Le mani sulla città

Titolo originale: Le mani sulla città

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Le mani sulla città è un film di genere drammatico del 1963, diretto da Francesco Rosi, con Rod Steiger e Salvo Randone. Durata 105 minuti. Distribuito da WARNER BROS - GENERAL VIDEO, FONIT CETRA VIDEO, L'UNITA' VIDEO.

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TRAMA LE MANI SULLA CITTÀ:

Il crollo, con morti e feriti, di un palazzo in un vicolo di Napoli, provoca la denuncia del costruttore Eduardo Nottola, consigliere comunale di un partito di destra. Nei suoi confronti viene svolta un'inchiesta, ma non approda a nulla, anche se il costruttore ne esce irrimediabilmente compromesso agli occhi dell'opinione pubblica, fino al punto che i compagni del suo stesso partito lo pregano di ritirare la candidatura alle imminenti elezioni comunali. Ma Nottola è un uomo che conosce l'ambiente in cui si muove e sa bene che, perso il potere, un uomo come lui non conta più nulla e sarà sempre alla mercé di quelli che comanderanno. Perciò, proprio sotto le elezioni, passa, con quattro consiglieri suoi amici, nelle file del partito di centro. Provoca con questo suo atto il rovesciamento della maggioranza in consiglio comunale e la sconfitta del suo partito d'origine. Ma l'odio dei suoi compagni cederà di fronte al pericolo di compromettere la realizzazione di un grandioso progetto edilizio in cui tutti hanno più o meno confessabili interessi. E perciò Nottola, aiutato dai suoi amici e da quelli stessi che ha tradito, sarà nominato assessore all'edilizia e continuerà a costruire con i soliti sistemi; mentre soltanto le sinistre, cui aderisce un unico consigliere del centro, continueranno a battersi per l'onesta gestione della cosa pubblica.

CRITICA DI LE MANI SULLA CITTÀ:

"Un film che (...) pone Rosi fra i maggiori talenti (...) della nostra generazione di mezzo. (...) L'opera è riuscita perché, in un argomento che ottiene quotidiane conferme, le due spinte che muovono Rosi hanno coinciso: la descrizione di quei soprusi ci interessa (...) perché vi si specchia una gran macchia della vita pubblica contemporanea. (...) Si è detto che (...) le corde di Rosi suonano all'unisono, tese parallelamente a mettere alla gogna politicanti e approfittatori e a seguire e inchiodare un processo mentale reso drammatico dal conflitto tra due idee-guida della storia: la chiarezza dell'onestà e le ombre del 'particolare'." (Giovanni Grazzini, 'Corriere della Sera', 6 settembre 1963)

CURIOSITÀ SU LE MANI SULLA CITTÀ:

- Architetto: Massimo Rosi. - Leone d'oro alla XXIV Mostra di Venezia (1963).

IL CAST DI LE MANI SULLA CITTÀ:



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