fra le pieghe scanzonate di ...E fuori nevica! leggiamo anche una certa estraneità rispetto alla grande "mamma Napoli", meno onnipresente e meno solare del solito. Non sappiamo se la nostalgia di Salemme sia per per il tempo che fu o per la compagnia comica che fu. Di certo la reunion con i suoi colleghi di un tempo è stata un'ottima idea, tanto che ci sembra di essere tornati all'epoca L'amico del cuore e Amore a prima vista, film che avevamo molto amato.
Adesso che sappiamo che la magica alchimia può ricrearsi, ci aspettiamo una maggiore attenzione alla regia, che può essere messa a servizio dell'attore in due modi: arretrando di fronte al suo gioco oppure magnificandolo attraverso scelte stilistiche inconsuete o comunque incisive.

 



  • Giornalista specializzata in interviste
  • Appassionata di cinema italiano e commedie sentimentali
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