Brimstone: recensione del film con Kit Harington e Dakota Fanning in concorso al Festival di Venezia 2016

03 settembre 2016
1.5 di 5
9

Un western/thriller/horror sadico e violento in maniera gratuita e greve.

Brimstone: recensione del film con Kit Harington e Dakota Fanning in concorso al Festival di Venezia 2016

Cosa sia passato per la testa dell'olandese Martin Koolhoven, quando ha pensato e realizzato il suo film, non è dato saperlo. È dato ipotizzare, però, che abbia pensato quello che ha pensato gravato da un ego piuttosto ipertrofico, e da una conseguente voglia di spingersi oltre (nella storia, nei temi, nella durata) davvero ingiustificata.

Brimstone è un western. E fin qui va bene. Brimstone è un western che guarda alla tradizione più ruvida del genere, quella di Leone e emulatori vari (ma senza la minima traccia della sua ironia) e di Peckinpah, sulla quale innesta il thriller e perfino un po' di horror. E va bene pure questo.
Quello che non va bene è che sia un film smodato e ambiziosissimo, dalla durata fluviale e dai toni solenni in maniera un po' ridicola, che negli orrori - fisici e non che racconta - calchi la mano con un sadismo gratuito e pornografico che non ha una reale giustificazione e che, soprattutto, non è accompagnato da alcuna forma di elaborazione estetica o filosofica.

Diviso in quattro capitoli dai titoli biblici (perché quello della religione è un tema centrale, assieme a quello della violenza maschile sulle donne, punto di vista della storia), il film di Koolhoven racconta la storia di una giovane donna in fuga da un padre folle e abusivo, pedofilo, esaltato. Un personaggio raccontato come un demonio in tutto e per tutto, persecutore e inarrestabile. Anche qui, nulla di male, anzi: ma la grevità e la gratuità dei modi di narrazione, la loro volgarità, quelli sono imperdonabili.
Senza contare che, con discreta sfacciataggine, Brimstone si permette di tirare in ballo cose del calibro de La morte corre sul fiume, scriteriatamente, in un contesto che fa sembrare un westernino come The Salvation un capolavoro di profondità e raffinatezza.

Basterebbe pensare a come è trattato il tema del fanatismo religioso in un film come il recente The Witch, o quello che avrebbe tirato fuori un regista come Nicolas Winding Refn, con la sua capacità di astrazione, da una storia analoga, per rimpiangere il tempo perduto, i 148 interminabili e noiosi minuti di visione. La mano che non è mai piuma ma è solo ferro dell'olandese ci mette sopra un carico da 11.

Brimstone
Il Trailer Ufficiale del Film - HD


  • Critico e giornalista cinematografico
  • Programmatore di festival
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