Bloody Nose, Empty Pockets: la recensione del film in Concorso al Carbonia Film Festival 2020

09 ottobre 2020
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Il nuovo film dei fratelli Ross, in concorso al Carbonia Film Festival 2020, è un'imperdibile esperienza di umanità, prima ancora che di cinema. Il film è disponibile gratuitamente sulla piattaforma streaming online.carboniafilmfest.org dal 9 ottobre alle 12:00 all’11 ottobre alle 12:00.

Bloody Nose, Empty Pockets: la recensione del film in Concorso al Carbonia Film Festival 2020

In America li chiamano “barfly”, mosche da bar, che poi è anche il titolo di un bel film del 1987 con Mickey Rourke, diretto da Barbet Schroeder e scritto, non a caso, da Charles Bukowski. Sono quei personaggi che trascorrono gran parte delle loro giornate nei bar (intesi come li intendono negli States), lontani dalla luce del sole, sempre vicini a un bicchiere di birra o di whiskey, sempre in fuga dalla vita, clienti abituali che oramai fan parte dell’arredo.
Con Bloody Nose, Empty Pockets i fratelli Bill e Turner Ross hanno deciso di raccontare un gruppo di questi personaggi, concentrando la loro attenzione di documentaristi sull’ultimo giorno di attività di un locale di Las Vegas chiamato The Roaring 20’s, e sulle conversazioni e le vicende animate dai suoi frequentatori fissi.
Solo che i Ross Bros non sono documentaristi puri (recuperate gli altri loro film, se potete: il loro film d'esordio, 45365 si trova gratis su Vimeo; e poi ci sarebbe Tchoupitoulas, per citarne solo un altro). E il bar del loro film non solo non stava davvero chiudendo, ma non si trova nemmeno a Las Vegas, ma a New Orleans, dove i due registi vivono e lavorano. I personaggi di Bloody Nose, Empty Pockets, però, sono reali: sono reali “mosche da bar”, messe insieme dai Ross in quel setting così artificiosamente definito e poi seguite nelle loro dinamiche spontanee, che i due hanno registrato con la loro macchina da presa nel corso di due giornate, con anche il contributo di qualche attore più o meno professionista.

Ma allora cos’è, Bloody Nose, Empty Pockets? È un documentario o un film di finzione? Quello che avviene, è verità o è finzione?
La risposta è complessa e semplice al tempo stesso: il film dei Ross Bros si va a collocare in una terra di nessuno, al confine tra documentario e rappresentazione, nella quale il vero e il reale e l’umano esplodono in maniera fragorosa proprio grazie all’assenza di divisioni, norme e regole.
Si potrebbe azzardare di dire che il film è rappresentato, nel film stesso, dal bancone del bar, quella striscia di legno che divide chi serve e chi beve, ma che in realtà non divide e distingue niente e nessuno, e sul quale si consumano gli scambi (di drink, di parole, di gesti, di ricordi e di omaggi), senza filtro alcuno, e che è in quel momento e in quel luogo di scambio, che poi si allarga a comprendere tutto il locale, che si vanno a depositare, come i segni di bicchieri e bottiglie, la verità delle storie e delle persone.

Le premesse di Bloody Noses, Empty Pockets, e buona parte dei discorsi portati avanti dai suoi protagonisti, per non parlare del nome stesso del bar e alla vicenda della sua chiusura, sono con tutta evidenza legati alla fine di qualcosa. A un fallimento economico (personale e collettivo) che si sente e si racconta, e a una fine sfortunata di un ciclo esistenziale per molti di frequentatori del Roaring 20’s.
E però, non c’è mai disperazione incolmabile, né mancanza di speranza, nel film dei Ross. Turner Ross, in un’intervista al Guardian, ha addirittura dichiarato che gli piace immaginare uno spettatore ideale che guarda il suo film “illuminato da luci natalizie e con un grande bicchiere tra le mani.” Perché, per quanto forte possa essere certa malinconia, c’è al tempo stesso una voglia di essere, di vivere e di festeggiare, in Bloody Noses, Empty Pockets, che fa capire benissimo come si possa immaginarlo come un film natalizio.
Lasciati liberi di parlare, bere, interagire, fumare, senza regole né restrizioni, i protagonisti di questo film raggiungono momenti di forza e verità emotiva, nella gioia e nel dolore, nelle risate e nella rabbia, che escono con prepotenza dallo schermo e catturano lo spettatore, che finisce per sentirsi lì, in quel posto, con quella gente, parte di una comunità reietta e marginale, dannata e sfortunata, ma capace di sentimenti veri e profondi più di quelli di tanto altro cinema.
E che quell’altro cinema sia documentario, di finzione o “del reale”, è qualcosa che importa meno di un bicchiere vuoto, o di una cicca spenta.

Il film è disponibile gratuitamente sulla piattaforma streaming online.carboniafilmfest.org dall 9 ottobre alle 12:00 all’11 ottobre alle 12:00.

Bloody Nose, Empty Pockets
Il Trailer Ufficiale del Film - HD


  • Critico e giornalista cinematografico
  • Programmatore di festival
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