Après la bataille, la recensione del film di Yousry Nasrallah

17 maggio 2012
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Raccontare la primavera araba al cinema. È quello che ha voluto fare il regista egiziano Yousry Nasrallah dopo aver documentato i reali accadimenti del suo paese del 2011 con la sua videocamera. Dopo aver filmato Piazza Tahrir e assistito agli eventi che fanno da cornice a questo suo Après la bataille.




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Raccontare la primavera araba al cinema.
È quello che ha voluto fare il regista egiziano Yousry Nasrallah dopo aver documentato i reali accadimenti del suo paese del 2011 con la sua videocamera. Dopo aver filmato Piazza Tahrir e assistito agli eventi che fanno da cornice a questo suo Après la bataille.
Tutto, nel suo film, parte infatti dalla cosiddetta “battaglia dei cammelli”, gli scontri del 2 febbraio 2011 tra i manifestanti e cavalieri in groppa a cavalli e cammelli inviati dal regime per disperdere la folla.
Nasrallah mette di fronte una benestante e illuminata rivoluzionaria, Riz, e uno di quei cavalieri poveri e manipolati, Mahmoud, ne segue le vicende singolari e incrociate, li fa attrarre e respingere, tutto per illustrare lo stato complesso e caotico che l’Egitto ha vissuto in quel periodo e vive tutt’ora.

Girato con uno stile nervoso e diretto, che più che al documentarismo guarda al neorealismo di stampo rosselliniano, Après la bataille lascia che i suoi protagonisti, i loro conflitti e le loro azioni siano drammaturgicamente simboliche, affidandogli il compito di essere sguardi soggettivi e dall’interno di realtà in cerca di una complessa mediazione, di una rivoluzione che necessariamente deve riazzerare e ribaltare ogni certezza precostituita.

Se l’intento del regista è sicuramente encomiabile da un punto di vista sociale e politico, non sempre il risultato cinematografico è all’altezza delle ambizioni.
Riz e Mahmoud risultano troppo spesso schiacciati dal loro ruolo e dal contesto, scivolando in una bidimensionalità che rende troppo smaccato (e quindi banale) il ruolo affidato loro da Nasrallah.

Cercare la sintesi, universalmente fruibile, di eventi e problemi tanto recenti da essere ancora presenti in Egitto come altrove non era di certo compito semplice. Ma Après la bataille non riesce a combinare in racconto appassionante le esigenze naturaliste e l’esposizione socio-politica.


Baad el Mawkeaa
Clip del film (lingua originale)


  • Critico e giornalista cinematografico
  • Programmatore di festival
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