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Mattia Torre ci manca più che mai, ma c'è Figli in streaming, per fortuna

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Dopo Boris, riapparsa da poco su Netflix, da oggi l'ultimo, bellissimo film di Mattia Torre è disponibile su Amazon Prime Video, Chili, Rakuten TV, Google Play e Apple iTunes.

Mattia Torre ci manca più che mai, ma c'è Figli in streaming, per fortuna

In questi strani mesi di quarantena e di pandemia globale - mesi in cui siamo stati chiusi nelle nostre case e bombardati da segnali discordanti, virologi fiammeggianti, conferenze stampa allucinanti e bilanci raggelanti, circondati da mascherine col filtro o fai da te, canzoni dal balcone, distanze sociali, file al supermercato, hashtag motivazionali e strali contro runner, bambini e bighelloni vari, e impegnati a programmare un futuro imprevedibile anche a brevissimo termine snocciolando improbabili competenze epidemiologiche nel vano tentativo di esorcizzare la paura - in molti ci siamo chiesti cosa sarebbe stato in grado di cavare da tutto questo Mattia Torre.

Basterebbe dare uno sguardo a Boris, da poco riapparso su Netflix, per capire con quanta profondità e attenzione Mattia Torre è sempre stato in grado di raccontare il mondo in cui viveva, che poi è il nostro, che poi è sempre la solita Italia fatta da italiani coi loro vizi e le loro virtù, con la loro cialtroneria e la loro genialità, e di saper cristallizzare in una scena o perfino una battuta i rapporti sociali, quelli professionali, quelli sentimentali, svelando ipocrisie e idiosincrasie, ribaltando ruoli,  mettendo a nudo il Re della realtà, della nostra società, e di quello che siamo veramente. Facendoci ridere di noi stessi, dei nostri umanissimi limiti, dei nostri difetti; con un pizzico di amarezza, a volte, ma con infinito affetto e con profonda umanità.
Oppure, per fare tutto questo, basterebbe vedere o rivedere Figli, il suo ultimo film che oggi è disponibile finalmente anche in streaming, su Amazon Prime Video e molte altre piattaforme; quello che ha scritto poco prima di andarsene troppo presto, e che ha voluto fortissimamente, come fosse una sorta di suoi piccolo, grande testamento pubblico, come se con quel film volesse lasciare una piccola, grandissima eredità a noi, e forse anche ai suoi cari.
Scrivevo infatti nella recensione di Figli, al momento della sua uscita in sala :

Perché Mattia Torre ha sempre fatto anche quello, mostrarti anche il peggio di quello che sei e hai intorno, ma lo ha fatto tirandosi sempre in ballo in prima persona, bersagliando sé stesso prima degli altri, e così facendo levandoti la possibilità di scansarti, e di ignorare. L'alibi di dire "ma no, dai, quelli non siamo noi."
Puoi solo riconoscerti. Riconoscerti, ridere, e vergognarti. E poi però puoi - devi - riempirti di una piccola, grande speranza che ti scalda il cuore. Perché Mattia Torre quello ha sempre fatto: e non è mai stato cinico, nichilista o distruttivo. Tutto il contrario.
Se non sei quarantenne, o se i figli non li hai, non importa. Ti riconosci lo stesso, se vuoi, nel mondo che racconta Mattia Torre. Che è quello di una coppia, sì, ma è anche l'Italia di oggi, il mondo dove tutti noi viviamo.

Chissà allora, a proposito di coppie, e di Figli, cosa sarebbe stato capace di tirare fuori Mattia Torre dalla routine di coppie costrette a convivenze forzate e continuative, e famiglie nelle quali i genitori cercano di lavorare in smart-working mentre i figli devono fare lezione online, e i computer sono quelli che sono, e le connessioni vanno e vengono, le chat di classe impazziscono mentre la maestra si sente a morsi e bocconi, in questo paese così moderno, così indebitato, così antico.
Chissà cosa avrebbe scritto di fronte a una crisi, che - come al solito, in Italia - sembra l'ennesima occasione di mettere tutti contro tutti, quelli che stanno a casa contro quelli che escono, quelli che vogliono aprire tutto ("smarmellare", verrebbe da dire) contro quelli che tutto deve rimanere chiuso, sugli assembramenti ai Navigli e sui teleobiettivi, sui sindaci che arringano e sui politici che si nascondono, sulle paure per il futuro, per il lavoro, per la salute e per le vacanze.
Cosa avrebbe fatto non lo so. So che di sicuro ci avrebbe fatto ridere ridere, ci avrebbe fatto vergognare, ci avrebbe fatto riflettere.
Ci avrebbe ribadito l'insegnamento di Figli:

Ricordarci di accettare ciò che la vita ci mette di fronte per poterlo cambiare (proprio quando a lui è toccato accettare quello che non poteva cambiare in alcun modo); di avere cura di noi stessi, e di chi amiamo, e del nostro paese; dell'importanza enorme delle cose piccole; di imparare a sorridere per spezzare la spirale di un conflitto e abbracciare l'amore: tutto questo è Figli, e la più bella eredità che Mattia Torre potesse mai lasciarci.

Un insegnamento che oggi, nel bel mezzo di questa pandemia, con tutto il dolore, il caos, le contraddizioni e le incertezze che ha portato con sé, mi pare più importante che mai. Per non sprecare l'opportunità forse unica di cambiare, e non tornare più a essere (solo) quelli di prima, e che Mattia Torre ci avrebbe invitato come solo lui saperva fare a cogliere di corsa.
E noi, come sempre, avremmo dovuto ringraziarlo.



  • Critico e giornalista cinematografico
  • Programmatore di festival
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