Promised Land

Titolo originale: Promised Land

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Steve Butler è un abile ed amabile venditore di una grande corporation che, con la collega Sue Thomason, viene inviato in una piccola cittadina rurale del cui territorio deve acquisire i diritti di trivellazione. Inizialmente la comunità, colpita duramente dalla crisi economica, appare più che bendisposta a concludere l’affare: ma l’opposizione di un rispettato insegnante e di un leader di un movimento popolare complica non di poco i piani di Steve.



CRITICA DI PROMISED LAND:

Nel raccontare lo scontro tra due posizioni avverse relative al fracking, Gus Van Sant evita le posizioni più intransigenti e barricadere, scegliendo un approccio moderato e quasi laico che mira a coinvolgere direttamente le scelte e le coscienze di chi guarda, chiamato ad immedesimarsi con coloro che devono prendere una decisione difficile. La grande abilità del regista di ritrarre mondi, ambienti e volti, trova nelle carrelate quintessenziali dell’America rurale il senso di un ritratto evocativo che è un’esortazione ad abbandonare l’autoimposta marginalità, che invita a rifiutare le verità preconfezionate (di un segno e di un altro) e a tornare a ripartire dalle fondamenta, dalle radici. A resettare, nel nome di una purezza che non è solo quella dell’ambiente ma del pensiero, dell’etica, dell’idea stessa di una Nazione che Terra Promessa lo era, non lo è più, ma che può tornare ad esserlo. (federico gironi)

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Il trailer italiano del film di Gus Van Sant
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