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Oscar 2019: i candidati come miglior attore non protagonista

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Rivediamo insieme chi sono i cinque attori selezionati dall'Academy per la categoria.

Oscar 2019: i candidati come miglior attore non protagonista

Cinque attori, un britannico e quattro americani, concorrono al premio Oscar 2019 per il miglior attore non protagonista. A dire il vero, molto più che nella categoria femminile, dove c’era davvero l’imbarazzo della scelta, sembra che i giurati dell’Academy abbiano avuto qualche difficoltà a trovare i candidati ideali. Quest’anno, che si siano o no amati i film in concorso, i livelli non sono altissimi e bisogna considerare anche che, per i temi trattati, sia La Favorita che Roma non avevano attori maschili di rilievo che abbiano lasciato il segno anche in piccole parti. Dunque è tra questi signori che quest’anno si assegnerà l’Oscar:

Mahershala AliGreen Book: fosse per noi, avrebbe già vinto a man bassa. È vero che nel suo caso non c’è bisogno di ulteriori premi per attestarne la bravura. Nella sua carriera ha già vinto l'Oscar per la categoria dei non protagonisti (ed è stato il primo attore di fede musulmana ad ottenere il premio) e di recente il Golden Globe proprio per Green Book. Ma, a prescindere dai riconoscimenti, il suo valore è evidente a chiunque lo abbia ammirato sul piccolo e sul grande schermo. Ci era piaciuto moltissimo in House of Cards il suo fantastico Remy Danton, lobbista ex Capo di Gabinetto di Frank Underwood, che si innamora di Jackie Sharp, donna della parte avversa. Quest’anno poi, nella terza stagione di True Detective, interpreta in modo eccezionale il ruolo di un detective in tre diverse età e la sua performance mette letteralmente i brividi, specialmente quando è un (irriconoscibile) settantenne che ha problemi di memoria e – forse – un principio di demenza. Grande trasformista, in Green Book Mahershala (il cui nome biblico completo è il lunghissimo e impronunciabile Mahershalalhashbaz) crea un altro gioiello di recitazione col personaggio del pianista Don Shirley, elegante e in apparenza distaccato, in realtà solo e a metà tra due mondi, non pienamente accettato da entrambi, che si affeziona a un uomo che non potrebbe essere più lontano da lui. Ed è, ancora una volta, assolutamente perfetto.

Adam DriverBlacKkKlansman: Sarà forse per quel suo volto così bizzarro che ricorda un quadro astratto, ma questo bravo attore è emerso lentamente dalla marea dei caratteristi del cinema americano. Indubbiamente molto bravo, sa sfruttare la sua fisicità per interpretare personaggi diversi che rende sempre dinamici e credibili, dal Toby/Sancho di L’uomo che uccise Don Chisciotte, alla parte dell’agente ebreo infiltrato nel Ku Klux Klan, nel bel film di Spike Lee per cui è candidato. Senza ovviamente dimenticare l’Al Cody di A proposito di Davis, il poeta autista Patterson e il Kylo Ren di Star Wars. Questa è la sua prima candidatura all’Oscar ma pensiamo non sia ancora arrivato il suo momento, che verrà sicuramente in futuro.

Sam RockwellVice - L’uomo nell’ombra: Chiariamo subito che amiamo, da sempre, questo attore, premiato con l’Oscar proprio in questa categoria lo scorso anno per la sua performance in Tre manifesti a Ebbing, Missouri. Lui è uno di quei caratteristi capace di rendere migliore ogni film in cui appare. Detto questo, la nomination per il piccolo ruolo di George W. Bush, il figlio idiota di George Bush, a sua volta diventato Presidente, manipolato da Dick Cheney in uno dei film a parer nostro più sopravvalutati dell’anno, ci sembra eccessivamente generosa. Non è una performance che aggiunga qualcosa al personaggio che conosciamo o che resterà nella storia. Improbabile che vinca, ma per lui è già una gran bella soddisfazione ottenere una seconda candidatura in appena due anni e dopo una vittoria.

Richard E. GrantCopia originale: Se proprio Mahershala Ali non dovesse farcela, è ovvio che ci riterremmo altrettanto soddisfatti se a vincere fosse questo bravissimo attore, nato e cresciuto in Sudafrica ma di nazionalità inglese, felice come una Pasqua per questa meritatissima candidatura per il ruolo del fiammeggiante gay Jack Hock nell’ottimo Copia originale. Di lui possiamo dire che resterà per sempre nel nostro cuore per il suo ruolo di esordio, l'attore disoccupato Withnail nel cult Shakespeare a colazione, ma lo ricordiamo anche nel Dracula di Bram Stoker (era il dottor Seward), in Gosford Park, L’età dell’innocenza, Ritratto di signora e in moltissimi altri film. Ha interpretato perfino Franz Kafka in un cortometraggio e di recente è stato “l’uomo con la barba ma senza capelli” nella trasposizione Netflix Una serie di sfortunati eventi. Se volete saperne di più, qua c’è un articolo che ve lo racconta.

Sam ElliottA Star Is Born: La sorpresa e l’outsider di questa edizione, nonché l’attore più anziano, è proprio lui, per un ruolo che lo vede sullo schermo per pochi ma significativi minuti. Molti ricorderanno questo caratterista americano quasi 75enne, coi baffoni e la voce cavernosa, che nella quarta rilettura della celebre storia realizzata da Bradley Cooper interpreta il suo fratellastro e manager, per il bellissimo discorso finale, rivolto alla macchina da presa, ne Il grande Lebowski. Elliott – il classico caratterista che non ha mai vinto un premio – ha una lunga carriera alle spalle. Dopo aver debuttato in Butch Cassidy nel 1969, dove conobbe la moglie Katherine Ross, sposata nel 1984, è apparso in un centinaio di titoli, spesso nel ruolo di cowboy. L’abbiamo visto nelle serie Justified, Parks and Recreation, Grace and Frankie e The Ranch. Sicuramente non vincerà l’Oscar ma per lui questa candidatura deve essere una grande e inattesa soddisfazione, arrivata quasi fuori tempo massimo.

Appuntamento al 24 febbraio per vedere chi la spunterà tra questi cinque gentlemen e salirà sul palco per stringere in mano l’Oscar, in un momento che resterà per lui indimenticabile.

Tutti i candidati e le nomination agli Oscar 2019

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  • Saggista traduttrice e critico cinematografico
  • Autrice di Ciak si trema - Guida al cinema horror e Friedkin - Il brivido dell'ambiguità
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