Le età di Lulù

Titolo originale: Las edades de Lulú

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Le età di Lulù è un film di genere drammatico del 1990, diretto da Bigas Luna, con Francesca Neri e Óscar Ladoire. Durata 94 minuti. Distribuito da DARC - IBEROAMERICANA FILMS (SPAGNA) - RICORDI VIDEO, BMG VIDEO, MEDUSA VIDEO (PEPITE).

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TRAMA LE ETÀ DI LULÙ:

Qualche normale desiderio sessuale Lulù ce l'ha, tanto più che è infatuata del ben più maturo Pablo (lei è appena quindicenne). Ma ecco che Pablo insidiosamente si trasforma in seduttore, portandola da prima in auto e poi a casa per giochi strani e perversi. I due si sposano e il sesso diventa tutto, in un' esaltazione reciproca. Pablo però è un pervertito: il sollazzo si arricchisce e si fa più torbido e sfacciato, includendo nel gioco sfrenato Ely, un travestito. I turbamenti della ragazza sono ora la scoperta vogliosa e incessante di esperienze sempre più turpi e folli. D'intesa con il consorte, una sera ad una festa Lulù accetta di darsi ad uno sconosciuto, ben presente e attivo il marito. Lulù ha gli occhi bendati, ma alla conclusione la benda cade e il fruitore ignoto si scopre essere il fratello (che sempre ha trovato la sorella bellissima). Scioccata, ma ogn'ora preda di stimoli sessuali inconfessabili, la donna si concede in incontri occasionali e brutali, frequenta un locale gay, vivendo per di più le sensazioni che un trio le offre coinvolgendola nella eccitazione. Infine scende ancora di più nella degradazione, offrendosi nel ruolo di vittima legata in un incontro sado-maso, con spettatori più che viscidi. Per salvarla da questa estrema turpitudine, Ely, recatosi nel locale, ci rimette la vita dopo aver chiamato in tempo la polizia e Pablo. Nell'abbraccio fra i due con il ritorno a casa, forse tra le lacrime c'è il bagliore di una luce di speranza.

CRITICA DI LE ETÀ DI LULÙ:

"Bigas Luna ha messo in fila, una dopo l'altra, quasi solo delle scene erotiche, dando vistoso risultato ad immagini e a suoni che di solito, in questi ambiti, anche il cinema più spinto, se non è quello "a luci rosse", tende ad evitare. Spiace di trovare in mezzo a tanto fango un'attrice come Francesca Neri. (Gian Luigi Rondi, Il Tempo, 23/4/91). "Il film di Bigas Luna, non segue del tutto fedelmente il romanzo. È costruito in maniera cronologica senza salti nel tempo, trascura l'elemento politico e intinge nel melodramma prima di concludersi moralisticamente in un convenzionale happy end. Timida e disinibita, disarmata e inquietante Francesca Neri sfodera una bella stoffa d'attrice che speriamo trovi il modo di maturare." (Alessandra Levantesi, La Stampa, 25/4/91)."Il film, evaso dalla cronaca, cerca tardivamente uno sbocco nel melò. Il regista si impegna a lucidare, abbellire e omogenizzare tutto. E l'italiana Francesca Neri rivela un'eccellente fotografia se vuole affermarsi come attrice, però, il prossimo film dovrà farlo vestitissima." (Tullio Kezich, Il Corriere della Sera, 4/5/91)."Film bruttino e monocorde e condotto dal regista con toni cattivi, violenti, maledetti, nel rappresentare la discesa della donna nelle perversioni del sesso." (Alfio Cantelli, Il Giorno)."Disgustoso, e oltre modo noiosissimo, pasticciaccio erotico dello scostumato spagnolo Bigas Luna, che mesta nel torbido strizzando l'occhio ai guardoni con ogni sorta di depravazione sessuale. La graziosa e irrequieta Francesca Neri, costretta a un ruolo scabroso, si dimostra bravina. Addirittura bravissima quando è nuda". (Massimo Bertarelli, 'Il Giornale', 26 settembre 2000).

SOGGETTO:

Tratto dall'omonimo romanzo di Almudena Grandes

IL CAST DI LE ETÀ DI LULÙ:



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