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Il caso Armie Hammer: cosa sta davvero succedendo

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Cerchiamo di fare chiarezza nel caso dell'attore Armie Hammer, escluso da film e serie tv in seguito ad accuse social che non si sono concretizzate in denunce specifiche e sembrano in parte poco attendibili.

Il caso Armie Hammer: cosa sta davvero succedendo

Dopo quello che è successo a Kevin Spacey, James Gunn (poi riabilitato), Roman Polanski e Woody Allen, ormai dovremmo essere abituati alle epurazioni hollywoodiane e alle esecuzioni sommarie sui social, ma per fortuna non è così. Cerchiamo dunque di capire cosa sta succedendo ad Armie Hammer, alla cui bizzarra e rapidissima vicenda che sta (forse) decretando la fine della sua carriera, Variety dedica un lungo, obiettivo e dettagliato articolo. Ne prendiamo spunto per mettere ordine in una faccenda decisamente ingarbugliata e chiederci in tutta onestà cosa sta succedendo in una Hollywood che sembra tornata ai tempi dello star system, quando tutti i divi sotto contratto dovevano avere comportamenti irreprensibili e se non li avevano c'erano apposite figure professionali incaricate di mettere a tacere, ove possibile, gli scandali che li riguardavano.

Chi è Armie Hammer

Fino all'anno scorso Ammie Hammer, pur senza essere una star di primo piano, era uno degli attori più popolari e richiesti di Hollywood e non solo. Nato a Los Angeles 34 anni fa, l'altissimo e statuario Armie si chiama in realtà Armand Douglas Hammer ed è l'erede di una ricchissima famiglia di petrolieri, che ha scelto una professione decisamente insolita per gli standard della sua classe sociale. Dopo aver minacciato di diseredarlo per la scelta, i genitori lo hanno sostenuto ma gli hanno chiesto di terminare gli studi e lui lo ha fatto, studiando alla UCLA. Dopo innumerevoli apparizioni in serie tv, l'esordio importante sul grande schermo è quello in J. Edgar di Clint Eastwood. Seguono titoli come Lone Ranger, Operazione U.N.C.L.E., The Social Network, l'italiano one man show Mine e il successo internazionale di Chiamami col tuo nome. Prima dello scandalo ha completato Rebecca di Ben Wheatley, Assassinio sul Nilo di Kenneth Branagh, Crisis di Nicholas Jarecki e Next Goal Wins di Taika Waititi.

Cosa è successo: Lo scandalo

L'11 gennaio 2021, all'improvviso, il nome di Armie Hammer va in tendenza su tutti i social associato a un tema bizzarro come il cannibalismo. Un account chiamato House of Effie ha ripescato da un suo vecchio profilo Instagram mai verificato presunti messaggi privati in cui scrive a fan di sesso femminile le sue fantasie cannibali, il desiderio di bere il sangue, confessioni di aver mangiato il cuore palpitante di un cervo e altri deliri. Ovviamente la cosa fa ridere: nessun attore/attrice confesserebbe mai a gente sconosciuta su un social le sue fantasie sessuali, soprattutto se di questo genere. Ma, dopo poco, Armie Hammer si ritira dal film con Jennifer Lopez Shotgun Wedding, adducendo come motivazione la necessità di stare coi suoi figli in un momento in cui è bersagliato da accuse tanto assurde. L'anno precedente allo scandalo, nel luglio 2020, la moglie Elizabeth Chambers aveva annunciato il loro divorzio consensuale dopo 10 anni di matrimonio e l'intenzione di prendersi cura congiuntamente dei due bambini. Poco tempo fa Hammer ha lasciato “volontariamente” anche la prestigiosa serie sul making of del Padrino, The Offer. Variety cita di avere molte fonti secondo le quali all'attore è stato esplicitamente richiesto di farsi da parte e non ha interrotto volontariamente alcun contratto, cosa che gli costerebbe alte penali. La sua carriera sembrerebbe a questo punto destinata a colare a picco, anche se di resurrezioni miracolose Hollywood è prodiga. Il chiodo sulla bara lo ha messo proprio la sua ex moglie, che anziché difenderlo si dice sconvolta, scioccata e dalla parte di chi ha subito molestie. Nel frattempo due ex amanti occasionali del marito hanno ribadito le accuse nei suoi confronti e i ripetuti tradimenti di Hammer, non sappiamo se a lei noti e tollerati, sono venuti alla luce.

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Cosa è veramente successo? La difesa di Armie Hammer

Armie Hammer ha decisamente smentito le voci più estreme ma non si è del tutto difeso. In una formula ormai familiare a chi segue queste storie, un suo avvocato ha dichiarato alla stampa che ogni interazione con le sue partner sessuali era “totalmente consensuale, nel senso che sono state interamente discusse, approvate di comune accordo e con partecipazione”. Insomma, l'attore, come tantissimi altri comuni mortali, ha qualche scheletro nell'armadio, gli piacciono magari quelle pratiche sadomaso che gli americani chiamano “kinky” ma che non sono sottoposte a conseguenze penali se entrambi i partner sono d'accordo e hanno gli stessi gusti. L'avvocato Andrew Brettler ha dichiarato direttamente a Variety che: “Le storie che vengono continuamente diffuse dai media sono un tentativo in malafede di presentare una narrativa unilaterale con lo scopo di offuscare la reputazione del signor Hammer, come provano le comunicazioni individuali”. A questo punto verrebbe da chiedersi: c'è davvero qualcuno che ha interesse a rovinare la carriera dell'attore, che dal canto suo se l'è presa con la stampa accusandola di attaccarlo in modo deliberato, magari per qualche rancore passato, o quello che davvero conta non è ancora emerso? Alcuni ritengono che esistano gli estremi per una causa per diffamazione, ma al momento Hammer non ha preso alcuna iniziativa in proposito. Sembra però che il suo team legale voglia citare in giudizio Instagram e Facebook per indagare sulla validità degli screenshot pubblicati. Nel frattempo, sono stati diffusi ovunque dei video (rubati in alcuni casi dal profilo Instagram privato dell'attore) in cui Hammer si comporta da “cattivo ragazzo”, e che indicano una sua tendenza un po' sbruffona ad azioni imprudenti sotto l'effetto di alcol o droga.

Una domanda finale

Dal momento che finora nessuna delle voci e delle accuse mosse ad Armie Hammer si è concretizzata in una denuncia o querela, è giusto che la stampa e Hollywood condannino alla damnatio memoriae un altro dei loro beniamini? Certo, Hammer non avrà il talento di Kevin Spacey, ma arrogarsi il diritto di vita o di morte non appena viene fuori qualche particolare scabroso non verificato sui social ci sembra davvero eccessivo. Di questo passo agli attori verrà richiesto un certificato di sana condotta morale, vita privata ineccepibile e assenza totale di comunicazioni col mondo. In pratica, dovranno essere tutti dei santi. Sembra davvero un ritorno al mondo ipocrita di un divismo che pensavamo tramontato per sempre.

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  • Saggista traduttrice e critico cinematografico
  • Autrice di Ciak si trema - Guida al cinema horror e Friedkin - Il brivido dell'ambiguità
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