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Vita Da Carlo ovvero Il Verdone che non avete mai visto: il regista e attore parla della serie

Sono stati proiettati alla Festa del Cinema di Roma 2021 i primi 4 episodi della serie Vita da Carlo, che arriverà il 5 novembre su Amazon Prime Video. Insieme ai suoi attori, Carlo Verdone l’ha presentata alla stampa.

Vita Da Carlo ovvero Il Verdone che non avete mai visto: il regista e attore parla della serie

Sarà disponibile dal 5 novembre su Amazon Prime Video una serie in dieci episodi scritta, diretta e interpretata da Carlo Verdone. Vita da Carlo, questo il titolo, mescola realtà e finzione e prosegue in quella direzione autobiografica tracciata dai libri del regista e attore "La casa sopra i portici" e "La carezza della memoria". Prodotta da Aurelio e Luigi De Laurentiis di Filmauro, Vita da Carlo ha il sapore dolce amaro della realtà e racconta il privato di un artista che ha consacrato 44 anni della sua vita alla recitazione e 41 alla regia. E’ un Verdone inedito, quindi, quello che vediamo presentarsi da un produttore che gli intima di ripetere la formula del film di personaggi, prestarsi continuamente ai selfie, cercare un po' di pace o guardare il tramonto dalla terrazza di casa. La serie parte con gentilezza e un pizzico di malinconia, anzi di "malinconicità", per poi proseguire con un ritmo sempre più serrato mano a mano che la vita rivela il suo lato più assurdo. Insieme ad amici e familiari, Carlo si ritrova in situazioni strane, divertenti, imbarazzanti e sempre più funamboliche, come lui stesso ha svelato alla stampa della Festa del Cinema di Roma 2021, che ha avuto il privilegio di vedere i primi quattro episodi di Vita da Carlo.

In Vita da Carlo recitano anche Max Tortora, Monica Guerritore, Anita Caprioli, Antonio Bannò, Caterina De Angelis, Filippo Contri, Giada Benedetti, Maria Paiato, Claudia Potenza e Andrea Pennacchi. C'erano quasi tutti all'incontro con i giornalisti. In mezzo agli applausi e all'euforia generale, Carlo Verdone ha subito spiegato la genesi del progetto: "Devo ringraziare Pasquale Plastino che mi ha dato la spinta per sviluppare questa idea primordiale nata insieme a Nicola Guaglianone e a Menotti. Ero scettico, però poi mi è sembrata un'opportunità nuova. Era intrigante percorrere una strada diversa. Se ci pensate, ho cominciato con una Mitchell in Un sacco bello e avrei finito in una maniera completamente differente, un arco incredibile della durata di 44 anni. E’ stato un lavoro spaventoso e stremante, ma ne è valsa la pena".

Poi il regista parla del differente approccio al lavoro che richiede una serie tv rispetto al cinema: "Quando ho accettato di lanciarmi in Vita da Carlo, mi sono detto: 'vediamo se riesco ad avere più libertà rispetto ai film’, e così è stato. Quando scrivi per la televisione, i tempi sono molto più dilatati, e quindi non ti succede di cedere all'ansia del momento di comicità o più intimo. Incredibilmente, abbiamo scritto dieci puntate in due mesi. Eravamo molto in forma, e più andavano avanti e più eravamo motivati. Mi piaceva che ci fosse molto della mia vita privata, e questo mi ha permesso di recitare in maniera più sincera, vera, intima. Sono andato avanti con grande naturalezza e serenità".

