Cattivissimo me 2 Recensione

Titolo originale: Despicable Me 2

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Cattivissimo me 2 - la recensione del film d'animazione

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Cattivissimo me 2 - la recensione del film d'animazione

L'ex cattivissimo Gru torna coi fedeli Minion, le adoranti figlie adottive e una nuova avventura in un sequel che arriva 3 anni dopo il capostipite e ne ha già abbondantemente superato il successo. Deve essere una gran bella soddisfazione per Chris Meledandri, che con la sua Illumination Entertainment ha dato vita a una joint-venture tecnica e culturale tra l'animazione americana e quella europea, rappresentata non solo dagli Studios della MacGuff a Parigi dove nasce il film ma anche dal rinnovato connubio, dietro la macchina da presa, di due registi di talento come il francese Pierre Coffin – anche voce dei Minion nei vari grammelot nazionali – e l'americano Chris Renaud. Dalla proficua unione di queste due diverse tradizioni è nato nel 2010 un figlio che ha ereditato i geni migliori di entrambi i genitori.

Il primo Cattivissimo Me ci aveva conquistato non solo per le gag e per il ritmo delle sequenze d'azione, ma anche e soprattutto per la concezione grafica del protagonista spigoloso e sinistro - nato da un incrocio tra i disegni di Charles Addams e Edward Gorey, con una spruzzata di Jacques Tati e mr. Bean - che rompeva una volta per tutte con la rassicurante tradizione delle linee tondeggianti e armoniose, senza però diminuire la nostra capacità d'empatia. Al suo fianco, invece di una spalla, ce n'era una intera legione sotto forma di piccole creature monocole gialle, a forma di capsula medicinale e con gli occhialini da nuoto. Come spesso succede ai migliori sidekick, i Minion hanno finito per rubare la scena al protagonista, tanto che gli autori hanno assecondato le simpatie del pubblico concedendo loro sempre più spazio, fino all'annuncio di un futuro spin-off cinematografico (vedremo alla prova dei fatti se queste schegge impazzite di umorismo slapstick, perfette come coro greco dell'azione, sapranno portare sulle esili spalle il peso di una narrazione lunga).

Nel primo film il personaggio di Gru aveva la possibilità di sviluppare un intero arco narrativo, che era quello della sua “conversione” al bene. In questo secondo episodio la sua evoluzione è ormai compiuta e lui è un amorevole padre di famiglia, perfettamente integrato nella vita del quartiere: si è arreso ai colori delle bambine mimetizzando la sua casa gotica tra le villette dei vicini, festeggia in grande stile il compleanno della piccola Agnes, e mentre cerca di evitare di farsi intrappolare da single disperate, semianoressiche e rovinate dalla chirurgia plastica, per sbarcare il lunario sviluppa con l'aiuto del dottor Nefario una sfortunata produzione di immangiabili confetture. Perfino i Minion sono ridotti a collaboratori domestici. In questa vita piena di amore ma priva di eccitazione, arriva provvidenziale a richiamarlo in servizio – stavolta dalla parte “giusta” - l'azione clamorosa di un misterioso villain. La variabile imprevista è la scatenata agente che gli viene affiancata per smascherarlo: tutto il resto procede come da copione e secondo tradizione.

In una pellicola divertente, coloratissima e vivace, in cui ogni scena andrebbe vista più volte al ralenty per apprezzarla a pieno e dove l'uso del 3D non è invadente ma funzionale, affiorano qua e là stereotipi che riportano un personaggio a modo suo eversivo nel rassicurante solco del family movie rivolto soprattutto agli spettatori più piccoli, in cui – come ne L'era glaciale o nei Croods – il nucleo famigliare tradizionale, per quanto rappresentato in modo anomalo e bizzarro, è alla base di tutte le relazioni: una famiglia senza madre non è concepibile e non possono mancare - sia che le adolescenti siano preistoriche o moderne - i primi palpiti amorosi e le reazioni gelose dei padri. Più che il buonismo di fondo – che fa parte del DNA del cartone animato popolare e del suo messaggio educativo – ci lascia perplessi la scelta di una trama semplificata al massimo, non sempre all'altezza della continua audacia inventiva degli animatori, di cui rischia di penalizzare le eccellenti gag. Ed è allora che ringraziamo per la presenza dei Minion, portatori di sana follia e capaci di sdrammatizzare con la loro anarchica energia anche le scene potenzialmente più zuccherose.

Cattivissimo me 2
Il nuovo trailer italiano ufficiale in HD
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Daniela Catelli
  • Saggista e critico cinematografico
  • Autrice di Ciak si trema - Guida al cinema horror e Friedkin - Il brivido dell'ambiguità
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