La scelta di Sophie

La scelta di Sophie

( Sophie's Choice )
Voto del pubblico
Valutazione
3.6 di 5 su 25 voti
Genere: Drammatico
Anno: 1982
Paese: USA
Durata: 150 min
La scelta di Sophie è un film di genere drammatico del 1982, diretto da Alan J. Pakula, con Meryl Streep e Kevin Kline. Durata 150 minuti. Distribuito da UNIVERSAL - CIC (1983) - PANARECORD, 20TH CENTURY FOX HOME ENTERTAINMENT, POLYGRAM FILMED ENTERTAINMENT VIDEO.
Genere: Drammatico
Anno: 1982
Paese: USA
Durata: 150 min
Distribuzione: UNIVERSAL - CIC (1983) - PANARECORD, 20TH CENTURY FOX HOME ENTERTAINMENT, POLYGRAM FILMED ENTERTAINMENT VIDEO
Sceneggiatura: Alan J. Pakula
Fotografia: Néstor Almendros
Produzione: KEITH BARISH E ALAN J. PAKULA

TRAMA LA SCELTA DI SOPHIE:

Siamo nel 1947, negli Stati Uniti. La seconda guerra mondiale è terminata. Stingo, un giovane della Virginia, aspirante scrittore, ha lasciato l'uniforme dei Marines e la fattoria paterna per cercare fortuna a New York. Si è installato a Brooklyn in una casa bizzarra, dipinta di rosa. La sua tranquilla e fervida vita di scrittore è turbata dai rapporti spesso tempestosi di una coppia che abita al piano superiore, composta da Sophie Zanistowski, una bella polacca immigrata dopo aver subito la terribile esperienza del campo di sterminio di Auschwitz, e Nathan Landau, un intellettuale ebreo, brillante, raffinato, ma con variazioni d'umore sconcertanti, ossessionato dall'olocausto nazista che ha sterminato sei milioni di ebrei. Fra i tre nasce un'amicizia profonda.Così Stingo è coinvolto e anche plagiato da ricordi, emozioni, fobie di un mondo che non conosce mentre cresce in lui e si rinvigorisce un legame amoroso che lo vincola a Sophie, anche perché, aumentando la confidenza, la donna fa a lui la confessione di tutta la sua vita. Affiora così una triste e drammatica realtà. Il padre di Sophie, professore all'università di Cracovia, esaltato dalla figlia come uomo buono e giusto, era invece un amico dei nazisti e un sostenitore dello sterminio degli ebrei. Lei stessa è stata deportata con i due figli ad Auschwitz e, costretta a scegliere tra i suoi due figli.

CRITICA DI LA SCELTA DI SOPHIE:

"E' una vicenda complessa che si svolge su diversi piani temporali e psicologici. La verità affiora a poco a poco da un insieme di pietose "menzogne" che coprono un passato di tragedia e di morte. L'interpretazione dei tre protagonisti è superiore a ogni elogio, specialmente la prestazione di Meryl Streep, l'interprete di Sophie, nelle complesse vicende drammatiche della sua vita. Non è lei che cerca la morte, è la morte che cerca lei. Per questo rinuncerà all'amore di Stingo, rinuncerà alla vita, come ha fatto per la sua bambina, nel lager di Auschwitz. La scelta di Sophie è la scelta della morte, assecondata dalla voluttà di autodistruzione di Nathan, che fin dall'inizio dirà alla donna: "Non lo capisci, Sophie, stiamo morendo". La donna si difende disperatamente dal suo mostruoso passato, non ne vuol parlare, non vuole svelarlo: le è stato imposto, con scelte laceranti, e continua a subirlo, in una tragedia intima, quotidiana, tanto che in un momento di disperazione perde anche la fiducia in Dio: "Gesù non ha alcun interesse per me. Vivo sola col tormento del mio peccato". Tenta allora di suicidarsi, tagliandosi i polsi, ma la morte la rifiuta, la ricaccia nel tormento nel suo rimorso e nel fatale fascino dell'amore distruttivo di Nathan. E' un dramma terribile, rappresentato spesso fino all'esasperazione dello spasimo. Un merito del regista è di aver intuito che la ricostruzione in immagini degli infernali lagers nazisti deve essere fatta dalla parte del tedeschi, secondo la loro ordinata, scrupolosa, spietata amministrazione della morte, lasciando sussistere la loro lingua e la lingua delle loro vittime, il tedesco e il polacco, con sapiente discrezione, senza infierire, poiche le situazioni terribili sono già un urlo lacerante e un'accusa drammatica in se stesse. L'interpretazione dei personaggi nei vari ambienti e specialmente nell'allucinante casa rosa, che assurge a simbolo di un mondo anormale, è efficacemente espressa in linguaggio filmico dalla splendida fotografia di Nestor Almendros. Forse qualcuno può accusare il film di troppa letteratura, troppe citazioni di poeti, ma, a nostro avviso, non stancano in bocca ai personaggi della vicenda e si adeguano alla loro cultura. (...) Un elogio merita lo spendido doppiaggio specialmente di Sophie." (Segnalazioni cinematografiche, vol. 95, 1983)

CURIOSITÀ SU LA SCELTA DI SOPHIE:

- SUONO: CHRIS NEWMAN.- A MERYL STREEP GOLDEN GLOBE 1983 E OSCAR 1983 COME MIGLIORE ATTRICE PROTAGONISTA. AI GOLDEN GLOBE ERA CANDIDATO ANCHE KALVIN KLEIN. AGLI OSCAR IL FILM ERA CANDIDATO ANCHE PER LA SCENEGGIATURA NON ORIGINALE, FOTOGRAFIA, COSTUMI E MUSICA.

SOGGETTO DI LA SCELTA DI SOPHIE:

romanzo omonimo di William Styron

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