A Quiet Place II - la recensione del sequel

23 giugno 2021
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Dopo il grande e meritato successo di A Quiet Place c'era molta attesa per il sequel dell'horror, che arriva finalmente al cinema ma delude in parte le aspettative. La recensione di Daniela Catelli.

A Quiet Place II - la recensione del sequel

Non un'invasione aliena ma un'inattesa pandemia ha bloccato sui loro passi i sopravvissuti della famiglia Abbott di A Quiet Place, attesi alla loro seconda avventura nel 2020, costretti ad uscire e affrontare il mondo post-apocalittico là fuori quasi un anno dopo il previsto. Ma, finalmente, il sequel di uno degli horror più sorprendenti e di successo del decennio è arrivato all'atteso momento della prova del pubblico che a quanto pare, fatte le debite proporzioni coi cinema ancora in gran parte chiusi o a capienza ridotta, ha di nuovo stravinto. C'era molta attesa e curiosità di scoprire cosa si fosse inventato John Krasinski per dare un seguito a quella che era apparsa subito come un'avventura compiuta e perfetta in sé, ma che, come vuole la legge non scritta del cinema, era destinata a continuare se il film avesse avuto successo, tanto che il finale era l'unica cosa che sembrava un po' appiccicata alla storia, proprio per giustificare un eventuale ulteriore capitolo, cosa che si ripete pari pari alla fine di A Quiet Place II, tecnicamente finito ma teoricamente aperto. Ciò detto, vediamo in dettaglio cosa c'è di riuscito e cosa meno nel seguito pensato da John Krasinski che stavolta, oltre a dirigere, firma da solo la sceneggiatura.

Come anticipato, dopo la perdita del capofamiglia e la scoperta che forse là fuori c'è ancora un posto sicuro per i sopravvissuti, Evelyn, Regan e Marcus Abbott, più neonato senza nome, dopo essersi attrezzati con armi e generi di prima necessità, intraprendono una pericolosa marcia a piedi nudi nel mondo infestato dalle orrende creature spaziali sensibili al minimo rumore. Cosa potrà mai andare storto? Nel tentativo di sviluppare la storia, dopo un ottimo inizio che racconta il primo giorno dell'infestazione e ricorda (molto) quello di The Mist, Krasinski si incammina su sentieri già battuti dal cinema e dalla televisione di genere, perdendo l'originalità del primo capitolo. Si parla di più in questo sequel e la tensione è riservata a poche scene mirate (e sempre mostrate in montaggio alternato, dal momento che i personaggi a un certo punto si dividono). Le creature vengono mostrate troppo spesso a distanza ravvicinata, a danno dell'effetto sorpresa (con quelle bocca a corolla hanno una vaga somiglianza coi mostri di Stranger Things).

Se il primo film, dove sotto attacco era una famiglia all'interno di una casa, ci aveva colpito per la sua unicità,  quando si esce fuori non si può che trovare il paesaggio apocalittico di sempre, le auto abbandonate incolonnate sui ponti, i binari della ferrovia da seguire, le trappole nascoste, la ricerca delle medicine in una farmacia devastata dove qualche mostro può essere in agguato in attesa di saltarci addosso, tutte che abbiamo già visto tante volte nei film di zombi e nella serie The Walking Dead. Anche il fatto che nel mondo devastato del dopo invasione gli esseri umani siano spesso malvagi e predatori - qua risolto in una scena che vede protagonista Regan e il personaggio di Cillian Murphy, ex amico di famiglia che diventa nuova figura paterna – è un tòpos ricorrente in questo tipo di avventure. Basta mettere i morti viventi al posto delle creature spaziali. Gli echi, i rimandi, per chi frequenta come spettatore questo genere, sono davvero tantissimi e non sempre A Quiet Place II riesce a farceli dimenticare con una maggiore capacità di spaventarci o farci riflettere.

Non a caso le scene migliori sono quelle all'interno del rifugio temporaneo in cui si trovano gli Abbott, in particolare quelle nella camera stagna che diventa fortezza impenetrabile ma anche trappola claustrofobica per chi deve rifugiarcisi. I nuovi personaggi non aggiungono molto alla storia, tanto che uno di loro, interpretato da un attore di chiara fama, viene sacrificato in fretta e furia. Tra i protagonisti, la più in evidenza stavolta è Millicent Simmonds, la ragazzina sordomuta eroina di questa vicenda, mentre gli altri restano un po' più in sordina. Giudicato come film a sé, A Quiet Place II è realizzato con cura e ha dei momenti di suspense che possono valere il prezzo del biglietto, ma come sequel è assai più convenzionale e dunque meno riuscito del primo, tanto che è riuscito a farci pensare, con nostalgia, addirittura ai marziani di Mars Attacks!, che più o meno subiscono una sorte analoga - ma più divertente - ai loro orribili colleghi. Se ci sarà - come appare probabile - un terzo film (ià si parla di spin-off), forse un'iniezione di ironia potrebbe ridare interesse a un soggetto n grado di dare vita a un numero infinito di storie, ma che probabilmente non necessitava nemmeno di un sequel.



  • Saggista traduttrice e critico cinematografico
  • Autrice di Ciak si trema - Guida al cinema horror e Friedkin - Il brivido dell'ambiguità
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