News Cinema

La USS Indianapolis, la bomba, gli squali: la vera storia della nave americana e di un monologo leggendario

Il naufragio della USS Indianapolis è qualcosa di molto vivo nell'immaginario degli Stati Uniti: lo testimoniano il film con Nicolas Cage e il leggendario monologo di Quint in Lo squalo.

La USS Indianapolis, la bomba, gli squali: la vera storia della nave americana e di un monologo leggendario

Diretto da Mario Van Peebles, e interpretato dal nostro amatissimo Nicolas Cage, USS Indianapolis è il film del 2017 che racconta la vera storia dell'omonima nave da guerra americana. Una storia davvero particolare che, per tanti motivi, rimane molto viva nell'immaginario della popolazione degli Stati Uniti d'America.

La vera storia della USS Indianapolis

La USS Indianapolis è stata una nave da guerra della Marina Militare statunitense, un incrociatore pesante della classe Portland, per essere precisi: lunga 190 metri, con una stazza di 9800 tonnellate, capace di trasportare fino a 1269 persone d'equipaggio in tempo di guerra.
Scampata al bombardamento di Pearl Harbor, durante la II Guerra Mondiale la USS Indianapolis ha operato nell'area del Pacifico, prendendo parte a eventi cruciali, tra i quali la celebre come la Battaglia di Iwo-Jima, quella raccontata da Clint Eastwood in un suo celebre dittico formato da Flags of Our Fathers e Lettere da Iwo Jima.
L'ultima missione della USS Indianapolis è quella che in codice veniva chiamata "Operazione Bronx Shipment": il trasporto da Pearl Harbor a alla base di Tinian, nelle Marianne Settentrionali, dell'involucro e la carica di uranio della bomba atomica che venne poi scanciata su Hiroshima. La consegna avvenne il 26 luglio del 1945 e quattro giorni dopo, il 30 luglio, mentre navigava nel Mar delle Filippine, la USS Indianapolis venne attaccata e affondata da un sommergibile giapponese. I segnali di soccorso vennero ignorati da una stazione di ricevimento da un addetto ubriaco, da un'altra il cui ufficiale responsabile aveva dato ordine di non essere disturbato, e da una terza che lo ritenne un falso segnale di origine giapponese.
I circa 900 membri dell'equipaggio che, su un totale di 1196, erano riusciti ad abbandonare la nave prima che affondasse, rimasero per quattro giorni in attesa di soccorsi, lottando con la penuria di giubbetti di salvataggio, la disidratazione e i continui attacchi da parte degli squali che infestavano quelle acque. Solo 316 persone furono alla fine portate in salvo. Con 880 vittime, il naufragio della USS Indianapolis ha rappresentato la seconda maggior perdita di vite umane nella storia della US Navy.

La USS Indianapolis e il monologo in Lo squalo

La storia della USS Indianapolis, complice il trasporto della bomba e poi la vicenda dei marinai rimasti in mare e i balia degli squali per giorni, ha colpito molto l'immaginario statunitense. Non è un caso che la vicenda sia evocata in maniera indimenticabile anche in Lo squalo, il capolavoro di Steven Spielberg, in un monologo fatto dal personaggio di Quint, interpretato da Robert Shaw, che in molti, non del tutto a torto, accreditano al grande John Milius. Ma le cose, in quel caso, non sono andate esattamente come molti pensano.
È stato lo stesso Spielberg, qualche anno fa, a svelare nel corso di un'intervista l'origine di quel monologo. Ecco cosa aveva raccontato il regista.

Per questo discorso devo molto a tre persone. Lo avrete sentito tutti, ma non lo avrete probabilmente mai sentito da me. Ci sono un sacco di racconti apocrifi su chi ha fatto cosa in Lo squalo, e li ho ascoltati per trent'anni, ma la verità è che il discorso è stato pensato da Howard Sackler, che è stato uno sceneggiatore non accreditato, che non voleva esserlo e non richiesto di esserlo, ma è stato il tizio che ha lavorato duramente sul copione prima che arrivassimo a Martha’s Vineyard per girare il film. Dopo ho assunto Carl Gottlieb per venire sull'isola, era un mio amico, ma è stato Howard a inventarsi il monologo sull'Indianapolis. Non avevo mai sentito parlare di quella storia prima che ne me parlasse Howard, che ha scritto il copione al Bel Air Hotel, dove andavo a trovarlo un paio di volte a settimana per leggere le pagine e discuterle con lui.
Howard un giorno mi disse: "Quint ha bisogno di qualche motivazione per mostrarsi cosa lo ha reso quello che è, e penso possa essere l'incidente dell'Indianapolis. "E di che si tratta?", ho chiesto a Howard. E lui mi ha spiegato tutta la storia dell'Indianapolis, e della bomba atomica consegnata, e del sommergibile che l'ha affondato sulla via del ritorno e degli squali che circondavano i marinai alla deriva, e si trattava di una pagina terribile della storia della II Guerra Mondiale. Howard non scrisse un monologo molto lungo, era probabilmente circa tre quarti di pagina.
Ma poi, quando ho fatto leggere il copione al mio amico John Milius,lui mi ha chiesto "posso mettere mano a questo monologo?" e ha scritto dieci pagine assolutamente fantastiche, ma troppo lunghe per il film che stavo girando. Era comunque un monologo fantastico, e quando Robert Shaw l'ha preso in mano, l'ha ridotto. Robert era un bravissimo scrittore, aveva scritto una piece intitolata "The Man n the Glass Booth". Ha messo mano a quel monologo e l'ha ridotto a cinque pagine. Questa è stata l'evoluzione di quel monologo.

Il monologo di Quint in Lo squalo: guarda il video.



  • Critico e giornalista cinematografico
  • Programmatore di festival
Suggerisci una correzione per l'articolo
Palinsesto di tutti i film in programmazione attualmente nei cinema, con informazioni, orari e sale.
Trova i migliori Film e Serie TV disponibili sulle principali piattaforme di streaming legale.
I Programmi in tv ora in diretta, la guida completa di tutti i canali televisi del palinsesto.
Piattaforme Streaming