Dolce è la vita

Titolo originale: Life Is Sweet

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Nei sobborghi di Londra vive una piccola famiglia, composta da Andy, che è cuoco in un grande ristorante, da Wendy, che lavora part-time in un negozio di abbigliamento per bambini, e la domenica mattina dà lezioni di ballo, e dalle due figlie gemelle ventenni, Natalie e Nicola, diversissime fra loro. Natalie, che è rilassata e attiva, fa l'idraulico e si prepara ad un viaggio in America, mentre Nicola, che non lavora e porta gli occhiali, è anoressica, confusa, aggressiva e affamata di sesso. Wendy incita sempre il marito a farle qualche riparazione in casa; lui dice di si, ma poi trova una scusa per rimandare. E un giorno si lascia convincere dall'amico Patsy a comperare da lui un camion-bar in pessime condizioni, col quale sogna di iniziare un'attività in proprio. Nonostante le preoccupazioni che le danno Nicola e questo investimento sbagliato del marito, Wendy non perde il suo buon umore e il suo coraggio. Nicola, di notte nella propria stanza si abboffa di dolciumi, che conserva nascosti, e poi li rivomita subito, perchè teme d'ingrassare. Quando al mattino resta sola in casa, riceve di nascosto un ragazzo, dal quale vuole solo giochi erotici perversi, mentre lui desidererebbe conversare con lei in modo intelligente, e magari arrivare ad un vero amore: così il legame fra loro finisce. Quando un eccentrico amico di famiglia, Aubrey (un altro cuoco) apre un suo ristorante di tipo francese, e, al momento dell'inaugurazione, resta senza cameriera, Wendy accetta di aiutarlo. Ma la sera dell'apertura il ristorante resta vuoto, Aubrey si ubriaca per la delusione, e tenta dei goffi approcci con Wendy, che subito se ne va (decisa a non tornare), lasciandolo solo con la sguattera Paula. Poi Andy in un incidente sul lavoro si rompe una gamba, ma viene premurosamente assistito dalla moglie, aiutata da Natalie. Adesso Wendy decide che è ora per tutti di cambiare sistema; perciò ha un colloquio con Nicola, alla quale teneramente racconta che da piccola è stata per morire, e ha dovuto restare a lungo in ospedale: poi la spinge a coccolare il padre infortunato, affermando che la famiglia le vuole molto bene. Anche Natalie parla poi con Nicola con affettuosa comprensione, assicurandole di non aver detto niente ai genitori di quel suo abboffarsi e vomitare di notte, e commenta infine che tutti fanno qualcosa di schifoso: lei, per esempio, deve mettere le mani nei cessi degli altri, e qualche topo può staccargliene una. Ora le due sorelle appaiono più unite, e Nicola più serena.

  • SCENEGGIATURA: Mike Leigh
  • FOTOGRAFIA: Dick Pope
  • MONTAGGIO: Jon Gregory
  • MUSICHE: Rachel Portman
  • PRODUZIONE: SIMON CHANNING - WILLIMS
  • DISTRIBUZIONE: COLUMBIA TRI STAR FILMS ITALIA (1992) - COLUMBIA TRI STAR HOME VIDEO.
  • PAESE: Gran Bretagna
  • DURATA: 95 Min
  • FORMATO: PANORAMICA A COLORI


CRITICA DI DOLCE È LA VITA:

Questo film di Mike Leigh è una critica graffiante della società inglese, e presenta una storia realistica, che oscilla fra la commedia e il dramma, descrivendo la vita spesso amara di una modesta famiglia, che è sorretta dall'amore e dalla comprensione fra i genitori, e soprattutto dal carattere forte e coraggioso della madre, Wendy. Il problema del nucleo familiare è Nicola, la gemella anoressica, che si comporta sempre in modo aggressivo, crede di disprezzare gli uomini, che considera tutti stupratori, e, per troppo e violento erotismo, distrugge il rapporto col suo ragazzo, che potrebbe diventare un vero amore. Nel finale della vicenda, un filo di speranza sembra possibile anche per l'infelice e malata Nicola, che finalmente si persuade d'essere amata dai genitori e dalla sorella, e affronterà quindi più serenamente il futuro. Dopo una prima parte, che nel descrivere l'ambiente, appare a volte irritante, la seconda parte quando si chiariscono le psicologie dei personaggi e il clima diventa più disteso, appare accattivante, e lo spettatore può apprezzare i lati positivi del lavoro: la figura forte e positiva della madre, che dà un messaggio di vita, guidando la famiglia e sostenendo il marito l'aiuto e la fiducia che la saggia Natalie riesce a dare alla sventurata sorella: la sensibilità piuttosto fine, che il regista rivela (malgrado alcune scene realistiche e un linguaggio pesante), illuminando la tristezza di certi brani, e non dimostrando mai del compiacimento. Sono da lodare tutti gli attori. (Segnalazioni Cinematografiche)

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