Detachment - Il distacco, la recensione del film

20 giugno 2012

Il regista di American History X racconta la fuga di un insegnante di scuola pubblica dal coinvolgimento emotivo.



L'insegnante Henry Barthes fa della precarietà emotiva la sua bandiera. In qualità di supplente ha a che fare con alunni di tutti i ceti sociali, ma in ogni caso non modifica il suo atteggiamento distaccato. Arrivato in una degradata scuola di periferia (simbolicamente qualche tempo prima della sua chiusura), la sua distanza con il resto del mondo si accorcia dopo l'incontro con l'inquieta e sovrappeso Meredith, e soprattutto con la baby-prostituta Erica.
Come in American History X, film che rivelò ai più il nome del regista (nonché musicista e pittore) Tony Kaye, la responsabilità dell'esempio verso i simili indifesi è l'inevitabile fardello dell'essere umano. Lì si parlava di un uomo pentito per aver instradato il fratello minore alla xenofobia rabbiosa, in Detachment - il distacco di un insegnante che non riesce per problemi personali ad abbracciare questo aspetto importante del suo compito. Il tema e il tono disperato agli antipodi dell'ottimismo sono gli elementi riusciti di Il distacco, ma non sono sufficienti a sbloccare il film da una schizofrenia di stile e contenuti che impedisce a tali elementi di crescere adeguatamente.
Da un lato Kaye con coraggio cerca spietato di colpire allo stomaco lo spettatore, non addolcendo la pillola nei dettagli: crudezza diffusa, dialoghi rabbiosi, decadimento fisico e persino il veloce dettaglio di una gonorrea (!). Dall'altro però incanala tutta la volontà sovversiva in luoghi comuni antitetici a queste intenzioni di freschezza: la prostituta bambina ingenua e senza affetto richiama sin troppo l'analoga suggestione di Taxi Driver, così come le peregrinazioni notturne del protagonista. Schematici sembrano poi i traumi alcolici e sessuali di un passato insostenibile, e meccanico il tragitto interiore della complessata alunna con chili di troppo e padre insensibile e sordo come nell'Attimo fuggente.
Il volto sofferente di Adrien Brody è forse sin troppo funzionale all'idea di un tormento facilmente identificabile nei suoi lineamenti rattristati, e quindi le potenziali sfumature ambigue del suo personaggio si disperdono ancora una volta nella lettura più immediata di temi che si vorrebbero complessi e addirittura metafisici (viene recitato un brano della "Rovina della Casa degli Usher" di Poe...).
L'impegno degli attori di contorno, tra i quali James Caan nei panni di uno sgradevole professore rassegnato, non salva dalla tentazione di paragonare per affinità di tematiche Il distacco a quel La classe di Cantet, Palma d'Oro a Cannes nel 2008: la sua asciuttezza aiutava meglio a mettere a fuoco debolezze, sogni, speranze, disillusioni e limiti umani, senza la scappatoia di un pessimismo cosmico.



  • Giornalista specializzato in audiovisivi
  • Autore di "La stirpe di Topolino"
Suggerisci una correzione per la recensione
Palinsesto di tutti i film in programmazione attualmente nei cinema, con informazioni, orari e sale.
Trova i migliori Film e Serie TV disponibili sulle principali piattaforme di streaming legale.
I Programmi in tv ora in diretta, la guida completa di tutti i canali televisi del palinsesto.
Piattaforme Streaming
lascia un commento