Cose dell'altro mondo - la nostra recensione

03 settembre 2011

Quello che anni fa si rimproverava a un cinema italiano in crisi, rimpiangendo i grandi padri Age, Scarpelli e Zavattini, era la mancanza di buone idee. Adesso le idee ci sono, il problema è che spesso...

Cose dell'altro mondo - la nostra recensione

Cose dell'altro mondo - la recensione

Quello che anni fa si rimproverava a un cinema italiano in crisi, rimpiangendo i grandi padri Age, Scarpelli e Zavattini, era la mancanza di buone idee. Adesso – che siano originali o mutuate da successi internazionali – le idee ci sono, il problema è che spesso non vengono sviluppate in maniera rigorosa, coerente, compiuta e originale.
Succede al promettente Cose dell'altro mondo, che, al pari di una gustosa if-comedy americana, parte da un'accattivante premessa: cosa accadrebbe se un giorno, anzi una notte, tutti gli extracomunitari del nostro paese scomparissero?

Con uno spunto del genere, al cinema si possono fare grandi cose, soprattutto se si evita la denuncia sociale a favore della leggerezza di tono e di un linguaggio visivo che ammicca al surreale, e se si hanno a disposione tre "pezzi grossi" come Diego Abatantuono, Valentina Lodovini e Valerio Mastandrea.
Sostituendo l'ironia al dramma, la tenerezza al giudizio, Francesco Patierno poteva spingersi in una dimensione nuova, dirigendo una favola sociale capace di parlare con franchezza – e a tratti con sincero imbarazzo - di razzismo e di intolleranza. In effetti, per una buona metà del film, il regista de Il mattino ha l'oro in bocca ci riesce, supportato da uno stile visivo che non disdegna qualche incursione nell'onirico. La storia procede con ritmo serrato, alternando i punti di vista dei tre protagonisti, che fanno ridere e che, pur nella loro complessità e nei loro dualismi, rappresentano attitudini verso lo straniero che ben conosciamo: falso buonismo, condanna urlata, indifferenza.

Frugando nella vita di personaggi così irrisolti e lasciando che la storia riposi su un intrigante mistero, a un certo punto Cose dell'altro mondo cade però nella trappola di mettere troppa carne al fuoco, invocando una risoluzione delle vicende e dei conflitti che invece non arriva. Forse per scelta, forse per oggettivi problemi di scrittura.
Così, il film resta sospeso, i fili non vengono tirati, il cerchio non si chiude. Perfino la scelta di non appartenenza a un genere vero e proprio finisce per togliere identità a un racconto che sulle prime si impone con grande efficacia. Peccato...

Quanto agli attori, sono sicuramente bravi, soprattutto Valerio Mastandrea con il suo commissario di polizia indolente e un po' bastardo. Alla sua recitazione contenuta fanno da contraltare le tirate istrioniche di un Diego Abatantuono che, a volte, arriva a forzare i limiti della verosomiglianza, come succede a ogni grande mattatore che non viene domato dal suo regista. Sempre meglio, infine, Valentina Lodovini, attrice solida e seria a cui auguriamo sinceramente di non essere solamente una moda, ma di crescere insieme al cinema italiano.
 



  • Giornalista specializzata in interviste
  • Appassionata di cinema italiano e commedie sentimentali
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