Sette anni in Tibet

Titolo originale: SEVEN YEARS IN TIBET

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Sette anni in Tibet è un film di genere drammatico del 1997, diretto da Jean-Jacques Annaud, con Brad Pitt e David Thewlis. Durata 129 minuti. Distribuito da CECCHI GORI GROUP - CECCHI GORI HOME VIDEO..

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TRAMA SETTE ANNI IN TIBET:

La vera storia di Heinrich Harrer, un alpinista austriaco diventato amico con il Dalai Lama, al momento della presa in consegna cinese del Tibet.


CRITICA DI SETTE ANNI IN TIBET:

'Certo, per le pagine corali a Lhasa, per i riti alla corte del Dalai Lama, tutte cerimonie festose e temi solenni, si pensa - un po' - all''Ultimo Imperatore', anche per un'eco, sia pure lontana, di climi quasi analoghi, ma la narrazione, qui, è insistita e lenta, indulge alle spiegazioni ed ai dettagli, non ha momenti accesi neanche quando si sfiora l'avventura e il disegno dei rapporti fra il protagonista e il Dalai Lama, seguito nel tempo anche con il mutamento dell'età dell'illustre interlocutore, ha solo di rado veri momenti di emozione: nonostante i molti appigli che avrebbero invece potuto riscaldarlo. Quanto a Brad Pitt, barbuto e fosco, convinceva di più in film con personaggi più intensi. Qui si fatica a credergli.' (Gian Luigi Rondi, 'Il Tempo', 29 dicembre 1997)'Certo, rimangono bei panorami innevati, processioni di monaci, piccole e grandi fughe, sculture di burro, squarci di costume e costumi anche un po' mistico folk, cambi di stagione assai turistici, ma come in un normale (e troppo lungo: 139 minuti) film di avventure, per caso ambientato in Tibet (in realtà sono le Ande) e dove il violoncellista Yo Yo Ma esalta il tema della solitudine scritto dal musico spielberghiano John Williams, che suona le trombe dell'anima ma non scalza la parete di quarto grado dell'inconscio.' (Maurizio Porro, 'Il Corriere della Sera', 3 gennaio 1998)'Ma quello che poteva essere il vertiginoso resoconto di una scoperta e di un'iniziazione resta un viaggio folkloristico, un catalogo di belle immagini vuote, un'antropologia in dosi omeopatiche che intrattiene ma non spiega, illustra ma non documenta né emoziona, anzi irrita perché a ogni piccolo passo verso quel mondo corrisponde un movimento simmetrico dei tibetani. Che scopriranno la radio, il pattinaggio su ghiaccio, il Natale, i balli e il cinema. Siamo insomma in pieno 'Dalailamaland', per dirla con i 'Cahiers du Cinéma'. E poco importa che sul finale, quando Harrer rimpatria, come lui il film migliori e trovi qualche accento giusto.' (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 24 dicembre 1997)

CURIOSITÀ SU SETTE ANNI IN TIBET:

REVISIONE MINISTERO DICEMBRE 1997.

SOGGETTO:

BASATO SUL TESTO DI HEINRICH HARRER.

IL CAST DI SETTE ANNI IN TIBET:


  • MONTAGGIO:
  • MUSICHE:
  • PRODUZIONE: JEAN-JACQUES ANNAUD, JOHN H.WILLIAMS, IAIN SMITH PER MANDALAYA ENTERTAINMENT

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