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Gomorra 4: presentata la nuova stagione della serie di Sky

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Attori, sceneggiatori, registi e produttori nella conferenza stampa seguita all'anteprima dei primi due episodi della nostra serie di maggior successo all'estero.

Gomorra 4: presentata la nuova stagione della serie di Sky

Gomorra, la serie italiana di maggior successo all'estero, torna il 29 marzo su Sky Atlantic alle 21.15, con l'inizio dell'attesa quarta stagione. 12 episodi in cui ritroveremo Genny Savastano dopo i drammatici eventi della terza, mentre, provato dalla perdita del fratello Ciro Di Marzio, cerca di riguadagnare una (impossibile?) libertà dal suo passato per proteggere la sua famiglia, iniziando un'ambiziosa attività imprenditoriale, dopo aver affidato Secondigliano a Patrizia e aver chiesto l'intervento del ramo materno della sua famiglia, i Levante, per scongiurare l'ennesima guerra. Sangue Blu e Valerio cercano intanto di ottenere potere con nuove alleanze.

Volti noti che ritornano e nomi nuovi che si affacciano nel cast, in una stagione che si prevede esplosiva, e che oggi lunedì 25 marzo al The Space Cinema Moderno di Roma hanno incontrato la stampa assieme ai registi (ben 5 quest'anno: a Francesca Comencini e Claudio Cupellini si affiancano i debuttanti - ma gomorriani di lunga data -  Marco D'Amore, Enrico Rosati e Ciro Visco), agli sceneggiatori Maddalena Ravagli e Leonardo Fasoli e ai produttori per Sky e Cattleya, dopo l'anteprima dei primi 2 episodi di cui – senza spoiler – vi parleremo nei prossimi giorni, così come vi presenteremo le nostre interviste al cast. Roberto Saviano, deus ex machina della serie, ha mandato un videomessaggio.

I produttori hanno messo in evidenza il gioco di squadra che ha creato una serie che ogni volta cambia tema e identità, restando coerente coi suoi contenuti. Riccardo Tozzi in particolare ha sostenuto che “ogni stagione ha un carattere molto forte, è come se la serie avesse una sua vitalità che la porta sulla sua strada. Il tema di questa mi sembra sia lo spaesamento, i personaggi si trovano in situazioni in cui non si sono mai trovati e in ambienti nuovi e questo porta fuori il loro mondo interiore, sorprende noi e gli attori. Anche se sembra strano dirlo è anche più sentimentale, esce fuori un'interiorità che a tratti è commovente”.

Sono molti i temi di questa stagione, che vedranno anche Genny Savastano trasferirsi a Londra per perseguire i propri sogni di imprenditore. Si parla della Terra dei Fuochi, dei Colletti Bianchi che sostengono il sistema criminale e della attiva presenza femminile: “Il mondo cambia dappertutto – ha detto Ravagli - ed è un cambiamenrto gravido di sangue e faticoso per tutti. Patrizia cerca di governare come un uomo e se la deve vedere coi Levante, che raccontano un aspetto della camorra della campagna a nord di Napoli, nella zona di Marano, in parte affiliata a Cosa Nostra negli anni Ottanta, con un'impostazione patriarcale e conservatrice”. Leonardo Fasoli ha sottolineato “l'aspetto delle connivenze possibili. Il mondo criminale produce denaro, economia, potere, che si ramifica e va a infiltrarsi nella società sana. La camorra può esistere e continuare a sopravvivere grazie al fatto che trova delle complicità anche non dirette nella società normale”.

Il regista veterano Claudio Cupellini ha commentato: “Anche quest'anno abbiamo vissuto in maniera creativa uno spaesamento, ci dobbiamo ogni volta sorprendere perché dobbiamo re-imparare un linguaggio, ricominciare adattandoci a una realtà che dobbiamo imparare a conoscere. Sono cambiate le strategie e arrivando a fine stagione ho avuto la sensazione di una bellissima partita a scacchi tra gli interpreti vecchi e i nuovi personaggi”. Marco D'Amore, il mitico Ciro l'Immortale, che dirige gli episodi 5 e 6 di questa stagione, ha così definito la sua esperienza: “Direi che io come altri sono il prodotto di un vivaio, Gomorra è, come dicono in Spagna, una meravigliosa “cantéra” (cava, ndr) in cui si sono allevati nel tempo talenti, anche quelle di Ciro ed Enrico sono professionalità che hanno avuto la possibilità di germogliare al suo interno. Come attore, se mi si passa la metafora sportiva, sono stato, forse, un giovane buon giocatore. L'esperienza della regia teatrale è il mondo dal quale provengo, il mio nord della bussola, è stato fisiologico portarla sul set perché Gomorra consente ai registi e agli attori di provare e io ho avuto anche la possibilità di fare una lettura a tavolino con gli attori prima della messa in scena, ed è raro che questo avvenga.”