Ad aiutare Verdone nella regia di Vita da Carlo è stato Arnaldo Catinari, direttore della fotografia che ha già diretto la terza stagione di Suburra - La Serie. Per Carlo è stato un collaboratore prezioso: "Arnaldo ha voluto girare in maniera dinamica. Non desiderava assomigliare a nessun'altra serie italiana. Abbiamo cercato di dare eleganza a Vita da Carlo. Il cast è stato ottimo, non ho fatto nessuna fatica a dirigere gli attori. I giovani, poi, avevano capito tutto, mi sono sentito un po’ come Sergio Leone con i suoi attori. La mia più grande soddisfazione è sì restituire una bella performance, e qui ne ho avuto l'opportunità, ma anche poter dirigere e indirizzare qualcuno nel migliore dei modi. Per me è un'energia nuova”"

Nella serie a Carlo Verdone viene chiesto di essere il nuovo sindaco di Roma. Non si tratta di un'invenzione, ma di un fatto realmente accaduto: "Me l'hanno proposto, ma ci ho messo 30 minuti a rifiutare. Io so fare un lavoro solo. Se mi togliete il cinema e la scrittura, mi togliete tutto. Perché dovrei abbandonare un mestiere che ho cominciato nel 1971 in un teatrino universitario? Gualtieri non lo conosco. Penso che per un sindaco la cosa più importante sia avere una squadra forte e determinata, un gruppo di lavoro onesto e rapido che superi le barriere burocratiche che bloccano la nostra città. Roma è fregata dalla burocrazia. Bisogna ricominciare con la manutenzione e soprattutto partire dalle periferie, dove sono necessarie attività ricreative per i bambini e per gli anziani, che ne so, un cinema, un teatro, una libreria, magari ci entrano tre gatti, ma almeno si dà un po’ di vita".

A interpretare se stesso in Vita da Carlo, è Max Tortora, che ha già recitato nell'ultimo film del regista. L'attore è forse il personaggio che ha più spazio dopo Carlo, e ha adorato l'esperienza con Verdone: "Questa serie per me ha un taglio internazionale. Io che sono un grande fruitore di serie tv, me ne sono accorto subito, mentre giravamo. Essere richiamato subito dopo Si vive una volta sola è stato un immenso onore. Ho visto una grandissima verità. Pensavo: ahò, ma questi sanno di me più di quanto ne sappia io. Per un attore è un punto d'arrivo interpretare se stesso. Dicevo ad Arnaldo Catinari: 'ma io so’' proprio questo".

L'ex moglie di Verdone ha il volto di Monica Guerritore, che ci fa ridere proprio come nella serie su Francesco Totti Speravo de mori’ prima: "Interpreto un personaggio che esiste realmente: Gianna. Mi ha fatto molta tenerezza e un grandissimo piacere essere chiamata da Carlo per questo ruolo. Carlo ha un profondo amore e rispetto per la sua ex moglie. I personaggi della serie sono un piccolo popolo. Attraverso questo variegato affresco Carlo ha raccontato un uomo di oggi con un umorismo e una malinconia che lui ha sempre portato nei suoi film. Carlo è un italiano compiuto. Non avevamo mai lavorato insieme. Ci conosciamo da quando siamo bambini e mi ha voluta dopo avermi vista in Speravo de mori’ prima. Là ero la mamma del re di Roma, quindi non potevo non fare la moglie dell'imperatore di Roma".

L'ultima a parlare è Anita Caprioli, che Carlo Verdone ha diretto in Ma che colpa abbiamo noi e che è stata sua compagna di set in Manuale d'amore. Nella serie l'attrice è l'interesse amoroso di Carlo: "Annalisa nasce in scrittura, però rappresenta un elemento importante della serie, perché racconta delle emozioni e rappresenta la medicina e la farmacia, realtà che Carlo conosce bene. La cosa bella di questo rapporto è che Annalisa è affascinata da Carlo perché è un uomo che non si porta dietro la fama, lui la ascolta, la fa ridere, condivide con lei la leggerezza, che poi è la grande dote che Carlo ha come uomo e come artista. Tutta la serie è caratterizzata da questo suo ascolto e dalla difficoltà di dire di no e di costruire dei muri. Una simile difficoltà la incontri solo se hai un animo generoso".

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