C'era una volta... a Hollywood: Oggi a Cannes tutti in fila per Quentin

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C'era una volta... a Hollywood: Oggi a Cannes tutti in fila per Quentin

Dicono che del cinema, oramai, importi a pochi. Dei festival, poi, non ne parliamo. Nell'era dello streaming e delle serie tv, delle cose viste da tutti e viste da tutti comodamente piazzati sul divano, a volte si ha l'impressione che qui a Cannes si viva un pelo troppo fuori dal mondo. Da un mondo a cui interessa un po' (troppo) poco di Bong Joon Ho o di Jim Jarmusch, per non parlare di Jessica Hausner o Diao Yi Nan.
Poi, però, arriva Quentin Tarantino, e tutto cambia.
Nel giorno in cui a Cannes viene presentato Cera una volta... a Hollywood, ti senti gli occhi del mondo addosso, l'attesa per il film è palpabile, tanto palpabile che non può provenire solo da quelli che stanno sulla Croisette - dai ricconi ancorati coi loro yacht milionari, al più sfigato degli accreditati -, ma anche dall'esterno.

Tarantino è così. Tarantino è l'Han Solo dei cinefili, l'Avenger dei festivalieri, è il Trono di Spade di tutti quelli che continuano a credere nella sala e in manifestazioni come quella di Cannes. O di Venezia. O Torino. O dei più piccolo dei festival allestiti lungo la penisola. Tarantino è tutto questo perché - al di là di ogni possibile giudizio critico o estetico sui singoli film che ha diretto - è stato capace di mettere d’accordo spettatori e critica come forse nessuno negli ultimi vent'anni, e di far diventare ogni sua nuova regia un evento pop. Il suo è un cinema da concorso Cannes e da sala, a pieno titolo, e non sono in molti a saperlo fare.
L'attesa, quindi, è a livelli elevatissimi. A Cannes, dove vige un rigido sistema di caste in base al colore dell'accredito che inizia a superare ogni possibile logica classista, ci sono persone che si sono messe in fila per la proiezione per la stampa che inizia alle 16:30 pochi minuti prima di mezzogiorno (salvo poi dover cedere il posto a chi in fila si metteva per il film delle 14 programmato nella stessa sala). E non si sa nemmeno se un manipolo di questi eroi (o di questi folli, a seconda dei punti di vista) riusciranno a entrare, e non verranno superati dalle tre categorie di accreditati che li superano di grado. Quelli che poi hanno l’ultima fascia degli accrediti, quelli di colore giallo, Tarantino lo potranno vedere solo nel solo quando arriverà in sala (in Italia il 19 settembre), perché difficilmente riusciranno a entrare tutti anche alla singola replica di domani.

Per tutti gli altri, quelli che ancora si ostineranno a snobbare i cinema, ci saranno sempre lo streaming, e il divano.
Ma non sarà la stessa cosa, lo sappiamo tutti benissimo, ci piaccia o meno: se non altro, perché ulteriori attese taglieranno fuori dal rito collettivo del commento social. E chi oggi, a Cannes o a casa sua, se la sente di correre un rischio di questo genere?



Federico Gironi
  • Critico e giornalista cinematografico
  • Programmatore di festival
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