Amore & altri rimedi Recensione

Titolo originale: Love and Other Drugs

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Amore & altri rimedi - la recensione del film

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Amore & altri rimedi - la recensione del film

Amore e altri rimedi - la recensione del film


La storia del cinema è piena di marchi, protagonisti di film che non si possono ricordare se non rievocando uno specifico brand. Basti pensare al pallone Wilson o la FedEx in Cast Away. Magari accadrà lo stesso per il viagra e il gigante della farmaceutica Pfizer in Amore e altri rimedi, prima commedia romantica per Edward Zwick, artigiano del cinema muscolare.
Siamo a metà degli anni 90, Jamie Reidy (Jake Gyllenhall) cerca di accaparrarsi anche lui (come il fratello genio svogliato della new economy) una fetta del boom dell'economia americana. Cosa c'è di meglio del ricchissimo mondo dell'industria della salute? Diventa venditore di quei prodotti che alimentano le dipendenze americane da pillole e pasticche. Lui porta avanti lo Zoloft e lotta contro il leader Prozac. Lotta antidepressiva all'ultimo dollaro stile Pepsi e Coca Cola. Fra ansiolitici e medici da corteggiare incontrerà un giorno una giovane malata di Parkinson, Anne Hathaway. Playboy seriale, inizierà una storia di sesso senza impegno, che però minaccerà di diventare qualcosa di più serio, proprio mentre arriverà la pillola blu miracolosa, quel viagra che diventa motore del film e dell'ascesa del protagonista al benessere economico.
Il film è un po' commedia romantica, ma anche dramma strappalacrime. Fra facili situazioni comiche sulle proprietà rigeneranti del viagra, il film sembra sempre meccanico e mai credibile fino in fondo nel raccontare lo sviluppo dei protagonisti. Lei è dura e cinica, ma ovviamente adora gli anziani, li aiuta ad andare in Canada alla caccia di medicine a prezzi più bassi ed è naturalmente artista, fotografa di volti di anziani in giro per la città. Didascalico a dir poco. Peccato perché il film perde per strada alcuni spunti interessanti, come una riflessione sul corpo, visto come veicolo di malattia, ma anche come trionfo di vitalità sessuale. I momenti più credibili sono quelli in cui la storia fra i due protagonisti, belli e giovani, riesce a creare un'intimità quotidiana, a raccontare di due persone che fingono di godersi la superficialità di un rapporto solo fisico, ma cercano disperatamente un po' di quotidianità e tenerezza.
La coppia è composta da due bravi attori, forse con un'alchimia non prorpio ottimale. Se Gyllenhall è sicuramente già una garanzia, la Hathaway qui dimostra i progressi compiuti e ha la capacità di mostrare fragilità dietro ad una scorza ribelle che aveva avuto in Rachel sta per sposarsi.
Il film insomma è tante, troppe cose, commedia, ma anche dramma, melodramma, un po' scorretto un po' moralista, ma anche ritratto di un America che prospera sull'industria della salute che troppo spesso diventa un business basato sulla cura di malattie inventate, mentre invece chi ha una malattia vera e seria come il Parkinson non riesce a trovare sollievo. Cerca di far contenti gli oppositori dell'accanimento farmaceutico, ma in fondo di non scontentare neanche la Pfizer con uno spottone nei confronti del viagra con pochi effetti collaterali. Il lato comico è prevedibilmente affidato al caratterista bruttino e ciccione di turno (il fratello del protagonista). Un film che avrebbe anche gli ingredienti per riuscire, ma li usa tutti in maniera da non far risaltare nessun sapore, rimanendo insipido. Ci sarebbe voluto probabilmente un cuoco più efficace.


Amore & altri rimedi
Il trailer del film con Anne Hathaway e Jake Gyllenhaal
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