La recensione di 10 cose di noi diretto da Brad Silberling

17 aprile 2008

Dopo aver firmato film non certo indimenticabili come Casper, City of Angels o il recente Lemony Snicket, Brad Silberling gioca a sorpresa la carta della produzione indipendente e dai toni minimali. Lo fa raccontando una storia a due, protagonisti Morgan Freeman e Paz Vega, protagonista anche della prima edizione del Festival di Torino...

La recensione di 10 cose di noi diretto da Brad Silberling

10 cose di noi - la recensione

10 cose di noi è il film che non ti aspetti da Brad Silberling. Dal regista che nel corso della sua carriera ha firmato ha firmato sciocchezzuole come Casper, pessimi drammi come City of Angels, o anche film senza infamia e senza lode come Moonlight Mile e il recente Lemony Snicket.
È il film che non ti aspetti non tanto perché ribalti drasticamente in positivo quanto fatto vedere finora da Silberling – per quanto si tratti di un netto passo in avanti - , ma perché si tratta di una produzione indipendente a bassissimo budget, minimale nella forma (è una storia a due dove ogni altro personaggio è puramente di contorno, dalla durata di pochissimo superiore agli 80 minuti) quanto nei contenuti, raccontando dell’incontro tra due personalità in maggiore o minore crisi che impareranno a scoprirsi e riscoprirsi attraverso il confronto tra le loro realtà, in partenza così diverse ma in fondo assai simili.

Una storia, quella di 10 cose di noi, intima e compatta, che se di certo non può fregiarsi dell’aggettivo “originale”, ha comunque tra i suoi pregi agilità di narrazione, una certa qual frizzantezza e una sincerità di fondo che traspare e che porta a perdonare alcuni ammiccamenti un po’ compiaciuti da parte di regia e interpreti.
Silberling – che del film è vero deus ex machina, essendone anche sceneggiatore e produttore – non ha infatti la sensibilità di tocco dei migliori registi indipendenti in circolazione, e volte appare leggermente in affanno nel tentativo di dotare la sua storia di quel tanto di quirkiness che lo faccia stare al passo con le mode del momento, ma nel complesso sembra credere davvero a quello che fa e gestisce bene il materiale.

Dal canto loro gli interpreti fanno il loro dovere: Morgan Freeman corre il rischio di gigioneggiare qui e lì, ma riesce (quasi) sempre a riprendersi grazie al colpo di reni dell’autoironia, mentre Paz Vega è funzionale proprio in virtù del suo rinunciare agli atteggiamenti da fatalona o bomba del sesso di molti suoi ruoli precedenti puntano invece su una seduttività figlia di un atteggiamento semplice e molto “acqua e sapone”.

Se la retorica programmatica di certi momenti è difficilmente negabile (vedi la lista delle 10 cose del titolo), e la sfera emotiva dello spettatore più smaliziato viene appena scalfita, va comunque riconosciuto che grazie alla sua levità e alla sua leggerezza 10 cose di noi è un film al quale ci abbandona volentieri, che diverte e che, volendo, qualche minutissimo spunto di riflessione lo regala anche.

10 cose di noi
Il trailer del film con Morgan Freeman e Paz Vega


  • Critico e giornalista cinematografico
  • Programmatore di festival
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