Oltre il giardino

Oltre il giardino

( Being There )
Voto del pubblico
Valutazione
4.3 di 5 su 19 voti
Regista: Hal Ashby
Anno: 1979
Paese: Germania, Giappone, Gran Bretagna, USA
Durata: 130 min
Distribuzione: Gold Pec (1980)
Oltre il giardino è un film di genere commedia, drammatico del 1979, diretto da Hal Ashby, con Peter Sellers e Shirley MacLaine. Durata 130 minuti. Distribuito da Gold Pec (1980).
Genere: Commedia, Drammatico
Anno: 1979
Regia: Hal Ashby
Paese: Germania, Giappone, Gran Bretagna, USA
Durata: 130 min
Distribuzione: Gold Pec (1980)
Fotografia: Caleb Deschanel
Montaggio: Don Zimmerman
Musiche: Johnny Mandel
Produzione: Andrew Braunsberg per Bsb, Cip, Enigma, Fujisankei, Lorimar Film Entertainment, Natwest Ventures, Northstar

TRAMA OLTRE IL GIARDINO

Oltre il giardino è un film del 1979 diretto da Hal Ashby, tratto dal romanzo Presenze di Jerzy Kosinski, che ha anche scritto la sceneggiatura.
Chance (Peter Sellers) è un attempato giardiniere analfabeta che ha vissuto tutta la vita curando il giardino di una bella villa di Washington, alle dipendenze di un vecchio e ricco signore.
Chance ha un'anima pura e ingenua. Come un bambino vive di poco, prendendosi cura di ogni angolo della tenuta. L’unico collegamento con il mondo esterno è la televisione, che guarda nei suoi momenti liberi. Non è mai uscito dai confini della villa e quando il padrone muore si ritrova in mezzo alla strada, con una valigia piena di bei vestiti e nient'altro.
L’uomo vaga disorientato senza meta, fino a quando s’imbatte in Eve (Shirley MacLaine), la moglie di Benjamin Rand (Melvyn Douglas), uomo influente e amico del presidente degli USA.
Chance Giardiniere - così si presenta - fa colpo su Eve, che lo porta a casa sua per curarlo. Il marito, morente, lo crede una grande mente politica, con le sue metafore proprie di una persona dalla grande saggezza e pensa di portarlo alla presidenza. Di equivoco in equivoco, Chance diventa una celebrità nazionale, nonostante la sua completa ingenuità.

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CRITICA DI OLTRE IL GIARDINO

"Decisiva la forza del romanzo di Jerzy Kosinski ("Presenze", tra poco tradotto per il mercato italiano. Lo scrittore d'origine polacca deve la sua popolarità a numerosi premi letterari - tra cui il National Boock Award - ma soprattutto ad una vita privata assai tormentosa. Fuggito dalla patria nel 1957 (non prima di essere rimasto muto dai nove ai quattordici anni e di aver ritrovato la parola grazie allo shoch di un incidente di sci), avventurosamente si è fatto strada in America ("L'uccello dipinto" è per molti americanisti uno del più bei romanzi del dopoguerra). Amico intimo di Polanski era atteso nella villa di Beverly Hijls la notte in cui massacrarono Sharon Tate: si salva per aver perso una coincidenza aerea. Sarà per questo che i critici americani amano definirlo "Crudele, ironico, palpitante, stranamente perverso ma estremamente morale." AI penultimo titolo (segue soltanto un "Dottor Fu-Manchu", inedito), Peter Sellers consegnò il sigillo più adamantino della sua bravura. II mediocre regista Ashby (che è soprattutto un buon montatore) tocca lo stato di grazia proprio per la sua indimenticabile "performance". Sellers è uno Chance folgorante mattatore di espressioni e di movimenti di mimiche facciali (rarefatte in sorrisi enigmatici) e di camminate tranquille e solenni. Ogni sequenza gode di un retrogusto, struggente, perché l'attore inserisce nell'ebetudine del giardiniere un "quid" inesprimibile di profondità parla come un saggio zen, mentre il volto gli si illumina a furia di lavoratissime "inespressività" degne di Keaton. L'acme di questa prestazione sublime è nel finale: il magnate è morto; l'Ufficialità decreta gli onori funebri, i politici pensano a Chance come possibile successore. Ma a lui basta sapere che non lo cacceranno, che potrà restarsene radicato negli stessi luoghi come una pianta: che camminerà sull'acqua da profeta disarmato come sta già provando a fare. (Valerio Caprara "Il Mattino")"Tutto amabilissimo. E in molti casi francamente spassoso. La sceneggiatura, dello stesso Kosinski, perde un po' per strada, subito dopo l'avvio, la beffa ai danni della televisione, ma il film, procedendo, non tarda a dare spazio alla beffa politica con un gusto colorito ed astuto, giocando su una ridda di contrattempi e di equivoci che anche se, come meccanismi e strutture sono quelle delle vecchie commedie, sono rispolverati ad ogni passo da un brio, da una freschezza di trovate, e soprattutto, da una malizia di dialoghi, sempre godibili e ghiotti, con accenti a volte così stralunati e sospesi da sfiorare per un verso il surreale e da ricordare, per un altro verso, le analoghe atmosfere in equilibrio tra la favola e l'apologo dei film "politici" di Frank Capra. Certo, qua e là nel racconto ci sono dei momenti un po' stanchi che rasentano specie all'inizio, i tempi morti, ma la regia di Hal Ashby riesce spesso a superarli oltre che con una innegabile disinvoltura narrativa, con delle cure molto attente nei confronti della recitazione, portata in tutti gli interpreti a livelli così esemplari che il vecchio Melvyn Douglas, per la sua caratterizzazione del magnate moribondo, si è visto addirittura attribuire ad aprile l'Oscar per il miglior attore non protagonista. Quello per il protagonista, pur meritandolo, non lo ha avuto il compianto Peter Sellers, nei panni del giardiniere così come, pur meritandola non ha avuto la Palma a Cannes. La sua interpretazione, invece, penultima della sua carriera, era un prodigio di sottigliezza e, contemporaneamente, di distacco, soprattutto nella versione originale in cui si faceva sorreggere, con finissima furbizia, da una voce quasi senza toni, omofona, priva di echi, che gli consentiva di ricamare le battute senza mai accentuarle, collegandole ad una gestualità contenuta, misurata, ai limiti dell'astratto.