Salvatore Esposito in merito al futuro del suo personaggio: “Il leit-motiv sarà questo dualismo all'interno di Genny, il fatto che combatta coi demoni che si porta dietro dalla prima stagione e che lo porteranno a voler cambiare vita perché vuole dare un futuro diverso a suo figlio e proteggere sua moglie. Questo lo porterà a indossare una maschera di fronte ai genitori fuori della scuola del figlio, col proprietario del terreno che comprerà e con gli imprenditori e i grandi businessmen della finanza che incontrerà nel quarto episodio a Londra. Il segreto di questa serie sta in questa collaborazione costante con i produttori, il broadcaster, il reparto editoriale Cattleya e gli oltre cento bravissimi attori che hanno partecipato. È un grande gioco di squadra, che crea un legame bellissimo”.

Cristiana Dell'Anna è Patrizia, che quest'anno assume un ruolo di maggior rilievo: “È stato detto che c'è attenzione alle donne ed è verissimo, ma la cura da parte degli uomini nei riguardi delle donne è la vera rivoluzione. Finché non c'è quel passaggio non c'è vero cambiamento. Patrizia è un personaggio cresciuto tantissimo che deve affrontare i propri sentimenti, c'è un aspetto materno, in lei non c'è assimilazione all'uomo, gestisce il potere che le viene dato alla maniera femminile. Come si vede dal secondo episodio lei però ha davanti a sé una scala lunghissima, il vero potere è ancora più su”.

Ivana Lotito sul personaggio di Azzurra, fedelissima moglie di Genny: “Con la quarta stagione ho capito in maniera più completa che il suo non avere un'identità così precisa, netta e cristallina era in realtà motivo di grande forza. Lei sceglie di stare accanto a quest'uomo, non racconta una funzione, non interpreta un ruolo ma la forza del personaggio è quella di conferire forza, essere per lui fonte di ispirazione e di autostima. Lei spera che i talenti di Genny possano esprimersi in altre forme. Desidera che lui realizzi il suo talento migliore. Ha rischiato di perdere tutto e non ha più paura di niente, è intraprendente, volitiva e determinata”.

Arturo Muselli è Enzo Sangue Blu, personaggio fondamentale della scorsa stagione, artefice della fine di Ciro: "Lui rimane un po' su quella barca e da allora in poi tutto dovrà far riferimento a quel che è successo, al dubbio se quello che è stato fatto è stato fatto bene, se ha sbagliato. Nella terza stagione era molto all'esterno, faceva rumore, si muoveva, adesso è tutto all'interno, come se si fosse ingabbiato dietro quell'occhio che non vede”. Loris De Luna è Valerio, il ragazzo bene che affianca Enzo nella sua carriera criminale: “Il personaggio di Valerio Misano quest'anno fa il percorso inverso a quello di Genny, è il bravo ragazzo di Posillipo che nella quarta stagione si sporca questa camicia e comincia a cambiare look, modo di parlare e comunicare, verrà completamente irretito da questo nuovo mondo in cui decide di entrare, scende sempre più nel suo inferno personale macchiandosi sempre di più. È la mente agente di Enzo, che resta più pensieroso mentre Valerio agisce”.

“Il dubbio – continua Muselli – è quello che ti logora di più. Quando si innesca nella tua mente c'è sempre qualcosa che ti fa tentennare rispetto a una scelta. Per Sangue Blu, Ciro è stato il maestro e su quella barca quella sera c'è stato un ultimo insegnamento. La verità gli sfugge di mano, non sa cosa sia successo realmente, doveva morire una persona e ne è morta un'altra. È il suo cammino per l'inferno”. Ma Genny riuscirà ad emanciparsi dai legami famigliari? Secondo Esposito: “Il cordone l'ha tagliato quando ha fatto ammazzare suo padre da Ciro, nella terza stagione ha affronta il suo grande nemico, Avitabile, il padre di Azzurra, e dopo la dipartita di Ciro ha deciso di cambiare rotta per salvare la sua famiglia. Bisogna capire se questo non lo forzerà a riprendere quello che aveva lasciato. Il male è un'ombra nera che esiste in ogni città del mondo. Dentro Gomorra ci sono luci ed ombre, e dentro Gennaro l'ombra della sua natura”.

Sono tanti i temi, gli spunti e – ne siamo certi - le sorprese di una serie che non ripercorre strade già battute ma rispecchia il mondo in cui viviamo, con i cambiamenti e lo sviluppo di situazioni che ci fanno riflettere, attraverso personaggi estremi, sulla nostra stessa umanità. Appuntamento al 29 marzo con l'inizio della quarta stagione di Gomorra.



  • Saggista e critico cinematografico
  • Autrice di Ciak si trema - Guida al cinema horror e Friedkin - Il brivido dell'ambiguità
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