TITAN A.E.

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TITAN A.E. è un film di genere animazione del 2000, diretto da Don Bluth. Durata 94 minuti. Distribuito da 20th CENTURY FOX ITALIA (2000).

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4.8 di 5 su 4 voti

  • GENERE: Animazione
  • ANNO: 2000
  • REGIA:
  • PAESE: USA
  • DURATA: 94 Min
  • DISTRIBUZIONE: 20th CENTURY FOX ITALIA (2000)

TRAMA TITAN A.E.:

Nel 3028 il genere umano ha conquistato lo spazio ed anche se è diventata prassi viaggiare nelle galassie più remote, gli umani continuano a ritenere la Terra la loro casa. Per il genere umano la nuova libertà significa nuovi nemici ed il pianeta Terra si prepara a fronteggiare l'attacco da parte dei Drej, una razza aliena malvagia. Prima che la terra scompaia per sempre la razza umana fa in tempo a mettersi in salvo ed a fuggire su una splendida astronave, 'Titan'. E' il primo film di fantascienza in animazione.TRAMA LUNGANel 3028, mentre nel Colorado è in corso il Progetto Titan, una razza di alieni chiamata Drej riesce ad attaccare e a distruggere la Terra. Quindici anni dopo, il giovane Cale, il cui padre era scomparso durante il vecchio progetto, riesce a convincere un piccolo gruppo di sopravvissuti che é il momento di passare all'azione per cercare di salvare la razza umana. L'unica via d'uscita si trova su Titan, l'astronave scomparsa appunto nel 3028, e nel codice genetico nascosto in un anello. Cale guida l'impresa, alla quale si associano anche Korso, che aveva lavorato con il padre, e Akima, una ragazza. Muovendosi tra astronavi mercantili e colonie alla deriva, gli ostacoli da superare sono tantissimi: il più imprevedibile è rappresentato da Korso, che al momento decisivo scopre il suo doppio gioco, egli è in realtà al servizio degli alieni. Cale e Akima, scampati agli agguati, partono su una vecchia astronave verso gli anelli di ghiaccio di Tirim. Infine arrivano sulla stazione dove c'è il codice genetico che ricrea una nuova vita. Korso esplode nello spazio. Il Titan é libero. Siamo nel 3044. Cale e Akima sono sul Pianeta Nuovo, e decidono di chiamarlo Terra.

CRITICA DI TITAN A.E.:

George Lucas, a proposito dell'evoluzione della tecnica cinematografica utilizzata nel suo Episode I: The Phantom Menace, aveva dichiarato: "Prima scattavi una foto ed eri legato a quell'immagine: oggi se vuoi puoi fare l'artista, non hai una fotografia tra le mani ma un dipinto, che puoi manipolare e ritoccare come vuoi". Adesso anche il cinema d'animazione ha partorito il suo Guerre Stellari: si tratta del nuovo film di Don Bluth e Gary Goldman. Un cartoon (ma sarà ancora corretta questa definizione?) intitolato Titan A.E. che, dopo l'anteprima mondiale allo scorso Festival di Annecy (5-11 giugno), arriva sui nostri schermi. Quando, lo scorso anno, uscì Episode I: The Phantom Menace, si ebbe la sensazione che, aldilà di meriti e limiti della pellicola girata da Lucas, quel film segnasse un punto nodale nella storia del cinema cosiddetto "dal vero": con i suoi 2.200 effetti visivi digitali e il 95% di quello che si vedeva sullo schermo nato in post-produzione elettronica, infatti, avevamo assistito alla nascita della cosa più simile a un cartoon interpretato da attori umani (e non solo umani, vista la presenza di Jar Jar Binks, creatura integralmente digitale coprotagonista del film a fianco di Liam Neeson ed Ewan McGregor). Oggi Titan A.E. è il perfetto compendio di quella stessa logica produttiva: nel 3028 la Terra è annientata dai Drej, creature più che malvagie che, nei primi quattro minuti del film vaporizzano il nostro caro vecchio pianeta, da cui riescono a fuggire solo pochi e sparuti gruppi di umani, destinati a disperdersi nella galassia e a diventare i paria delle più diverse specie senzienti. Non racconteremo altro della trama, vi basti sapere che c'è un eroe, il giovane Cale (la voce originale è quella di Matt Damon) figlio di uno scienziato che ha messo a punto il misterioso progetto "Titan", l'ultima speranza dei terrestri, un'idea rivoluzionaria di cui lo spettatore non deve sapere nulla di concreto fino alla catarsi dello scontro finale. Con un'eroina bella e avventurosa come Akima (voce Drew Barrymore), il comandante Korso (voce di Bill Pullman) che, a bordo della sua astronave "Valkyrie", dimostra un carattere decisamente complesso e un cast di comprimari di lusso, doppiati da attori come John Leguizamo, Nathan Lane e Janeane Garofalo, il film martella lo spettatore con una colonna sonora firmata da Graeme Revell, esperto nel sonorizzare film d'azione (Hard Target, Tank Girl, Il Negoziatore), cui si aggiungono brani di gruppi rock, che ci portano nel clima sonoro proprio di film come Armageddon e Independence Day e impediscono definitivamente ai protagonisti di mettersi a cantare, una "novità" finora provata poche volte nei cartoons (l'ultimo tentativo di affrancarsi dal musical era stato quello del Gigante di Ferro). Bluth e Goldman inanellano citazioni e omaggi a Tron, Star Wars, Star Trek, Alien (solo per ricordare le più evidenti) in un film il cui 80% è frutto di creazioni computerizzate in 2D e 3D e gli "effetti speciali" (che nell'animazione sono utilizzati per creare quei fenomeni naturali come vento, fiamme, pioggia, fumo, di difficile resa grafica) servono qui per arricchire immagini di pianeti che esplodono, di astronavi che superano la velocità della luce, o i riflessi planetari su asteroidi di ghiaccio. E' ancora un cartoon Titan A.E.? Sì, e si considera un film "dal vero" Episode I, no secondo i canoni classici del genere: il realismo degli ambienti, infatti, permetterebbe benissimo di inserire protagonisti umani sui fondali creati dallo staff di Bluth, i ritmi serrati sono quelli dei film d'azione e i personaggi ne hanno la stessa carenza d'introspezione, schiacciata dalle esigenze di districarsi tra esplosioni, inseguimenti transtellari e dall'incubo della definitiva fine di ogni speranza residua per il genere umano. Una sorpresa, insomma, tanto più inaspettata dopo l'opera precedente di Bluth, la fiaba neodisneyana Anastasia, il cui unico punto in comune con questo film è l'uso del cinema-s



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