Casinò, è un film del 1995 diretto da Martin Scorsese. Il malavitoso Remo Gaggi (Pasquale Cajano), a capo dell’organizzazione criminale Chicago Outfit, ripone una grande fiducia in Sam Rothstein (Robert De Niro) detto Asso. L’uomo, dopo aver arricchito la famiglia Gaggi con la sua bravura nelle scommesse, viene incaricato di gestire il casinò Tangiers a Las Vegas.
Dopo aver aggirato la legge grazie alle lacune burocratiche della Contea, Asso diventa il gestore del casinò e in breve tempo riesce ad ottenere incredibili profitti con la complicità del fittizio proprietario Phillip Green (Kevin Pollak). Mentre il Tangiers diventa celebre e ospita personalità di spicco, Gaggi incarica Nicky Santoro (Joe Pesci) di controllare gli affari di Asso. Pur essendo amici di vecchia data, Asso teme che i metodi barbari di Nicky possano mettere in pericolo il suo traffico d’illeciti. Le sue preoccupazioni, tuttavia, sono momentaneamente sollevate dall'incontro con l’affascinante Ginger McKenna (Sharon Stone).
Sebbene la donna sia invischiata nel giro di prostituzione e droga insieme al pappone Lester Diamond (James Woods), dal quale è totalmente dipendente, Asso sottovaluta le profonde problematicità di Ginger e le chiede di sposarlo.
Nicky e i suoi uomini, intanto, si fanno notare dalla legge e vengono banditi dai casinò della città. Il malavitoso pianifica di rubare e riciclare il denaro sporco aprendo un ristornate e una gioielleria, che gli permettano di avere una valida copertura finanziaria. In breve tempo, Nicky diventa il boss di Las Vegas e Asso, il cui matrimonio sta velocemente andando in frantumi, inizia a perdere la sua popolarità. Quando una collaboratrice di Green minaccerà di portare a galla gli illeciti del Tangiers, Sam rischierà di essere estromesso e di perdere la sua popolarità e Nicky diventerà il bersaglio numero uno dei federali…
"Da una storia realmente accaduta, proprio come faceva Shakespeare con le cronache dei re inglesi, Scorsese ha estratto le linee di forza di un racconto drammatico che sposa l'iperrealismo al pittoresco nella descrizione della malavita, con i suoi complicati rituali piccolo borghesi e le sue feroci condanne inappellabili. Da oggi in poi, quando vedremo le mille luci di Las Vegas non potremo evitare di pensare alle tombe clandestine immerse nel buio del deserto circostante. Se nel teatro elisabettiano ci si scannava per la corona, ai tempi nostri ci si scanna per il denaro: il giudizio di 'Casinò' sull'ambiente del gioco, metafora delle pulsioni di morte della società capitalista, è di rifiuto totale. Forse perciò questo imponente film di denuncia non è destinato a diventare troppo popolare." (Tullio Kezich, 'Corriere della Sera', 23/3/96)"'Casinò' è il 17º film (e mezzo) di Scorsese, l'ottavo con De Niro protagonista, il secondo scrittogli dal giornalista Pileggi, esperto di mafia, ma non vale 'Goodfellas'. Si direbbe che anche Scorsese si sia lasciato un po' ubriacare dalla materia, dalla storia e dai personaggi. Non si mette qui in discussione il suo talento, ma la forma della sua dismisura, i modi dei suoi eccessi, come se fossero sfuggiti al suo pieno controllo. La parte migliore è quella, di taglio semidocumentaristico, con cui racconta l'ambiente e il funzionamento del casinò Tangiers con hotel annesso che nella realtà è poi il Riviera. Lo si dice per chi, tra gli spettatori, ha fatto il turista a Las Vegas: il Riviera fu ristrutturato nel 1990, ma nello stesso stile del 1964 quando fu costruito. Questo versante realistico e descrittivo non s'accorda sempre col virtuosismo stilistico di Scorsese: dissolvenze veloci, fermi d'immagine, effetti ottici, ricorso al rallentatore nei frammenti di repertorio, bruschi passaggi dall'intimismo psicologico ai soprassalti epici e agli impietosi referti di morte violenta. Nonostante l'eccellente direzione degli attori (De Niro e Pesci di nuovo in coppia, affiatatissimi; la Stone che s'è tuffata con abbandono libidinoso nella sua Ginger; la galleria delle facce di contorno), è proprio sul versante dei conflitti tra i personaggi che si avvertono le debolezze di fondo. Casinò è un film che finisce con l'avvitarsi nevroticamente su se stesso."