CURIOSITÀ SU OLTRE IL GIARDINO

Peter Sellers ha modellato la voce del suo personaggio ispirandosi a quella del suo idolo Stan Laurel.

Il film è incluso nell'elenco dei "Grandi film" di Roger Erbert e nei "1001 film da vedere prima di morire di morire" di Steven Schneider.

La pellicola ottenne molti riconoscimenti, tra cui un Oscar per il miglior attore non protagonista a Melvyn Douglas, un Golden Globe per il miglior attore a Peter Sellers e un BAFTA per la miglior sceneggiatura a Jerzy Kosinski.

INTERPRETI E PERSONAGGI DI OLTRE IL GIARDINO

Attore Ruolo
Peter Sellers
Chance - Chauncey Gardiner
Shirley MacLaine
Eve Rand
Melvyn Douglas
Benjamin Turnbull Rand
Jack Warden
Presidente Bobby
Richard Dysart
Dr. Robert Allenby
Richard Basehart
Vladimir Skrapinov
Ruth Attaway
Louise
David Clennon
Thomas Franklin
Fran Brill
Sally Hayes
Oteil Burbridge
Lolo
Ravenell Keller III
Abraz
Donald Jacob
David
Ernest M. McClure
Jeffrey
Kenneth Patterson
Perkins
Richard Venture
Wilson
Arthur Grundy
Arthur
Georgine Hall
Signora Aubrey
Nell P. Leaman
Constance
Villa Mae P. Barkley
Teresa
Alice Hirson
First Lady
James Noble
Kaufman
Jerome Hellman
Gary Burns
Denise Dubarry
Johanna
Brian Corrigan
Poliziotto Fuori Dalla Casa Bianca
Alfredine Brown
Donna Anziana

PREMI E RICONOSCIMENTI PER OLTRE IL GIARDINO

Oscar - 1980

Ecco tutti i premi e nomination Oscar 1980

  • Premio migliore attore non protagonista a Melvyn Douglas
  • Candidatura migliore attore protagonista a Peter Sellers

Golden Globe - 1980

Ecco tutti i premi e nomination Golden Globe 1980

  • Premio migliore attore in un film musicale o commedia a Peter Sellers
  • Premio migliore attore non protagonista in un film a Melvyn Douglas
  • Candidatura miglior film musicale o commedia
  • Candidatura miglior regista a Hal Ashby
  • Candidatura migliore attrice in un film musicale o commedia a Shirley MacLaine
  • Candidatura migliore sceneggiatura a Jerzy Kosinski

BAFTA - 1981

Ecco tutti i premi e nomination BAFTA 1981

  • Premio migliore sceneggiatura a Jerzy Kosinski
  • Candidatura miglior film
  • Candidatura migliore attore protagonista a Peter Sellers
  • Candidatura migliore attrice protagonista a Shirley MacLaine
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