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La finestra tra sala e streaming si ridurrà in pianta stabile? Il parere della Disney

Il CEO Disney Bob Chapek ha espresso il suo parere su una modifica sostanziale del rapporto tra sala e streaming, avvenuta durante la pandemia, però forse destinata a diventare prassi... Riepiloghiamo la situazione.

La finestra tra sala e streaming si ridurrà in pianta stabile? Il parere della Disney

Anche il CEO della Disney, Bob Chapek, ha voluto dire la sua su una questione spinosa ma importante: la riduzione della finestra tra uscita in sala e uscita in streaming. Con i recenti annunci della Paramount (finestra ridotta a 45 giorni) e dopo i precedenti accordi Universal con gli esercenti americani (15 giorni, poi spostamento in streaming ed eventale coabitazione), queste misure d'emergenza causate della pandemia di Covid-19 rispondono soltanto a un'esigenza di trovare un equilibrio col circuito messo in ginocchio? O erano cambiamenti già in gestazione che hanno usato il volano della crisi, per poi diventare la nostra nuova normalità anche dopo questo incubo? Ecco la risposta di Chapek a un'assemblea per gli investitori.

I consumatori ora sono forse più impazienti di quanto siano mai stati, particolarmente da quando dopo un anno intero si sono abituati al lusso di avere i titoli a casa praticamente quando vogliono. Non sono sicuro che si tornerà indietro, ma di certo non abbiamo intenzione di tagliare le gambe alla proiezione in sala. Gli spettatori però non tollereranno più che un titolo, ormai fuori dalle sale da mesi, se ne rimanga seduto lì a prendere polvere prima di raggiungere la distribuzione digitale.

Film prima in sala e poi in streaming e Blu-ray: come funzionava fino a un anno fa

Quattro anni or sono dedicammo un articolo alla cosiddetta finestra tra l'uscita in sala di un film e il suo sfruttamento digitale sucessivo, in forma di dischi, streaming o download, a noleggio o in vendita. Tenendo presente che il Covid ha stravolto tutto, vi invitiamo a recuperarlo per fotografare la passata situazione.

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Cos'è cambiato oggi rispetto ad allora? A parte la crescita ulteriore di Netflix e la forza crescente di Amazon Prime Video, il più grande cambiamento è stato l'arrivo sul mercato di piattaforme proprietarie delle major, senza intermediari, con i relativi vantaggi economici per quelle aziende: Disney+ in primis, giunto anche in Italia, ma negli States sono già attivi per esempio HBO Max (Warner), Peacock (Universal) e Paramount+. La necessità poi di recuperare più denaro con i cinema chiusi o in affanno ha posto le basi per l' "Accesso Premium" in streaming, un costo di noleggio più alto del solito per grosse produzioni inedite in sala o passate in sala solo per pochi giorni. Su Disney+ per esempio c'è la variante dell' "Accesso VIP", uno "sblocco" a pagamento del film sul proprio account del servizio: la finestra di cui sopra ha quindi una sua versione online, perché dopo tre mesi opere come Mulan o l'imminente Raya e l'Ultimo Drago vengono sbloccate per tutti gli utenti, comprese nel prezzo degli abbonamenti. Leggete gli altri due articoli qui in basso per capire come sta cambiando il nostro mondo.

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