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Ragazze vincenti: Nella nuova serie di Prime Video oltre il baseball c'è di più

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È disponibile in streaming una nuova interpretazione dell'omonimo film di Penny Marshall: emancipazione femminile, discriminazioni e forte impronta LGBTQ friendly conditi con vintage vibes anni '40. È un drama sportivo? Non proprio, per fortuna.

Ragazze vincenti: Nella nuova serie di Prime Video oltre il baseball c'è di più

Vedere 8 episodi di una serie tv sul baseball e non capire ancora la differenza tra una palla tesa e una palla curva, tra un battitore e un lanciatore. Si può fare. Le regole dello sport americano per eccellenza continuano a essere piuttosto ostiche per noi europei cresciuti a pane e mondiali di calcio, ma per fortuna su Prime Video Ragazze vincenti - la serie ispirata all'omonimo film del 1992 (in originale A League of Their Own) considerato un classico del genere dei film sportivi che tanto piace agli americani - è molto di più di una serie sul baseball.

Ragazze vincenti sul campo da gioco e fuori

Ragazze vincenti - La serie segue un gruppo di ragazze - diverse da quelle del film di Penny Marshall - che negli anni '40 riesce a giocare a baseball a livello professionistico negli Stati Uniti mentre gli uomini sono lontani a combattere durante la Seconda Guerra Mondiale. Conosciamo per prima Carson (Abbi Jacobson, anche co-creatrice della serie insieme a Will Graham), una giovane "con la faccia da contadina" che nel 1943 dall'Idaho prende di corsa un treno per Chicago per partecipare alle selezioni dell'All-American Girls Professional Baseball League. Lungo la strada incontra la pin-up Greta (D'Arcy Carden, The Good Place), la formidabile battitrice Jo (Melanie Field, YOU) e altre testarde ragazze (tutte interpretate da attrici di notevole talento) che inseguono il sogno di diventare giocatrici professioniste per la squadra delle Rockford Peaches. La serie, perciò, si concentra subito sui personaggi: tra questi la lanciatrice messicana dura dal cuore d'oro Lupe (Roberta Colindrez, Vida) e la velocista Esti (Priscilla Delgado, Julieta) con problemi di comunicazione perché parla solo spagnolo. Fin da subito la narrazione adotta uno stile umoristico per trattare argomenti delicati e sempreverdi come l'esplorazione dell'orientamento sessuale, lo sport come strumento di emancipazione femminile e, naturalmente, il razzismo. Tutte questioni che il film originale aveva solo sfiorato e su cui invece questa trasposizione televisiva calca la mano erigendosi a baluardo della rappresentazione in tv.

Guarda Ragazze vincenti - La serie su Prime Video

Ragazze vincenti

Una serie ambientata negli anni '40 ma per il pubblico di oggi

Le Peaches devono essere una squadra con giocatrici che non sembrino "un branco di lesbiche" (per citare Greta). Vietati i pantaloni in pubblico e obbligatorie l'uniforme rosa pesca e un trucco impeccabile. Perfette e femminili di facciata, ribelli e tormentate nel privato, le protagoniste di Ragazze vincenti - La serie  - alle quali non si può non affezionarsi - devono cercare di vincere sul campo e anche fuori, scoprendo se stesse. Carson, così, inizia a farsi domande sulla sua sessualità scrivendo una lettera al marito e confessandogli: "C'è qualcosa che non va in me"; Max Chapman (Chanté Adams), scartata dai provini solamente perché nera, mette in discussione il suo sogno solo per poi rendersi conto che "le cose cambiano velocemente" in un mondo in cui la guerra sta facendo crollare le certezze. Potrebbero sembrare storie anacronistiche per gli anni '40 (lo sono sicuramente alcune battute che gli autori fanno pronunciare alle protagoniste), ma hanno un fondo di verità: i creatori della serie hanno detto di essersi ispirati alle storie poco note di giocatrici nere come Mamie Johnson e Toni Stone, tra le prime a giocare in una squadra maschile, o come Maybelle Blair, che solo all'età di 95 anni ha fatto coming out dichiarandosi lesbica.

Ragazze vincenti

Ciò che a noi sembra un pregio - l'elemento baseball che viene messo da parte o quantomeno trasformato in veicolo e amplificatore delle emozioni delle protagoniste - paradossalmente è sembrato ad alcuni critici americani un difetto della serie ("Questo show ha solo bisogno di più baseball", ha scritto Dave Nemetz per TVLine). Il che la dice lunga su quanto oltreoceano considerino questo sport una religione. Ma alla fine ciò che conta è che questa serie ci sembra un buon intrattenimento per un pubblico trasversale e globale com'è quello di Prime Video sempre più abituato, per fortuna, a vedersi rappresentato in tv.

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