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Il Sesto Senso: che fine ha fatto il bambino che vedeva la gente morta?

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Il Sesto Senso, il film di M. Night Shyamalan con Bruce Willis, ha reso Haley Joel Osment una star. Che ne è stato dopo dell'attore?

Il Sesto Senso: che fine ha fatto il bambino che vedeva la gente morta?

Il sesto senso arrivò nelle sale americane il 6 agosto del 1999, nel giorno del ventinovesimo compleanno di M. Night Shyamalan. In sole due settimane recuperò i 40 milioni di dollari di budget, fu lodato all'unanimità e arrivò a un guadagno mondiale di 672 milioni di dollari, diventando il secondo film con l'incasso più alto dell'anno dopo Star Wars Episodio I: La Minaccia Fantasma. Quando avevano letto la sceneggiatura, che il regista aveva impiegato più di un anno a scrivere, gli attori avevano intuito di avere fra le mani qualcosa di unico, ma nessuno avrebbe mai immaginato il tasso di popolarità che il thriller-horror con Bruce Willis e Toni Collette avrebbe raggiunto.

Girato a Filadelfia, Il sesto senso fu candidato a 6 Oscar: miglior film, miglior regia, miglior montaggio, migliore sceneggiatura originale, miglior attrice non protagonista, miglior attore non protagonista. Quest'ultima candidatura portò dentro al sontuoso Shrine Auditorium di Los Angeles Haley Joel Osment, ragazzino prodigio di quasi 12 anni che non era nuovo al cinema, avendo interpretato il figlio di Forrest Gump nell'omonimo film con Tom Hanks. In una prima versione della sceneggiatura, il giovanissimo attore avrebbe dovuto interpretare il figlio di un fotografo di scene del crimine tormentato dai fantasmi. Poi il bambino fu trasformato in un paziente di uno psicologo infantile. Al piccolo fu lasciato il suo scomodo dono e la sua battuta "vedo la gente morta" divenne il "simbolo" de Il sesto senso, entrando di prepotenza nell'immaginario collettivo e diventando iconica tanto quanto "E.T. telefono casa". Chi la sentì al cinema, si convinse che colui che la pronunciava sarebbe divenuto una delle più fulgide star di Hollywood. Così non è stato, e forse è normale. Osment, come Shirley Temple o Macaulay Culkin, non ha avuto una fulgida carriera da adulto. Per fortuna non è diventato né alcolizzato né tossicodipendente, e la sua vita, al momento, è tranquilla e serena.

C'era una volta Haley Joel Osment bambino

"Quando Haley si presentò per il provino e cominciò a leggere il copione, ebbi immediatamente la certezza di aver trovato l'interprete perfetto per Cole" - ha raccontato M. Night Shyamalan in occasione del ventennale de Il sesto senso. Il regista aveva visto giusto. Quel ragazzino alto "due mele e poco più" aveva un talento incredibile, oltre a una passionaccia per Bruce Willis, di cui aveva visto diversi film. Sul set, Haley seguì con attenzione le indicazioni di M. Night. "Fu durante la lavorazione di quel film" - dichiarò più tardi - "che cominciai veramente a capire cosa significasse fare l'attore, cioè memorizzare le battute e trasformarsi in un personaggio". Ovviamente i genitori del bambino lo seguirono con amore e da vicino nel corso delle riprese, stando bene attenti a tenerlo con i piedi per terra. "Durante quel periodo" - ha detto una volta la mamma dell'attore - "cercavamo di comportarci come una normale famiglia americana. Quando tornavamo dal set, facevamo cose normali, come lavare i piatti dopo cena e togliere dal vialetto davanti casa la pupù del cane".

Haley, dal canto suo, non solo si dimostrò all'altezza delle aspettative del regista, ma stupì il mondo intero durante la promozione del film. Pur così giovane e mingherlino, aveva la proprietà di linguaggio di un adulto, e rispondeva in maniera profonda e articolata alle domande dei giornalisti. Qualcuno, malignamente, pensò che Haley Joel Osment non fosse un bambino ma un nano, compreso qualche "mostro" della nostra redazione.

