Birds of Prey: recensione del film di Harley Quinn con Margot Robbie

05 febbraio 2020
3.5 di 5

Birds of Prey e la fantasmagorica rinascita di Harley Quinn è un ulteriore conferma dell'estrema bravura di Margot Robbie.

Birds of Prey: recensione del film di Harley Quinn con Margot Robbie

La ragazza del Joker ha rotto con il Joker. Quando la notizia si diffonde, i più acerrimi nemici che vogliono morta Harley Quinn escono fuori come funghi dopo la pioggia. Il Re e la Regina di Gotham City non stanno più insieme e ora lei è allo sbando, travolta dal suo stesso fiume di follia. La lucidità le serve per focalizzare le uniche due priorità che ha: salvarsi la pelle e mangiare il più sugnoso sandwich della città.
Birds of Prey e la fantasmagorica rinascita di Harley Quinn, a proposito di funghi, è un viaggio psichedelico al femminile, sovraccarico di colori, parole, spari, calci, pugni e di quei rumori che fanno le mazze quando spaccano le facce.

Anche i volumi delle note sono alti. La presenza costante della colonna sonora non si accontenta certo di restare in sottofondo e, oltre a pompare adrenalina, tutti i brani (eseguiti da artiste donne) mettono in risalto la natura pop/punk/rock del film. Nel grande caleidoscopio che è Birds of Prey, si imprime nella memoria con facilità quel momento musicale in cui Harley Quinn diventa Marilyn Monroe in un'esibizione rivisitata di Diamons Are A Girl's Best Friend.
Un diamante è infatti il MacGuffin, come l'avrebbe chiamato Alfred Hitchcock, quell'elemento cardine della trama che porta avanti storia e motivazioni. Lo script di Christina Hodson si mostra ambizioso, punta a coprire passato e presente di tutti personaggi, senza mai perdere il punto di vista di Harley Quinn che all'occasione si fa voce narrante.
Siamo dentro il mondo dei fumetti DC Comics, eppure la protagonista qualcosa con l'Elogio della Follia di Erasmo da Rotterdam lo condivide, per la sua vitalità e come si gode la vita.

E comunque è proprio lei, Margot Robbie ad emergere su tutto. La carne al fuoco è tanta: il progetto prende in prestito la brutalità e l'irriverenza di Deadpool, sapendo però di non poter arrivare a quel livello; imita John Wick perché Chad Stahelski che lo ha diretto è stato su Birds of Prey il regista delle scene d'azione; il ritmo survolato deve armonizzare le esilaranti virate sopra le righe con la tensione dell'ultimo atto.
Il film è una dichiarazione del potere femminile e della sua imbattibilità quando cinque donne insieme smettono di discutere e iniziano a collaborare. Quel misogino di Black Mask non può andare molto lontano e, per quanto sia bravo il suo interprete Ewan McGregor, un attore con uno sguardo più assassino avrebbe animato meglio il personaggio.
Ci sono momenti in cui tutto vacilla, ma alla fine la presenza di Margot Robbie è il magnete che esercita la forza attrattiva per tenere tutto compatto, anche la regia di Cathy IlYan. L'attrice è talmente carismatica da rendere realistica la sua interpretazione caricaturale, in un'equazione di variabili emotive e schizofreniche dove l'incognita è soltanto il valore della sua bravura.
Se crolla lei, crolla il film. Ma questo non accade.



  • Giornalista cinematografico
  • Copywriter e autore di format TV/Web
Suggerisci una correzione per la recensione
Palinsesto di tutti i film in programmazione attualmente nei cinema, con informazioni, orari e sale.
Trova i migliori Film e Serie TV disponibili sulle principali piattaforme di streaming legale.
I Programmi in tv ora in diretta, la guida completa di tutti i canali televisi del palinsesto.
Piattaforme Streaming
lascia un commento