Il comune senso del pudore

Titolo originale: Il comune senso del pudore

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1° EPISODIO - L'operaio Giacinto Colonna festeggia le sue nozze d'argento con Erminia portando la moglie al cinema, per la prima volta dopo anni. Non vi trova, per quanto vaghi da una sala all'altra, che spettacoli inverecondi. Erminia ne è scandalizzata, ma ne subisce in qualche modo il contagio. 2° EPISODIO - Assunto come nuovo direttore di una rivista pornografica, Ottavio Caramessa intellettuale di provincia, balza improvvisamente dalla miseria al benessere. Ai suoi polsi, però, scattano ben presto le manette. Non se ne duole, tuttavia, convinto com'è di combattere una nobile battaglia contro l'oscurantismo.3° EPISODIO - Armida, moglie di un giovane pretore acerrimo nemico della stampa oscena, è attratta, come gli ipocriti sostenitori della campagna moralizzatrice del marito, proprio dai giornali porno. Dalla loro lettura uscirà trasformata, e in modo non sgradito al consorte.4° EPISODIO - Un'attrice tedesca, più volte premio Oscar, si rifiuta di interpretare la sequenza più scabrosa di un film su "Lady Chatterley", nel quale un produttore napoletano ha investito molti soldi non suoi. La convincerà, finalmente un gruppo di esperti - un sacerdote "progressista", uno psicologo, un giornalista e altri - così il colossale affare potrà andare in porto.



CRITICA DI IL COMUNE SENSO DEL PUDORE:

"Sordi regista ci invita a ridere del sesso. O almeno, ci strizza l'occhio in un'operazione che vorrebbe essere sdrammatizzante ma senza polemica, e spruzzata, semmai di sorniona saggezza. Attraverso quattro episodi Sordi rileva che il problema del sesso è, sì, ingigantito ad arte da quanti vi scorgono l'occasione per specularvi sopra(..) ma, allo stesso tempo, offre il destro per smontare antiche, inutili e ipocrote remore all'interno della coppia." (P. Pruzzo, "Rivista del Cinematografo, 7, 1976)

CURIOSITÀ SU IL COMUNE SENSO DEL PUDORE:

- LA REVISIONE MINISTERIALE DEL 2/10/2003 HA TOLTO IL DIVIETO DI VISIONE A 14 ANNI.- ESTERNI GIRATI A ROMA, MILANO, E BASSANO DEL GRAPPA.


fonte "RdC - Cinematografo.it"
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