La scena di "vedo la gente morta"

"La cosa che ancora mi meraviglia è che nessuno, in nessuna fase della lavorazione, ha mai detto o pensato: d'accordo, questa diventerà la battuta più importante o la frase di lancio del film". A fare questo commento è stato Haley Joel Osment qualche tempo fa, parlando all'ennesimo giornalista della scena in cui un Cole spaventatissimo svela il suo segreto al dottor Malcolm Crowe, dicendogli: "Vedo la gente morta". Nella mitica sequenza, Haley Joel Osment se ne sta sotto una copertina rosa e trema per il freddo, e si vede il suo respiro. Shyamalan, per ottenere questo effetto e rendere il momento ancora più inquietante, fece mettere un gigantesco telone tutt'intorno alla presunta camera da letto di Cole, riempiendo l'ambiente di aria ghiacciata con un grosso tubo. All'epoca la computer grafica non aveva raggiunto i livelli di sofisticazione di oggi. In più, l'angoscia e il disagio di Cole sarebbero risultati più credibili se Osment avesse realmente sentito il gelo invadergli le ossa. Ricordiamo inoltre che buona parte del film venne girata in un vecchio ospedale psichiatrico abbandonato. Era autunno e il sole non splendeva alto nel cielo. L'atmosfera era quindi plumbea e terrificante. 

Che fine ha fatto Haley Joel Osment

Come abbiamo già detto, nel 1999 Haley Joel Osment non era nuovo né al mondo dell'intrattenimento né al mestiere d'attore. Nel suo curriculum, oltre a Forrest Gump, c'erano anche diverse serie tv e due film: Agenzia salvagente e Bogus - L'amico immaginario, commedia drammatica fantasy di cui era il protagonista e che vedeva nel cast anche Whoopi Goldberg e Gérard Depardieu. Dopo Il sesto senso, per il ragazzo arrivò un film importantissimo: A.I. - Intelligenza artificiale, di Steven Spielberg. Il regista di Schindler's List contattò il nostro già nel '99, e durante la cerimonia degli Oscar del 2020, Jude Law si avvicinò sorridente a lui e gli disse: "Hey, ho saputo che io e te interpreteremo dei robot in un film diretto da Steven Spielberg". A A.I. seguirono Un sogno per domani (del 2000), L'ultimo treno (2001) e Secondhand Lions (2001). Dopodiché Haley disse basta ai set, almeno per un po’, buttandosi a capofitto nello studio e voltando così le spalle a Hollywood.

Nel 2006, Haley Joel Osment tornò a far parlare di sé quando, ubriaco e forse strafatto, ebbe un incidente d'auto in cui distrusse la macchina e si ruppe una costola. "L'incidente di mio figlio" - disse allora mamma Osment - "è una di quelle leggerezze in cui si incappa a 18 anni". Siccome aveva con sé della marijuana, il ragazzo fu condannato a tre anni di libertà vigilata, 60 ore in un programma di riabilitazione e di educazione, e una multa di $ 1500. In più, gli fu imposto di partecipare alle riunioni degli Alcolisti Anonimi.

Dopo questa esperienza altamente formativa, l'attore si è iscritto a un corso di teatro e ha recitato a Broadway. Abitare a New York gli piaceva e gli garantiva un certo anonimato. Negli ultimi anni, però, è tornato sulla ribalta. Se imdb gli attribuisce una serie di ruoli in film indipendenti praticamente sconosciuti e apparizioni in serie tv come X-Files e Il metodo Kominsky, noi segnaliamo un ruolo in Entourage (il film del 2015), un parte in Yoga Hosers - Guerriere per sbaglio di Kevin Smith, una partecipazione allo sconosciuto Sonnambula e il ruolo del Detective Jerry Thompson in Ted Bundy: fascino criminale.

Oggi che ha 32 anni, Haley-Joel Osment non rimpiange il ruolo di Cole de Il sesto senso, ma è consapevole del peso che l'eredità di quel film lo ha costretto a portare sulle spalle: "Quando hai avuto la fortuna che ho avuto io a lavorare da bambino in dei film straordinari, hai lo svantaggio di non riuscire a togliere dalla mente delle persone una certa immagine di te. Naturalmente sono fiero di quei film, e spero che la gente li veda ancora tante volte e per tanto tempo, ma credo che per un attore sia importante che le persone si concentrino sulla sua sua intera carriera e non su una parte di essa".

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