L'uomo delle stelle

L'uomo delle stelle

Voto del pubblico
Valutazione
4.1 di 5 su 28 voti
Genere: Drammatico
Anno: 1995
Paese: Italia
Durata: 110 min
Distribuzione: CECCHI GORI GROUP - CECCHI GORI HOME VIDEO
L'uomo delle stelle è un film di genere drammatico del 1995, diretto da Giuseppe Tornatore, con Sergio Castellitto e Tiziana Lodato. Durata 110 minuti. Distribuito da CECCHI GORI GROUP - CECCHI GORI HOME VIDEO.

TRAMA L'UOMO DELLE STELLE:

In Sicilia nel 1953, Joe Morelli, un modesto truffatore, gira col suo furgone e la sua cinepresa a nome della Universalia Cinematografica a far provini alla gente dei pittoreschi borghi che inganna con la speranza di un futuro di gloria e ricchezza. Tutti sono contagiati e il più disparato campionario di umanità si presenta al "talent scout": una madre gli offre i suoi intimi servigi per sponsorizzare la figlia diciottenne; un omosessuale, Vito, si confida sul suo dramma; un brigadiere dei carabinieri, Mastropaolo, lo ferma di nascosto per recitare la Divina Commedia tradotta da lui in siciliano; un reduce della guerra di Spagna, che non parla da anni, accetta di recitare; un mafioso, Primo Badalamenti, si confessa davanti alla cinepresa. Tutto si complica quando una trovatella, Beata, desiderosa di fare cinema e diventare la donna di Joe, si introduce nel furgone. Truffato da due sedicenti nobili, Morelli ritrova il furgone grazie a Beata, che si finge sua fidanzata. Poi Joe seduce la giovane e la porta con sé, ma il brigadiere, ora maresciallo, lo arresta per truffa: non solo non ha nulla a che fare con la Universalia, ma usa persino pellicola scaduta per le riprese. La camionetta che lo scorta in galera fa una sosta, e i carabinieri lo lasciano temporaneamente nelle mani di alcuni mafiosi ad un funerale, che lo pestano a sangue, prima che vada in prigione. Uscito dopo due anni ritrova il suo furgone e cerca Beata: dopo affannose ricerche, finalmente la ritrova, folle, in un manicomio. Nel viaggio di ritorno a Roma Joe è assillato dal ricordo delle gente comune che ha affidato a lui i suoi sogni e che lui ha ingannato.

CRITICA DI L'UOMO DELLE STELLE:

"(...) E' l'opera nel suo insieme, orchestrata da una magistrale regia, a suscitare dentro lo spettatore quell'emozione vera, profonda, che tanto spesso invano si chiede al cinema. Per un'ora ne siamo stati rapiti e poco importa se volgendo alla fine, quando il protagonista finisce a sua volta turlupinato, l'impianto perde un po' di compattezza e di tensione (...)". (Paolo Scandaletti, da: 'Rivista del Cinematografo')"Anche quest'ultimo Tornatore é controverso, discutibile. Lo é verso la conclusione e non si parla soltanto del didattico e riassuntivo finale che può sembrare un "trailer" di coda, ma anche di quell'approdo alla follia di Beata, piuttosto artificioso perché non giustificato dai connotati del personaggio. Lo è negli sviluppi dell'ingegnosa idea di partenza, quella dei siciliani che si confessano e si rivelano davanti alla cinepresa: l'incongruenza realistica dell'invenzione (negli anni '50!) non è abbastanza riscattata e risolta a livello metaforico. Ma sulla colonna dell'attivo i meriti non sono pochi: direzione degli attori, disegno dei personaggi di contorno (quelli di Trieste, Gullotta, Sperandeo, per esempio), sapienza concisa del narrare e del togliere, ricchezza di invenzioni tra cui, memorabile, la sequenza dell'occupazione delle terre". (Morando Morandini, 'Il Giorno', 26 settembre 1995)"Incoronato a Venezia col Gran Premio della Giuria, "L'uomo delle stelle" è un film sulle miserie della realtà e sul narcisismo che può lenirle. E' un film sulla potenza terapeutica della fantasia che, unica, giunge in soccorso dei più deboli. E' un film sulla geografia sentimentale di un popolo, i Siciliani, dimenticato o mortificato dalla Storia. Cosicché vagheggiare Hollywood o Cinecittà può riscattare dal vivere a Bagheria, o magari a Matera, dove è stata girata gran parte delle riprese". (Oscar Iarussi, 'Gazzetta del Mezzogiorno', 23 settembre 1995)"Giuseppe Tornatore ha il dono della metafora. Nessuno come lui sa prendere un personaggio, una situazione, un conflitto, per farne un concentrato di sensi virtuali, l'emblema di qualcosa che pulsa oltre e attraverso le immagini. Da Pirandello in già, è un dono squisitamente siciliano, ma come tutti i doni ha il suo bravo rovescio. Trascinato dai risvolti metaforici, Tornatore rischia infatti di smarrire i suoi personaggi per via. Succedeva in "Nuovo cinema Paradiso". Accade ne "L'uomo delle stelle", che come quello soffre lo squilibrio fra una partenza travolgente, brulicante di invenzioni, e un epilogo brusco, dimostrativo, col fiato corto. (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 11 ottobre 1995)

CURIOSITÀ SU L'UOMO DELLE STELLE:

- CANDIDATO ALL'OSCAR PER IL MIGLIOR FILM STRANIERO (1995).- REVISIONE MINISTERO OTTOBRE 1995.- PRESENTATO ALLA 52MA MOSTRA INTERNAZIONALE D'ARTE CINEMATOGRAFICA DI VENEZIA (1995) DOVE HA VINTO: IL GRAN PREMIO SPECIALE DELLA GIURIA, IL PREMIO CINEMAVVENIRE-AIRONE CINEMA E IL LEONCINO D'ORO DELL'AGISCUOLA.- PREMIO PASINETTI A SERGIO CASTELLITTO COME MIGLIOR INTERPRETE MASCHILE.- DAVID DI DONATELLO 1996 PER MIGLIOR REGIA, MIGLIORE ATTORE NON PROTAGONISTA (LEOPOLDO TRIESTE) E MIGLIORE SCENOGRAFIA.- NASTRO D'ARGENTO 1996 PER MIGLIOR REGIA, MIGLIOR ATTORE PROTAGONISTA, MIGLIORE ATTORE NON PROTAGONISTA (LEOPOLDO TRIESTE), MIGLIOR FOTOGRAFIA, MIGLIOR SCENOGRAFIA (EX-AEQUO CON GIANTITO BURCHIELLARO PER "SOSTIENE PEREIRA").

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