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#blackAF non avrà una seconda stagione: Il dietrofront di Netflix dopo l'addio del creatore Kenya Barris

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La serie era stata rinnovata ma il servizio di video in streaming è tornato sui suoi passi dopo che Barris ha stracciato il suo contratto milionario con la società prima della scadenza.

#blackAF non avrà una seconda stagione: Il dietrofront di Netflix dopo l'addio del creatore Kenya Barris

Brutte notizie per gli spettatori che si erano affezionati a #blackAF, la comedy semiautobiografica creata (e interpretata) per Netflix dall'ideatore di Black-ish Kenya Barris. Diversamente da quanto annunciato esattamente un anno fa, quando aveva ricevuto l'ordine ufficiale di una seconda stagione, la serie non tornerà con nuovi episodi sul servizio di video in streaming. Il motivo è proprio il creatore che ha deciso di scindere prima della scadenza naturale il suo contratto milionario con Netflix, siglato nel 2018. Lo ha svelato lo stesso Barris che, intervistato da The Hollywood Reporter, ha spiegato le sue motivazioni e ha detto, tuttavia, di avere intenzione di portare avanti la serie tv trasformandola in un franchise cinematografico.

La trama di #blackAF che potrebbe proseguire con un film

#blackAF, che ha debuttato su Netflix lo scorso anno con una prima stagione di otto episodi, seguiva lo stesso Kenya Barris nei panni romanzati di se stesso e Rashida Jones (Parks and Recreation) in quelli di sua moglie Joya. Irriverente e provocatoria, la serie è stata capace di esplorare senza filtri il mondo caotico, sfrontato e spesso esilarante di una famiglia nera di “nuovi ricchi”. Il resto del cast comprendeva Genneya Walton (Extant), Iman Benson (Suits), Scarlet Spencer (Bright), Justin Claiborne (Reverie), Ravi Cabot-Conyers (The Resident) e Richard Gardenhire Jr nei panni dei figli della coppia.

Ecco perché Kenya Barris ha rotto i ponti con Netflix

Kenya Barris ha parlato senza mezzi termini dei motivi che lo hanno spinto a rompere il suo accordo da 100 milioni di dollari con Netflix. In poche parole, secondo lo sceneggiatore, "Netflix è diventata CBS". Secondo il produttore di Black-ish e Grown-ish - che già precedentemente aveva lasciato ABC Studios per firmare con il gigante dello streaming - Netflix non avrebbe apprezzato la sua voce "spigolosa". "Semplicemente non so se la mia voce è la voce di Netflix. Le cose che voglio fare sono un po' più spigolose, un po' più intellettuali, un po' più inebrianti, e penso che Netflix voglia una via di mezzo", ha spiegato Barris. L'autore, comunque, ha ammesso di essere stato trattato molto bene dal servizio che non ha mai messo bocca sui contenuti che voleva creare (oltre a #blackAF, ha dato vita allo spettacolo comico di sketch sperimentale Astronomy Club). "Ted Sarandos [chief content officer di Netflix ndr.] mi ha salvato con un'offerta più che generosa, e mi ha lasciato recitare, e io non sono un attore, in una serie che non era nelle loro corde. E hanno pagato un sacco di soldi per quella serie, mi hanno dato degli uffici bellissimi e non hanno mai bussato alla mia porta chiedendomi cosa stessi facendo. Non si può dire che io sia stato ingrato". A quanto pare però la libertà creativa concessa da Netflix non è sembrata abbastanza per lo sceneggiatore che è comunque già immerso in altri progetti collaborando con ViacomCBS e BET per fondare uno studio e firmando un contratto cinematografico con Paramount Studios.

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