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Per Lucio: Pietro Marcello porta Lucio Dalla alla Berlinale 2021

Con mossa astutissima, il direttore artistico del Festival di Berlino Carlo Chatrian controprogramma Sanremo presentando nella sezione Berlinale Special il bellissimo documentario del regista casertano sul grande cantautore. Ecco cosa ha dichiatato Pietro Marcello sul film.

Per Lucio: Pietro Marcello porta Lucio Dalla alla Berlinale 2021

In tv c'è il Festival di Sanremo. E, con mossa astutissima, ecco che il direttore artistico del Festival di Berlino Carlo Chatrian controprogramma la manifestazione canora presentando nella sezione Berlinale Special Per Lucio, un bellissimo documentario su Lucio Dalla diretto da Pietro Marcello.
Per Lucio, peraltro, viene presentato alla Berlinale 2021 proprio alla vigilia di quel 4 marzo che di Dalla era il compleanno, citato in una delle sue canzoni più famose, "4/3/1943".
Canzone che, guarda un po', proprio a Sanremo venne presentata per la prima volta cinquant'anni fa esatti, classificandosi al 3° posto (a vincere furono Nada e Nicola di Bari con "Il cuore è uno zingaro", e davanti a Dalla si piazzarono perfino i Ricchi e poveri: per dire dell'affidabilità di certi verdetti).
"Fare un film su Lucio è un desiderio che ho nutrito per molti anni," ha raccontato Pietro Marcello incontrando la stampa italiana. "Lucio è stato un mio grande amore, e conosco le sue canzoni a memoria da quando ero piccolo, e sono stato molto influenzato da lui, anche nel mio lavoro."
Racconta il regista che, dopo aver diretto i suoi primi corti documentari, "sono andato a Bologna e gli ho lasciato i miei film sotto lo zerbino."
Quel gesto, così semplice e spontaneo, e un po' ingenuo, non portò a nulla. In contatto con Dalla Marcello ci entrò grazie a Toni Servillo: "Non gli sarò mai grato abbastanza per averlo fatto," dice il regista. "Grazie a lui gli ho fatto avere altri due miei film, Il passaggio della linea e La bocca del lupo, che avevo girato pensando a lui e alla sua musica. E una sera, dopo averli visti, mi ha chiamato, e così ci siamo conosciuti. E mi fece anche il regalo di venire a presentare con me La bocca del lupo a Bologna."

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Già, Bologna.
Città inscindibile da Dalla, tanto che Pietro Marcello spera "di presentare il film in piazza Maggiore, a Bologna, e di restituire Dalla ai bolognesi. Questo è un film che va consegnato a Bologna."
Bologna poi c'entra con questo film anche per ragioni puramente cinematografiche. Come è sua abitudine, Marcello ha costruito la struttura di Per Lucio su materiali d'archivio, molti dei quali provenienti dalla Cineteca di Bologna. Altri vengono dalle Teche Rai, altri ancora dall'Istituto Luce, altri dall'Archivio Audiovisivo del movimento operaio e democratico e da molti altri archivi. "È la prima volta che lavoro con così tanti archivi," ha detto il regista, "e non è stato facile rendere omogeneo tutto il materiale." Marcello, peraltro, ha anche dichiarato che non considera completato il film: "Ci sono ancora interventi da fare: cose piccolissime ma da mettere a punto per me che sono abituato a lavorare con questo tipo di materiali."
Oltre che dei materiali di repertorio, Per Lucio si fa forte della presenza di due amici di Dalla: il suo storico manager, Tobia (al secolo Umberto Righi), e il filosofo Stefano Bonaga, amico del cantante fin da quando erano bambini. "Sono persone importanti e rappresentative," ha detto Marcello, "Io volevo raccontare Lucio in quel modo lì: dal punto di vista di due amici." E anche tra lui e quei due, è nata un amicizia, sul set: "come sempre avviene con le persone con le quali collaboro nei miei lavori. Loro si sono affidati a me, io a loro, e così è nata un'amicizia."

Di Dalla, Marcello ha detto che è "un mito quanto Maradona", e lo ha paragonato a Ernest Hemingway perché "Dalla come Hemingway che stava tra la gente, non era un Proust: Lucio ha sempre raccontato nostro il paese. Era un musicista straordinario, anche con dischi come "1983", lui è sempre caduto in piedi per queste sue capacità. Dalla non è mai stato mediano, non ha avuto mai modelli, la sua originalità è unica e irriproducibile. Per in questo film era molto importante raccontare il primo Dalla, le sue fatiche e la sua ostinazione a diventare poeta: e quindi era molto importante in tutto questo parlare della figura di un altro mito come Roberto Roversi."

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