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La Stella della Mole al centro di un’edizione solo digitale del Torino Film Festival 2020

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Nuova direzione, budget in calo e lo sfortunato 2020 che ha costretto il Torino Film Festival 2020, primo della nuova direzione Stefano Francia di Celle, a presentarsi solo via streaming.

La Stella della Mole al centro di un’edizione solo digitale del Torino Film Festival 2020

“La stella della Mole”. Sarà lei la primadonna, la madrina o chiamatela come volete, della 38° edizione del Torino Film Festival, presentato oggi in una conferenza stampa via zoom. Non bastassero i continui riferimenti del neo direttore artistico Stefano Francia di Celle (che si è anche dispiaciuto per questo, scherzando, con la futura vincitrice del primo premio Stella della Mole, Isabella Rossellini), ce lo ricordano la sigla e lo spot ideate e realizzate dalla RAI, che si conferma partner del festival, in cui la stella si anima e gira per i luoghi simbolici della città sabauda.

Sarà un’edizione particolare, questo è certo, non in presenza, ma in digitale. “Innovativa”, l’ha definita il direttore del Museo del Cinema, Domenico De Gaetano, utilizzando un termine ormai in voga per tutti gli eventi purtroppo a distanza di questo disgraziato 2020. “Non semplicemente un festival in streaming”, ma un contenitore di eventi, masterclass, incontri con gli autori. Per ora, tutto via streaming, con un budget in calo fino a meno di 1,2 milioni di euro, che si propone addirittura come obiettivo di “fare molto per raggiungere l’obiettivo di uguaglianza dell’Agenda ONU 2030”. 

Per farlo ha scelto una giuria solo al femminile, composta da cinque personalità provenienti dal cinema, ma anche dall’impegno internazionale per i diritti civili, da cui proviene anche la vice direttrice, l’avvocata iraniana Fedra Fateh. Il concorso Torino 38 è composto da 12 titoli, sei di registe donne, “che rappresentano non solo giovani talenti e rispettano l’uguaglianza di genere, ma anche generi diversi, in senso cinematografico, dal tradizionale allo sperimentale”. L’unico italiano è l’esordio di Alessandro Grande, apprezzato autore di cortometraggi, dal titolo Regina, con Francesco Montanari. Ci sarà poi una sezione fuori concorso, il consueto TFF Doc, curato da Davide Oberto, e uno spazio dedicato al cinema di genere, Le stanze di Rol, in omaggio al sensitivo torinese, che ci sembra la più interessante, almeno sulla carta.

Un festival ancorato alla realtà locale torinese e piemontese, insomma, che ha dovuto rinunciare a qualche film previsto in uscita per i prossimi mesi e rimasto ora in un limbo distributivo a causa della seconda ondata del coronavirus, anche se per il direttore “sono solo pochi titoli”. Ne sono stati visionati, da “un comitato di selezione molto eterogeneo”, oltre 4000 per sceglierne 133, 64 lungometraggi, di cui 29 opere prime e 52 prime mondiali. “Tre cose mi piace fare più di ogni altra cosa”, ha detto il direttore Stefano Francia, “Vedere film in una sala cinematografica, ascoltare un’aria d’opera in un teatro di livello, possibilmente al San Carlo di Napoli, e guidare un gruppo di persone che vanno in montagna”. 

Ci saranno poi delle masterclass, all'interno “un set meraviglioso ispirato dalle tante ricchezze della mole e del museo del cinema, dalle 10 di mattina all’ora di cena, con approfondimenti, eventi live. Alcuni film del Torino Film Festival 2020 verranno poi proposti da Nanni Moretti, già in passato direttore della manifestazione, su sua proposta, non appena si potrà, nel suo cinema, il Nuovo Sacher di Roma, prima di venire presentati anche nelle sale torinesi.

Appuntamento con il Torino Film Festival dal 20 al 28 novembre, per un’edizione in linea con questo 2020 a dir poco sfortunato. Vi rimandiamo al sito della manifestazione per il programma completo.

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  • critico e giornalista cinematografico
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