James Gunn sul suo licenziamento: "Il giorno più drammatico della mia vita"

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James Gunn sul suo licenziamento: "Il giorno più drammatico della mia vita"

A due mesi dal ritorno in scena di James Gunn alla guida di Guardiani della Galassia Vol. 3, il regista rompe il silenzio sul suo licenziamento e, oltre a scusarsi nuovamente per i provocatori tweet postati fra il 2009 e il 2011 che lo scorso luglio sono stati riportati all'attenzione dei media, giustifica pubblicamente il gesto della Disney e soprattutto parla, con il cuore in mano, del giorno in cui il mondo gli è crollato addosso. In un'intervista rilasciata a Deadline, il regista di The Suicide Squad - cinecomic targato Warner Bros. e DC Comics che è il seguito di Suicide Squad -  ha dichiarato innanzitutto:

Non do la colpa a nessuno. Sto e sono stato male per un po’ per il modo in cui mi sono espresso pubblicamente, per le battute che ho fatto, per le persone contro cui le ho fatte e per le inconsapevoli conseguenze dello scarso riguardo con cui mi sono mosso. So che alcune persone sono state ferite dalle cose che ho detto, che è colpa mia, che mi sono espresso in maniera poco rispettosa. Mi dispiace e mi assumo tutta la responsabilità. La Disney aveva tutto il diritto di licenziarmi. Non era questione di libertà di espressione. Ho detto cose che non hanno gradito e avevano il pieno diritto di licenziarmi. Su questo non ci sono dubbi.

James Gunn si era già scusato quando era scoppiato lo scandalo, dicendo di essere molto cambiato negli ultimi 10 anni. Putroppo era rimasto inascoltato, e come lui anche alcuni interpreti dei primi due film, che avevano scritto lettere in sua difesa alla Disney. Ora che le acque sono di nuovo tranquille, il nostro può aprirsi completamente e raccontare dei momenti difficili vissuti in seguito all'uscita di scena:

Il primo giorno… ammetto che è stato il più drammatico della mia vita. Ho avuto altri giorni difficili nella vita, a cominciare da quando, da giovane, ho smesso di bere, per finire con la morte di alcuni amici che si sono suicidati. E’ successo e subito ho avuto l'impressione che tutto fosse andato perduto. In una frazione di secondo ho capito che mi stavano licenziando. Mi è sembrata la fine della mia carriera.

Gunn conclude la sua confessione ripetendo di non aver mai serbato rancore nei confronti della Disney, ma di aver subito accettato la decisione e l'addio a Guardiani della Galassia 3 senza sentirsi amareggiato, deluso o arrabbiato con lo studio. Questa sua posizione il regista l'aveva resa nota quando il film era tornato nelle sue mani, dicendo:

Sono tremendamente grato a tutti coloro che mi hanno supportato negli ultimi mesi. Non smetto di imparare e continuerò a lavorare comportandomi come il miglior essere umano possibile. Apprezzo profondamente la decisione della Disney e sono entusiasta di continuare a fare film che indagano i legami dell'amore che vincola tutti noi. Sono stato e continuo a essere incredibilmente onorato del vostro amore e supporto.

Insomma, tutto è bene quel che finisce bene, come diceva il saggio, e quindi adesso non ci resta che aspettare il terzo Guardiani della Galassia, la cui data di uscita ancora non è stata resa nota.



Carola Proto
  • Giornalista specializzata in interviste
  • Appassionata di cinema italiano e commedie sentimentali
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