(Morando Morandini, 'Il Giorno', 24/3/96)"Benché all'origine di 'Casinò' ci sia una biografia del bestseller Nicholas Pileggi, una narrazione garantita da documenti e interviste sull'ascesa, l'apogeo e la caduta (ma non la scomparsa) di un gangster, non siamo, in Casinò, alla messa in opera dell'avventura di un malavitoso fra il 1972 e l'82 bensì alla dilatazione, alla mitizzazione di spunti che, nella cronaca, hanno un lontano riscontro. Lo sfarzo di una vita apparente, di un'avventura da cinema, è valorizzato dalla scenografia di Dante Ferretti, dalla fotografia di Robert Richardson, dalla recitazione e dalla scioltezza di una cinepresa che non concede indugi. Ogni particolare ci viene tolto mentre ancora lo stiamo osservando, e ciò esalta l'opulenza dell'apparato. Benché come raggelati gli stessi ammazzamenti, spietati e numerosi nel finale, perdono così ogni connotazione realistica, e restano morti da cinema. L'unico elemento drammaturgico affrontato nel film con personale partecipazione è quello del matrimonio di Sam e di Ginger (Sharon Stone) che, impiantato su basi pericolanti (il ricatto dei soldi e dei gioielli), non può che aprire pozzi di perfidia e nevrosi. L'impeto devastante dei due forzati conviventi e l'animalità furbesca di Nicky Santoro sono resi con maestria. Per il resto un film come 'Casinò', pur linguisticamente perfetto, rientra in quell'estetica della crudeltà su cui si parlò al tempo della scoperta della narrativa americana. Essa dà smalto a suasiva luminosità a quella che, a guardar bene, non è che la messa in scena di una carneficina". (Francesco Bolzoni, 'Avvenire', 24/3/96)
Sharon Stone ricevette una candidatura agli Oscar come ‘Miglior attrice protagonista’ e un Golden Globe come ‘Migliore attrice in un film drammatico’ per la sua interpretazione di Ginger McKenna.
Il film è basato sul romanzo ‘Casino: Love and Honor in Las Vegas’, scritto da Nichoals Pileggi.
Robert De Niro e Joe Pesci improvvisarono la maggior parte dei dialoghi.
Quando James Woods venne a conoscenza dell’interesse che Martin Scorsese aveva manifestato all’idea di lavorare con lui, l’attore lasciò un significativo messaggio all’ufficio del regista, affermando: “In qualsiasi luogo, in qualsiasi momento, qualsiasi parte, con qualsiasi compenso”.
Attore | Ruolo |
---|---|
Robert De Niro | Sam "Ace" Rothstein |
Sharon Stone | Ginger McKenna/Rothstein |
Joe Pesci | Nicky Santoro |
James Woods | Lester Diamond |
Frank Vincent | Frank Marino |
Pasquale Cajano | Remo Gaggi |
Kevin Pollak | Phillip Green |
Don Rickles | Billy Sherbert |
Vinny Vella | Artie Piscano |
Alan King | Andy Stone |
L.Q. Jones | Pat Webb |
Joseph Rigano | Vincent Borelli |
John Bloom | Don Ward |
Melissa Prophet | Jennifer Santoro |
Bill Allison | John Nance |
Gene Ruffini | Vinny Forlano |
Dominick Grieco | Americo Capelli |
Erika von Tagen | Amy Rothstein da grande |
Dick Smothers | Senatore |
Jerry Vale | Se stesso |
Phillip Suriano | Dominick Santoro |
Catherine Scorsese | Madre di Piscano |
Frankie Avalon | Se stesso |
Steve Allen | Se stesso |
Jayne Meadows | Se stessa |
Oscar Goodman | Se stesso |
Ecco tutti i premi e nomination Oscar 1996
Ecco tutti i premi e nomination Golden Globe 1996
Ecco tutti i premi e nomination Nastri d'Argento 1997