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1994, la trilogia si conclude con la restaurazione: Stefano Accorsi e Miriam Leone sulla serie Sky

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Si conclude la trilogia che ci ha raccontato da mani pulite all'inizio della Seconda repubblica.

1994, la trilogia si conclude con la restaurazione: Stefano Accorsi e Miriam Leone sulla serie Sky

Sono ormai passati otto anni, da quando è venuta l’idea a Stefano Accorsi, per citare una formula ormai diventata gergale, di raccontare anni cruciali del nostro paese, da mani pulite alla nascita della Seconda repubblica. Dopo 1992 e 1993, arriva ora il turno di 1994, con gli stessi personaggi, alcuni di finzione altri provenienti dalla realtà politica e sociale di quel periodo, su tutti Berlusconi e Di Pietro. Un lavoro di ricerca enorme, che ha portato negli anni gli sceneggiatori Ludovica Rampoldi, Stefano Sardo e Alessandro Fabbri a incontrare i protagonisti della vita pubblica, da Berlusconi a Occhetto, passando per giornalisti e magistrati.

Una storia pensata presto come possibile trilogia, con titoli di lavorazione molto storici: rivoluzione, terrore e restaurazione per questo terzo capitolo, in onda dal 4 ottobre ogni venerdì alle 21.15 su Sky Atlantic e Sky Cinema Uno. “Si arriva fino in fondo ai personaggi”; come ha detto incontrando la stampa il produttore Lorenzo Mieli, per Wildside. “Il racconto di come la rivoluzione fallisce, sia Di Pietro che Berlusconi vengono traditi e sono vittima di ribaltoni. Insomma, la storia poi riaccade, come vediamo recentemente”.

Un ultimo capitolo che alza rischi a ambizioni, lasciando la narrazione corale, in cui si intrecciavano le vicende dei vari personaggi in ogni episodio, per sparigliare, focalizzando ogni episodio su un singolo personaggio o su avvenimenti storici in cui, zoomando, si incrociano i vari personaggi. Un esempio? Il Summit del G7 a Napoli in cui Berlusconi ricevette un avviso di garanzia da presidente del consiglio in carica (episodio 6) e l’incontro fra Bossi e Berlusconi in Sardegna, nella celebre residenza di Villa Certosa (epsiodio 5).

Dopo aver portato avanti lo stile visivo e formale della serie nelle prime due stagioni, Giuseppe Gagliardi si alterna in 1994 con Claudio Noce alla regia, portando un suo specifico punto di vista.

“Abbiamo lasciato il mio personaggio, Leonardo Notte, ferito malamente alla fine della stagione precedente”, ha detto Stefano Accorsi. “Ce la fa e resuscita letteralmente dopo essere morto, vince le elezioni, esaudisce il suo sogno che covava da due anni, finendo in un ufficio accanto a quello di Berlusconi, da consigliere ombra. Arrivando al potere non cambia la natura dei personaggi, anzi, si amplifica senza problema morale. La gestione morale prosegue all’insegna del ‘tutto è lecito’. Un cinismo che ha reso ancora più interessante per me interpretare questo personaggio. Gli eventi degli ultimi anni sono l’evoluzione antropologica del mondo raccontato nella trilogia. Furono gli anni in cui i media entrarono in maniera sempre più decisiva e spregiudicata nella vita politica, come sta avvenendo oggi con i social network, all’insegna dell’assenza di ogni filtro comunicativo fra leader e popolo, con esperti di social slegati dall’organizzazione partitica. Un uomo nuovo, dal Grande fratello alla Lega, che arriva a occuparsi di politica”. 

Veronica Castello passa da soubrette all’elezione in parlamento, come dice l’attrice che la interpreta, Miriam Leone. “Dai lustrini al seggio”, aggiunge con il suo nuovo look biondo da Eva Kant, “cambia fin dall’abito, per mostrare credibilità si veste con giacche che sembrano armature, con spalle da uomo, che però nascondono gonne sinuose da sfoggiare come una sirena. La sua sfida è sempre quella di affermarsi in un mondo maschile, che l’ha mortificata e la porta alla solidarietà con un gruppo di donne alla Camera, con cui cerca di lavorare per delle leggi che favoriscano le donne. Ha il cuore romantico e una purezza da maledetta che le fanno fare tanti passi avanti, ma sempre nel dubbio e piena di conflitti, anche sentimentali”.

Conflitti che la portano a dividere il suo cuore fra Notte e l’aggressivo sottosegretario all’interno, l’ex rugbista Pietro Bosco (Guido Caprino). Uno dei tanti conflitti della restaurazione di un mondo in movimento, quello di 1994.

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